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UE, libera circolazione sotto attacco field_506ffb1d3dbe2

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lavoratori UE

BruxellesQuesta settimana a Strasburgo il dibattito sull’immigrazione e la libera circolazione ha prodotto una risoluzione che condanna il comportamento di alcuni stati membri verso i cittadini comunitari. In plenaria si è discusso e votato rispettivamente il 15 e il 16 gennaio del rispetto della libera circolazione da parte di alcuni stati e del rispetto del diritto fondamentale alla libertà di movimento dei cittadini europei all’interno degli stati membri.

La discussione calendarizzata per mercoledì 15, ha visto una votazione con larga maggioranza una risoluzione sul rispetto degli stati di una delle quattro libertà fondamentale su cui si poggia l’Unione Europea. Infatti, alcuni Paesi tra i quali il Belgio, l’Olanda, la Gran Bretagna, l’Austria hanno intenzione (o lo hanno già fatto nel caso belga) di adottare misure per limitare il soggiorno dei cittadini comunitari, soggiorno che sarà legato alla ricerca del lavoro e nel caso questa non avvenga verranno rispediti nei loro rispettivi paesi. Esiste già una norma che prevede ciò ma gli stati la interpretano sempre in materia molto restrittiva. Riprendendo alcuni articoli del Trattato di Lisbona e la Carta fondamentale approvata a Nizza, europarlamentari di diversi schieramenti hanno chiesto il rispetto per questa libertà fondamentale. Quello che si propone, alla luce delle vicende poco piacevoli che hanno travolto nelle polemiche il governo di Elio Di Rupo qui a Bruxelles è di analizzare la risoluzione che il parlamento ha approvato a Strasburgo.

Il testo approvato il 16 gennaio afferma che la limitazione a questa libertà è direttamente collegata con la violazione della definizione di cittadinanza europea che implica libertà non solo nella scelta del paese in cui si vuole vivere o lavorare, ma libertà è collegata al sistema sociale e al tipo di istruzione che si ritiene più opportuno conseguire.  La risoluzione continua affermando che »la libertà di movimento ha portato benefici economici a tutti i Paesi» e che «il contributo dei lavoratori stranieri è pari a quello dei lavoratori nazionali» e che i vantaggi derivanti dalla libera circolazione  non sono solo economici ma sono altamente visibili anche nell’assistenza sanitaria, nell’agricoltura e nell’edilizia. Ciò che preoccupa gli eurodeputati è la ristrettezza nei tempi di ricerca del lavoro per i cittadini comunitari (coloro si spostano all’interno dell’area UE sono solo il 2% quindi una percentuale molto piccola). Passato questo periodo (di solito tre mesi) i cittadini devono presentare i requisiti necessari per restare nel paese scelto per lavorare e in caso questi requisiti non vengano riscontrati, possono essere rimpatriati delegittimando ciò che ha reso questa libertà un successo per il miglioramento del mercato del lavoro all’interno degli stati membri.

La risoluzione continua dicendo che «il principio della parità di trattamento paese o di non- discriminazione dell’UE implica che tutti i cittadini hanno gli stessi diritti dei cittadini e doveri dell’ospite (Regolamento ( CE ) n 883/2004 e ( CE ) n 987/2009 si basano su questo principio) che tutti gli Stati membri sono liberi di scegliere rispetto al quale Questi principi prestazioni previdenziali erogano e in quali condizioni , che le norme UE in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale non consentono la discriminazione per prestazioni previdenziali in caso di UE I cittadini che sono lavoratori , familiari diretti di lavoratori o di residenza abituale nello Stato membro in questione». Inoltre la plenaria mette in evidenza anche che lo sviluppo della società moderna è data soprattutto dalla mobilità che nel continente europeo è diventato indice anche di nuova stabilità demografica (visto che l’Europa è un continente che invecchia) anche alla luce del regime transitorio entrato in vigore il primo gennaio 2014 per la libera circolazione dei lavoratori rumeni e bulgari. Il parlamento fa riferimento anche alle prossime elezioni europee avvertendo di  una possibile deriva xenofoba che può venir fuori alla luce di comportamenti di alcuni stati su questa materia.

Le parole sulla deriva estremista sono chiare: «considerando che con le elezioni europee si avvicinano , la libera circolazione dei cittadini UE è diventata un problema di campagna per alcuni partiti politici , considerando che vi è il rischio che questo dibattito, se non affrontato in modo razionale, potrebbe portare a capro espiatorio cittadini di alcuni Stati membri dell’Unione europea, dell’Unione europea o mobili cittadini, e potrebbe portare a un aumento del razzismo e della xenofobia, considerando che di alto rango politici europei hanno recentemente fatto diverse dichiarazioni di minare il diritto alla libera circolazione».

Il parlamento, approvando la risoluzione, «invita gli Stati membri a conformarsi con le regole del trattato CE in materia di  libertà di circolazione e di garantire che i principi di uguaglianza e il diritto fondamentale della libertà di circolazione siano rispettati per tutti gli Stati membri. Contesta fermamente la posizione assunta da alcuni leader europei che richiedono modifiche e per la restrizione della libera circolazione dei cittadini , invita gli Stati membri ad astenersi da qualsiasi azione che potrebbe pregiudicare il diritto alla libera circolazione che si basa sul core legislazione UE . Complessivamente respinge qualsiasi proposta per coronare il numero di immigrati europei come essere in contraddizione con il principio del trattato UE della libera circolazione delle persone , sottolinea mobilità del lavoro che contribuisca alla competitività dell’economia europea».

Il parlamento consiglia  alla Commissione e gli Stati membri di «garantire la rigorosa applicazione del diritto dell’Unione in modo da garantire che tutti i lavoratori dell’UE sono trattati allo stesso modo e non discriminate per quanto riguarda l’accesso al lavoro, di occupazione e di condizioni di lavoro, retribuzione, licenziamento, e prestazioni sociali e fiscali» e guarda con favore alla comunicazione della Commissione, COM (2013) 0837, che fissa cinque azioni per aiutare gli Stati membri e le autorità locali per applicare le leggi. Le cinque azioni sono: aiutare gli Stati membri combattono matrimoni di convenienza (con evidenti forzature legate ai ricongiungimenti familiari, tema sempre molto delicato e difficile da porre in termini restrittivi); aiutare le autorità applicano le norme di coordinamento dell’UE di sicurezza sociale ); autorità aiutare le autorità locali per l’inclusione sociale con lo strumento del finanziamento; lo scambio di buone pratiche tra le autorità locali e la formazione e il sostegno degli enti locali ai fini dell’applicazione delle norme comunitarie in materia di libera circolazione.

Il Parlamento si è espresso negativamente anche sui recenti casi di vendita della cittadinanza avvenuti a Malta e per quanto riguarda la libera circolazione ribadisce la propria contrarietà ad una gestione così controversa della questione proprio alla vigilia delle elezioni.

 

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