mercoledì, Aprile 14

UE, registri pubblici contro il riciclaggio

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MATERIAL SEIZED BY THE SPANISH NATIONAL POLICE DURING THE OPERATION 'EMPERADOR'

Il Parlamento europeo ha dichiarato guerra alle “scatole cinesi”, il ricorso cioè a società di comodo per nascondere operazioni di riciclaggio di denaro o frodi fiscali. E’ questo il senso del voto a grande maggioranza (643 si’, 30 no, 12 astenuti) con cui il Parlamento europeo ha varato ieri, nella sessione plenaria di marzo, norme molto rigorose per impedire l’anonimato nelle transazioni finanziarie, che favorisce il riciclaggio.

E’ tutto il sistema delle cosiddette “scatole cinesi”, dietro il quale si nascondono le operazioni illegali delle mafie di tutto il mondo, ad essere stato chiamato in causa dal Parlamento che ha anche votato nella stessa giornata con schiacciante maggioranza (627 voti contro 33 e 18 astensioni) a favore di una risoluzione legislativa sul trasferimento di capitali. La “guerra” al riciclaggio sarà combattuta con la creazione di registri pubblici con i nomi dei titolari di società e fondazioni (trusts) che effettuano transazioni finanziarie. Nella fase di approvazione della proposta, in sede di commissione, era stato messo in rilievo dall’eurodeputato lettone Krišjānis Kariņš (PPE), relatore per la commissione affari economici e monetari, che «un registro europeo dei titolari delle società servirà a sollevare il velo di segretezza dai conti offshore e contribuirà considerevolmente a combattere il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale» . «Oggi – aveva aggiunto Kariņš quando la proposta era stata approvata in sede di commissione – è una bella giornata per i cittadini rispettosi delle leggi e una giornataccia per i criminali».

La creazione di registri pubblici centralizzati per combattere il riciclaggio è una iniziativa del Parlamento. Non era stata infatti prevista nella proposta di direttiva della Commissione europea. Nei registri vanno indicati i beneficiari finali di società e fondazioni. «Se avessimo ad esempio deciso di lasciar fuori dall’applicazione della direttiva le fondazioni – ha spiegato la relatrice olandese Judith Sargentini (Verdi) per la commissione Libertà Civili del Parlamento europeo – esse sarebbero automaticamente diventate un perfetto rifugio per i criminali desiderosi di nascondere al fisco i loro proventi e riciclare nel sistema finanziario il loro denaro sporco».

A garanzia del rispetto della privacy, comunque, gli eurodeputati hanno chiesto che nei registri vengano incluse soltanto le informazioni necessarie all’identificazione del titolare. Si dovrà quindi indicare il nome ma non lo scopo della società o fondazione. Operatori di banche, istituti finanziari, ma anche revisori dei conti, avvocati, contabili, notai, consulenti fiscali e perfino agenti immobiliari saranno tenuti ad iscriversi nei registri. Anche i titolari di stabilimenti dove si pratica il gioco d’azzardo dovranno farlo, ma – salvo che per i casino – viene lasciata ai governi nazionali la decisione se includere o meno tale attività nell’obbligo di iscrizione nei registri, sempre che non ci sia il rischio di riciclaggio. I casino dovranno comunque fare attenzione se le transazioni in denaro liquido superano 2.000 euro.

Un avvertimento particolare viene fatto dall’Europarlamento, che aveva già a suo tempo esaminato e approvato il progetto di legge sia al livello di commissione per gli Affari Economici sia di quella per gli Affari Interni e Libertà Civili, alle cosiddette “persone politicamente esposte”, coloro cioè che a causa della loro posizione in posti di rilievo a livello politico sono particolarmente esposte al rischio di corruzione. Rientrano in questa categoria alti funzionari di organizzazioni nazionali e internazionali, capi di stato, membri di governi e di parlamenti, giudici della corte suprema ecc. «Per anni – ha commentato Krišjānis Kariņš – i criminali in tutta Europa hanno usato l’anonimità di conti e compagnie off-shore per nascondere i loro traffici finanziari».

Con la decisione del Parlamento, questo velo di segretezza verrà ora squarciato grazie alla creazione in ogni paese dell’Ue di un pubblico registro centralizzato con le informazioni relative ai proprietari di tutta una serie di strutture come società, fondazioni, holding e trust. I registri nazionali saranno disponibili in tutta l’Unione europea previa identificazione, con una registrazione on-line, della persona che chiede di accedere all’informazione. Sono state però previste una serie di salvaguardie volte a proteggere la privacy garantendo che vengano inserite nel registro soltanto le informazioni essenziali. Ad esempio i registri indicheranno chi c’è dietro una data fondazione ma non potranno rivelare i particolari delle sue finalità o la sua composizione.

«Il risultato di questo voto – ha detto ancora Judith Sargentini – è un grande passo avanti nella lotta all’evasione fiscale e un chiaro appello ad aumentare la trasparenza. Con questo voto il Parlamento ha dimostrato, dalla destra alla sinistra, di essere a favore di registri pubblici dei titolari di società inviando un chiaro segnale al Consiglio (dei ministri dell’Ue ndr) perché ne tenga conto nel suo dibattito sull’argomento». Sargentini ha poi spiegato i motivi che hanno indotto il Parlamento europeo a includere nell’obbligo di iscriversi nei registri pubblici anche i titolari di fondazioni: «Se avessimo deciso di lasciar fuori le fondazioni ad esempio, ne avremmo immediatamente fatto un veicolo perfetto per permettere ai criminali di evitare il fisco o riciclare i loro profitti illeciti nel sistema legale».

Per il gioco d’azzardo, che rientra nell’ambito coperto dalla proposta di direttiva, il Parlamento lascia i singoli Paesi dell’Ue decidere quali siano le forme di gioco d’azzardo da escludere dalla portata della nuova legge perché non presentano il rischio di riciclaggio. In quest’ultimo caso i titolari verrebbero esentati dall’obbligo di iscrizione nei registri. La decisione spetta quindi agli stati nazionali nella convinzione che, se dovesse emergere il rischio di riciclaggio, ogni paese si attivi immediatamente per indagare sulle circostanze e gli obiettivi di tutte le transazioni insolite o complesse. Per le transazioni occasionali, effettuate in una operazione unica o in una serie di operazioni tra loro collegate, i controlli scattano a partire da 15.000 euro in su. Per i beni pagati in contanti, il tetto dovrebbe essere di 7.500 euro o più. Per i casinò, la vigilanza dovrà scattare a partire da 2.000 euro o più.

La nuova proposta di legge approvata ieri dal Parlamento europeo va ad integrare il regolamento sul trasferimento di fondi illegali e sul finanziamento di azioni terroristiche che era stato approvato in febbraio in sede di commissione parlamentare per combattere la piaga del riciclaggio che, secondo stime dell’Onu, rappresenta tra il 2 e il 5 % del pil mondiale complessivo.

 

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