mercoledì, Agosto 4

UE e Paesi ACP a confronto field_506ffb1d3dbe2

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Acp

Si è aperta con una citazione di Bob Marley «let’s get together and feel alright»  la ventisettesima sessione dell’incontro tra l’Unione Europea e i Paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) nella loro periodica riunione congiunta tra Parlamenti. Stavolta, ad ospitarla è stata la plenaria di Strasburgo. Dal 17 al 19 marzo, infatti le due aree regionali si sono riunite per affrontare temi comuni e importanti. L’assemblea ha focalizzato l’attenzione sulle risorse rinnovabili e il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile e il commercio dei minerali, sulla lotta all’AIDS e le trattative commerciali con il WTO. La sessione svoltasi a Strasburgo ha lavorato su molte tematiche. La prima è l’instabilità cronica di alcune aree dell’Africa subsahariana. Il co-presidente Fitz  Jackson ha sottolineato come l’assemblea ha il compito di puntare l’attenzione su un maggior rafforzamento dei valori democratici e di pace senza i quali non ci possono essere lo sviluppo sostenibile e la povertà. Infatti ridurre la povertà non significa solo stabilizzare lo sviluppo economico di un solo paese ma presenta delle sfide più complesse che prevedono la mancanza di accesso al cibo (quindi la questione del food security), l’acqua potabile, un sistema sanitario adeguato e l’istruzione.

L’Assemblea ha deliberato lo scorso mercoledì sulla Repubblica Centrafricana, sui diritti dei migranti nei Paesi ACP e dell’UE, sull’integrazione regionale e la modernizzazione dei regimi doganali; sullo sfruttamento delle risorse minerarie, sul terrorismo e Internet. L’assemblea ha espresso la propria preoccupazione per quello che sta succedendo nella Repubblica Centrafricana, dove il conflitto tra gruppi armati ha preso una connotazione religiosa inasprendosi e rendendo l’area particolarmente pericolosa. Sono stati lodati gli sforzi della missione di peacekeeping guidata dalla Francia e dall’UA (Unione Africana)e il ministro delle finanze della Tanzania, Mwigulu Lameck Nchemba, ha aggiunto che sebbene gli sforzi fatti dal Presidente della repubblica Centrafricana ad interim Catherine Samba Panza cerchino di portare ad una riconciliazione nazionale, ciò che davvero serve al paese è indire delle elezioni nazionali trasparenti.

 Il Consiglio di sicurezza Onu, secondo l’assemblea, deve autorizzare una missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana . I deputati  hanno chiesto membri paesi dell’UE di accelerare i preparativi per la missione CAR EUFOR e hanno sottolineato l’urgente necessità di ripristinare i servizi sociali e sanitari e riaprire le scuole del Paese. Secondo il comunicato rilasciato sulla questione«La comunità internazionale non deve risparmiare sforzi nel campo della sicurezza, aiuto umanitario , la creazione dello Stato di diritto e la ripresa economica della Repubblica Centrafricana». L’assemblea paritetica ha esortato tutte le forze politiche del Paese per contribuire a portare la pace e la ripresa economica. I membri seguiranno lo svolgimento delle elezioni parlamentari e presidenziali nel febbraio 2015 e ribadendo la necessità dell’istituzione di una commissione per la verità e la riconciliazione.

I lavori dell’assemblea hanno toccato anche altri temi. I membri hanno inoltre discusso sull’istruzione e la formazione professionale nei Paesi ACP, lo stato di avanzamento dei negoziati OMC, le energie rinnovabili e il cambiamento climatico. La lotta al terrorismo è  considerata un’altra minaccia, ancora più grande se collegata alle potenzialità che internet ha nel veicolare determinate idee. Boko Haram in Nigeria, Al Qaeda in Kenya e Somalia destabilizzano ogni possibile forma di sviluppo. La risoluzione dal titolo ‘Diffusione globale del terrorismo : il ruolo di Internet e dei social media’  è stata approvata all’unanimità .I relatori Mosè Y. Kollie  rappresentante per la Liberia e Zita Gurmai europarlamentare S & D (Progressive Alliance of Socialists and Democrats) hanno sottolineano che, mentre internet e social media sono utilizzati per le finalità di terrorismo, questi possono anche essere utilizzati per combattere la sua diffusione. Essi invitano i Paesi ACP e ‘UE per aumentare la loro cooperazione contro il terrorismo e sottolineare che la lotta al terrorismo può essere efficace solo se i diritti umani sono rispettati . Gli Stati dell’ ACP e dell’UE dovrebbero inoltre istituire procedure democratiche e trasparenti che consentano siti web utilizzati a fini terroristici che saranno chiuse rapidamente. Inoltre, secondo i relatori, bisogna concentrarsi sulla prevenzione e l’informazione per garantire che Internet viene utilizzato in modo sicuro e responsabile.

Si è parlato anche dei diritti dei migranti. Secondo la risoluzione approvata dall’assemblea la migrazione legale e ben gestita può essere una fonte preziosa per   i paesi UE e ACP. I membri hanno sottolineato come un  approccio più coordinato alla gestione della migrazione dovrebbe garantire il pieno rispetto del diritti umani, sociali ed economici dei migranti. L’assemblea ha chiesto anche l’istituzione chiede di partenariati forti e responsabilità condivisa tra i paesi di origine, transito e destinazione e attiva lotta contro la xenofobia e la violenza xenofoba contro i migranti.

Un altro tema affrontato a Strasburgo è stata la modernizzazione dei regimi doganali. I relatori Piet Van Der Valt per la Namibia e Oldřich Vlasák  del gruppo ECR ( Alliance of European Conservatives and Reformists)  hanno visto la loro risoluzione approvata all’unanimità. Nella proposta, l’assemblea ha chiesto la modernizzazione dei regimi doganali, e un quadro normativo più forte , con le autorità doganali dei paesi ACP dato maggiori poteri in modo da facilitare l’integrazione regionale e il commercio e rafforzare la lotta contro il traffico e la criminalità. L’assemblea paritetica riconosce che i dazi doganali sono una fonte importante di entrate per i bilanci pubblici dei Paesi ACP , ma sottolinea che non devono essere l’unica fonte di reddito. I membri hanno sottolineato la necessità di rafforzare la riscossione delle imposte e per l’ introduzione dell’IVA come fonte alternativa di reddito.

La risoluzione sulle risorse minerarie è stata approvata, anch’essa, all’unanimità. I relatori Joe Koim Komun per la Papua Nuova Guinea e Christa Klass del PPE (Partito Popolare Europeo ) hanno presentato un testo che ricalca le linee guida recentemente approvate dalla Commissione sul legame tra sostenibilità e  sfruttamento delle risorse: un legame che deve essere lontano dal commercio illegale. I Paesi ACP devono mettere le loro ricche risorse minerarie al centro della loro strategia di sviluppo a vantaggio di tutta la popolazione. La risoluzione chiede loro di potenziare il quadro normativo che disciplina il settore delle risorse minerarie dei fondali marini , di inserire  esperti nella negoziazione dei contratti per fondali mineraria e di garantire che le licenze sono rilasciate in modo trasparente , competitivo e non discrezionale. I membri devono far si che le licenze debbano includere disposizioni giuridicamente vincolanti in materia di norme sociali e ambientali.

 Infine,anche la lotta all’Aids è stato uno dei temi dell’incontro. La ventisettesima sessione  è stato segnata da un forte contrasto tra membri ACP e del Parlamento europeo sulla recente legge contro gli omosessuali in Uganda che vedrebbe questi ultimi correlati con la diffusione della malattia. Le posizioni sono distanti ma molti paesi hanno cercato di mediare. Il problema resta nel vedere ancora la malattia e l’omosessualità come elementi correlati.

I co-presidenti, Louis Michel per l’UE rappresentante belga del gruppo ALDE ( Alliance of Liberals and Democrats for Europe) al Parlamento europeo e Fitz Jackson  per i Paesi ACP  hanno anche rilasciato una dichiarazione sul tema. La dichiarazione afferma che le due organizzazioni si muoveranno per migliorare la situazione  del rilascio dei brevetti dei e farmaci accessibili ai malati. L’assemblea paritetica ha proposto una campagna massiccia per evitare nuovi contagi, nessuna discriminazione per i malati e una sempre maggior riduzione dei numeri delle morti causate da questa malattia. Sebbene ci sia accordo su molte questioni, alcune, presentano delle visioni costanti che toccano anche una diversa percezione dei diritti umani.  Di ciò se ne riparlerà nel prossimo vertice, che  verrà ospitato a Port Vila, sull’isola di Vanuatu e si terrà il prossimo dicembre.

 

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