giovedì, Maggio 13

Ue-GB, in arrivo nuovi negoziati per la Brexit Usa, Trump: i vertici e gli investigatori dell'Fbi e quelli del Dipartimento alla giustizia hanno politicizzato le indagini a favore dei democratici e contro i repubblicani

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La Brexit è ancora terreno di sfida tra Ue e Gran Bretagna. E’ di oggi la notizia che un nuovo round negoziale  è in programma a Bruxelles la prossima settimana, dal 6 al 9 febbraio. Lo ha reso noto oggi un portavoce della Commissione Ue. La riunione sarà a livello tecnico dal 6 all’8, mentre il 9 a livello dei coordinatori. Si discuterà ancora dei confini irlandesi, oltre che di un ‘aggiornamento’ sul tipo di relazione che il Regno Unito intende avere con i 27 e sul periodo transitorio.

Nel frattempo la premier Theresa May fa sapere che Londra non vede come alternativi l’obiettivo di nuovi accordi di libero scambio con grandi Paesi come la Cina e il mantenimento di commerci senza dazi con l’Ue dopo la Brexit. «Il popolo britannico ha votato (nel referendum del 2016) per farci riprendere il controllo della nostra moneta, dei nostri confini e delle nostre leggi ed è esattamente ciò che stiamo facendo», ha premesso la May. «Ma vogliamo pure assicurare la libertà di commercio attraverso i confini, e per questo siamo a favore d’un accordo con l’Ue che sia positivo per gli interessi sia britannici sia dell’Unione».

Intanto un documento strategico rivelato dal ‘Financial Times‘ rivela: «L’Ue minaccia sanzioni per fermare la Gran Bretagna se dovesse indebolire l’economia dell’Ue dopo la Brexit». Vengono così messi in guardia i 27 dalle possibile concorrenza sleale dal punto di vista economico da parte di Londra una volta avviato il divorzio. Secondo il documento le misure di Bruxelles potrebbero arrivare fino a quella di «includere il Regno Unito nella blacklist sul piano fiscale», e «sanzioni contro compagnie che ricevono aiuti di stato». Secondo il giornale finanziario, l’Ue «vuole definire nuove modalità per far rispettare le restrizioni fiscali, aiuti di stato, norme ambientali e diritti dei lavoratori».

Rimanendo sempre in Gran Bretagna, due le altre notizie importanti. La prima è la condanna all’ergastolo per omicidio e tentato omicidio aggravato dal movente dell’odio per Darren Osborne, il 48enne di Cardiff che l’anno scorso investì deliberatamente in un attacco anti-islamico una decina di fedeli usciti dalla moschea di Finsbury Park, a Londra, causando la morte di uno di loro e il ferimento di altri nove. La seconda invece riguarda la questione molestie e aggressioni sessuali, che nel Paese, secondo gli ultimi dati, non riguarda solo le donne ma anche gli uomini. Lo rilevano i dati di una ricerca condotta dall’ong Survivors UK, secondo cui il numero delle denunce di abusi subiti in Inghilterra e Galles da uomini, giovani o meno giovani, si è impennato nell’ultimo decennio di ben il 200%. Secondo un rapporto della polizia del 2015 addirittura il 96% delle aggressioni a sfondo sessuale patite da uomini non viene tuttora denunciato.

Nuovo attacco di Donald Trump. Stavolta nel mirino i vertici e gli investigatori dell’Fbi e quelli del Dipartimento alla giustizia, che per il presidente hanno politicizzato le indagini a favore dei democratici e contro i repubblicani. Trump ha ritwittato il post dell’attivista conservatore Tom Fitton secondo cui «Hillary Clinton e il partito democratico tentarono di nascondere il fatto che avevano dato soldi a Gps Fusione (società di intelligence, ndr) per creare un dossier che fu usato dai loro alleati nell’amministrazione Obama per convincere in modo ingannevole una corte, a detta di tutti, a spiare il Trump team».

Paura a Shanghai, in Cina, per un minivan che è finito su un marciapiede vicino al People’s Park, ferendo 18 persone. Gli investigatori hanno escluso però che si possa essere trattato di un attacco, prediligendo l’ipotesi dell’incidente stradale. Nel minivan, in base alle testimonianze, si erano sprigionate delle fiamme prima che finisse sui pedoni in attesa di attraversare la strada. Secondo i media locali, l’autista, stava fumando mentre trasportava illegalmente taniche di benzina.

Almeno 90 migranti potrebbero essere affogati nel naufragio di un barcone, con a bordo soprattutto cittadini pachistani, a largo delle coste della Libia. A dirlo le Nazioni Unite. La portavoce dell’organizzazione per le migrazioni (Oim) Olivia Headon riferisce che 10 cadaveri sono stati rinvenuti su una spiaggia nei pressi della città di Zuwara. Il barcone era carico di persone e probabilmente si è rovesciato per questo motivo. Ma emergono nuovi numeri sui morti nel Mediterraneo. Secondo l’Oim, sono 246, quasi tutte sulla rotta che porta all’Italia, i migranti deceduti nel primo mese di quest’anno. In particolare sulla rotta mediterranea centrale, quella che dalla Libia porta all’Italia, le morti sono state 218. Le restanti 28 sono sulla rotta per la Spagna. Si tratta del secondo mese più mortale nel Mediterraneo dal giugno 2017, nota l’Oim.

Passiamo alla Siria, perché sono almeno 823 i terroristi curdi del Pyd e del Pkk e dell’Isis ‘neutralizzati’ (cioè uccisi, feriti o catturati) dall’inizio dell’offensiva turca contro l’enclave curdo-siriana di Afrin, due settimane fa. A dirlo stamane le forze armate di Ankara sull’operazione ‘Ramoscello d’ulivo’.

Arriva oggi la reazione del governo polacco alle proteste internazionali dopo l’ok ieri del senato alla legge sulla Shoah con la quale si può condannare coloro che attribuiscono alla nazione o allo stato polacco la corresponsabilità per i crimini nazisti. Il premier Mateusz Morawiecki ha dichiarato: «Divulgare la verità sull’Olocausto non è solo compito di Israele ma anche della Polonia. Si tratta di una lotta per la verità universale che è di avvertimento per l’intero mondo».

Chiudiamo con l’ex presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, il primo democraticamente eletto nell’arcipelago, che ha annunciato che si candiderà alle prossime elezioni. L’annuncio arriva dopo la decisione a sorpresa della Corte Suprema che ha ordinato la scarcerazione di vari prigionieri politici anti-governativi.

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