giovedì, Giugno 17

UE investa nelle Filippine field_506ffb1d3dbe2

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Pres.-Aquino-III

Bangkok – Il Presidente filippino Benigno Aquino III   ha svolto il ruolo di imbonitore ed ha invitato gli uomini d’affari europei ad investire in svariate partnership private e pubbliche oppure rafforzare le proprie presenze in vari progetti d’investimento in corso, chiedendo loro di «contribuire alla crescita della prossima Tigre d’Asia».

Nel tentativo strenuo di attrarre potenziali investitori, il luogo dell’operato è stato il Sofitel Hotel di Manila, il Presidente ha descritto un nuovo clima nel business locale in corso nel suo Paese, uno scenario potenzialmente positivo che offre un «potenziale chiaro per trarre notevoli profitti» ed un «campo d’azione vasto». «Oggi sono fiducioso e mi sento di dirvi: date uno sguardo a quel che possiamo offrirvi», ha affermato con baldanza da bravo venditore il Presidente Aquino in persona. «Vi è infatti una grande ricchezza di opportunità nelle Filippine e noi speriamo di formare partnership con voi nel prossimo futuro, partnership dove tutte le parti coinvolte trarranno benefici e tutto ciò contribuirà al sorgere della prossima Tigre Asiatica».

La presentazione da imbonitore fatta dal Presidente giunge unitamente alla diffusione di un volumetto dove si elencano dettagliatamente le opportunità d’investimento nelle Filippine e si presenta con le parole «Questo è il tempo migliore per investire qui».

«Con il marchio di garanzia conferito dalla buona governance, il Governo delle Filippine garantisce che il settore privato sarà capace di sviluppare business in un ambiente che nutre transazioni chiare e corrette», si riporta nel volumetto consegnato ai potenziali investitori.

Ciò delinea una condotta di Progetti Pubblico/Privato PPP  quali il Progetto della Diga Laguna Lakeshore Expressway  del valore di 122.8 miliardi di Pesos (pari a 2.77 miliardi di Dollari USA) oppure il Progetto Cavite Laguna Expressway del valore di 35.4 miliardi di Pesos oppure ancora il Progetto di Estensione della Linea 1 Ferrovia leggera.

«Nella nostra Amministrazione –ha aggiunto il Presidente Aquino- abbiamo le infrastrutture delle quali abbiamo bisogno più che se ci fossimo affidati alle sole possibilità a noi concesse dalla nostra gestione di Bilancio».

Nella logica d’azione esplicitata dal Presidente Aquino, gli investitori potenziali oggi possono già verificare i livelli del potenziale profitto che possono trarre dagli investimenti e dagli incentivi economici e finanziari realizzati in territorio filippino, qualora abbiano chiara volontà di investire in tal senso. Allo stesso tempo, gli investitori, soprattutto a caratura internazionale, sono già in grado di avere anche una sponda loro estremamente favorevole nel corpo dello Stato filippino, tanto che sono state prefigurate delle forme “premianti” a favore degli investitori che compartecipano i progetti di sviluppo filippini, lo Stato centrale delle Filippine, inoltre, si pone come intermediario chiaro e corretto tra le parti e gioca un ruolo favorevole in clima di sana competizione dove tutte le parti non hanno quindi che da guadagnare in ogni senso.

Proprio per facilitare gli investimenti, il Presidente Aquino ha sottolineato che sono state notevolmente semplificate le procedure burocratiche d’investimento tanto che i permessi specifici sono concessi praticamente in tre giorni lavorativi mentre prima erano necessari tre mesi e dieci livelli differenti nelle procedure burocratiche prima di poter procedere alla istituzione di un ufficio societario o una semplice attività di business in territorio filippino.

Il processo diffuso finalizzato all’impiantare nuove attività economiche in territorio filippino è stato anche edulcorato e liberato da un tratto negativo ritenuto a lungo endemico in gran parte d’Asia, ovvero la corruzione e tutto questo comporta anche il fatto che –garante lo Stato delle Filippine- le aziende anche e non solo a capitale straniero, oggi possono investire con maggiore serenità, tutti fattori sui quali il Presidente Aquino ha tenuto molto a precisare.

Sfortunatamente –ha fatto notare il vertice governativo filippino attuale- nelle precedenti tre Amministrazioni vi erano situazioni sbilanciate, molti progetti erano presentati solo ed esclusivamente per attrarre investimenti in campi disparati, dal commerciale allo sviluppo dei diritti, fino alle forme di disegno e stanziamento di sussidi. Senza citare il fatto, poi, che solo sei dei progetti sollecitati sono realmente oggetto di attenzione in 18 anni prima che l’attuale Amministrazione entrasse in potere nel 2010.

Da Dicembre 2010 fino al mese corrente, Aquino ha affermato che la sua Amministrazione ha attenzionato o siglato almeno otto progetti sollecitati nell’ambito della progettualità Pubblico/Privato per un controvalore di 62.6 miliardi di Pesos filippini.

In un discorso tenuto Martedì scorso ad un forum organizzato dall’Egmont Institute, un centro studi con base a Bruxelles, Aquino ha dichiarato: «Sono fiero di dire a tutti voi: Le Filippine sono ben tornate con sincerità in pieno business». Il Presidente ha detto che le Filippine, con la loro economia che sta vivendo un suo proprio Rinascimento ora sta giocando un ruolo sempre più preminente anche in termini di apporto alla costruzione della Comunità Economica ASEAN al fine di creare prosperità, sicurezza, pace per le popolazioni locali.

«Invito tutte le persone con mentalità aperta e disponibile –ha affermato il Presidente Aquino- a combinare insieme tutti i nostri sforzi, tutti uniti l’un l’altro, per accelerare il nostro intento di raggiungere lo scopo del migliorare la vita di tutti».

Nei discorsi di presentazione fatti dal Presidente nel suo tour promozionale e di convincimento verso l’imprenditoria affinché investa nella sua Nazione, è stato ostentato l’ottimismo di un Paese giovane e che ha voglia di tirarsi definitivamente fuori dalle secche del sottosviluppo, gli indici ed i trend in aumento segnalano che questa “gioventù” economico/finanziaria sta vivendo adesso la sua stagione migliore anche (e non solo) agli occhi degli investitori soprattutto se questi hanno dimensione internazionale.

 

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