venerdì, Settembre 17

UE, l'allarme: 'Accelerare ricollocamenti dei migranti' field_506ffbaa4a8d4

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Passando in Belgio invece giornata complicata a causa dello sciopero generale del pubblico impiego. A rimanere fermi treni e bus bloccati in Vallonia e a Bruxelles, ma sono segnalati disagi negli aeroporti, nelle scuole e in tutti i servizi pubblici. La Cgsp, il massimo sindacato belga, ha inoltre presentato un preavviso di sciopero a oltranza di altri tre giorni, da domani a venerdì, cosa che non accadeva dal 1986. Al centro del dibattito la politica di tagli promossa dal premier di centrodestra Charles Michel. E le parole del leader della Cgsp Michel Meyer non sembrano concilianti: «Se la politica del governo rimarrà immutata, ci sarà la guerriglia e se necessario andremo sino in fondo. Se sarà necessario, tutto il nostro comparto è pronto a fermarsi pur di far cambiare la politica del governo sui servizi pubblici».

Negli USA è polemica intorno a Barack Obama e alla promessa fatta di accogliere diecimila rifugiati. Secondo il ‘New York Times’ solo 2.500 sono stati effettivamente dislocati sul territorio americano. Tra gli ostacoli maggiori le procedure di sicurezza troppo farraginose ma anche l’ostruzionismo tra i democratici per semplificarle. E pensare che proprio Obama puntava sul successo di questa sua apertura. «Come possiamo dare lezioni di accoglienza agli altri, nel mondo, quando poi noi stessi adottiamo una strategia per dissuadere i migranti dall’arrivare in Usa dal confine Sud?», il commento sul quotidiano di Kevin Appleby del Center for Migration Studies. «Siamo profondamente costernati riguardo allo svolgimento lentissimo delle procedure di ammissione dei rifugiati siriani in oltre sette mesi», scrivono al presidente ventisette democratici, capeggiati dal senatore Richard Durbin. E il rischio è che al summit delle Nazioni Unite sui rifugiati, previsto a settembre, Obama si presenti con questo fallimento alle spalle, che potrebbe nuocere ai democratici anche nella corsa alla Casa Bianca. E per Donald Trump sarebbe un altro successo.

Ma negli USA a tenere banco sono sempre i sondaggi sulle prossime elezioni. E Hillary Clinton e Donald Trump sono quasi alla pari in un’ipotetica sfida il prossimo novembre. Secondo la ‘Nbc News‘, per l’ex first lady, che a breve con la California potrebbe mettere a segno il colpo decisivo in chiave candidatura in casa democratica ai danni di Bernie Sanders, sono rimasti solo due punti di percentuale di vantaggio sul magnate newyorkese: 47% contro 45%. Inoltre emerge che se al suo posto ci fosse Sanders, questo batterebbe Trump di ben 12 punti, segno che la Clinton deve per forza cambiare la sua strategia se non vuole rischiare di perdere.

In Venezuela è stata convocata per domani dal segretario dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), Luis Almagro, una sessione straordinaria del Comitato permanente dell’organizzazione per discutere la situazione del Paese. Ad essere invocata è la Carta democratica dell’Osa, uno strumento attraverso il quale l’Osa può stabilire che l’alterazione o l’interruzione dell’ordine democratico in uno dei suoi membri rappresenta un ‘ostacolo insuperabile’ per la sua appartenenza all’organizzazione. Si tratta della prima volta nella storia.

In Brasile invece il governo guidato da Michel Temer subisce un altro colpo: dopo Romero Juca, si è dimesso il ministro alla Trasparenza Fabiano Silveira, il tutto a causa del filone d’inchiesta legato allo scandalo Petrobras. A tradirlo alcune registrazioni audio nelle quali dava indicazioni a due indagati, il presidente del Senato Renan Calheiros e l’ex presidente di Transpetro (una filiale di Petrobras) Sergio Machado, su come difendersi dalle accuse. Silveira prima si è scagliato contro il clima di esasperazione politica che si è venuto a creare, poi però a causa delle proteste degli stessi dipendenti del Ministero è stato costretto a gettare la spugna.

Passando in Corea del Nord è allarme per il nuovo test missilistico compiuto proprio oggi. Secondo il Comando di Stato maggiore sudcoreano, si è trattato ancora una volta di un Musudan, missile a media gittata, già provato in precedenza altre tre volte con altrettanti insuccessi. Il lancio è avvenuto dalla costa orientale nordcoreana di Wonsan e rischia di creare nuove tensioni nella regione.

Nuove aperture in Israele da parte del premier Benyamin Netanyahu. L’Iniziativa di pace araba «include elementi positivi che possono aiutare a far rivivere negoziati costruttivi con i palestinesi», ha detto durante un suo intervento, che ha visto anche l’appoggio del neo ministro alla difesa Lieberman sulla soluzione a 2 Stati: «Israele è disponibile a negoziare con le revisioni degli stati arabi di questa iniziativa che riflette i drammatici cambiamenti nella regione dal 2002, ma mantiene l’obiettivo concordato di Due stati per due Popoli».

Infine andiamo in Svizzera, dove domenica si voterà per istituire un reddito di cittadinanza. L’iniziativa popolare vuole garantire a tutta la popolazione di «condurre un’esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica, anche senza esercitare un’attività lucrativa» ed è stata promossa da un gruppo di cittadini indipendenti. SI parla di 2500 franchi mensili per gli adulti e 625 per i minorenni. La proposta è stata già respinta da Governo e parlamento, ma sembra che possa essere bocciata anche dall’elettorato: secondo gli ultimi sondaggi sarebbe contrario il 70% dei votanti.

 

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