sabato, Maggio 8

UE e lo sviluppo dell’Agenda Urbana – parte 2

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Problemi di attuazione dei nuovi strumenti di Coesione Politica

Dato che l’accordo di Partnership tra gli Stati Membri deve fornire i dettagli di una stima di attuazione per CLLD e ITI, questi documenti possono fornire un quadro utile di come la dimensione urbana possa essere attuata nella pratica. Durante l’evento tenutosi al Comitato delle Regioni nel novembre 2014, la Commissione Europea ha presentato un’ interessante analisi iniziale sull’assorbimento di questi nuovi strumenti territoriali. Solo 20 Stati Membri hanno presentato la loro adesione, il che significa che il verdetto non copriva tutti e 28 gli stati. Tuttavia, ciò ha rivelato che solo il 10% dei fondi di coesione sarà utilizzato in questi stati con un approccio integrato che coinvolge l’ITI o il CLLD. Un’ulteriore analisi ha mostrato che l’ITI viene usato per implementare solo il 43% di queste già piccole porzioni di finanziamento, mentre il CLLD viene utilizzato per sviluppare progetti per un totale di soli due miliardi di euro. Queste cifre sembrerebbero chiamare in causa l’impegno di alcuni Stati Membri nel coinvolgere il livello locale a sfruttare maggiormente i fondi UE, supportando così il principio di crescita della dimensione urbana nelle politiche UE e sviluppando l’Agenda Urbana.

Spostamento del dibattito al livello intergovernativo

La Presidenza lituana ha portato avanti alcuni dibattiti sull’Agenda Urbana UE raggiungendo l’accordo ministeriale di Atene nell’aprile 2014, il quale dà ulteriore supporto all’idea di un’Agenda Urbana UE e identifica la povertà urbana quale specifico campo di lavoro di cooperazione consolidata, mentre le conclusioni del Consiglio degli Affari Generali di novembre 2014 fanno riferimento esplicito al continuo lavoro sull’Agenda Urbana. La Presidenza Lituana, con la Dichiarazione di Riga di giugno 2015 dei ministeri per la coesione territoriale e gli affari urbani che forniscono supporto politico per lo sviluppo dell’Agenda Urbana UE, ha chiesto di identificare le azioni specifiche riguardanti le piccole e medie aree urbane. Il lavoro continuerà nella seconda metà del 2015 sotto la Presidenza del Lussemburgo, la quale esaminerà le aree transnazionali policentriche nella dimensione urbana, e organizzerà degli eventi a novembre 2015, tra i quali un meeting informale tra ministri sulla coesione territoriale e la politica urbana.

Prospettive future

È chiaro che esistono differenze significative tra gli Stati Membri riguardo ai termini del loro impegno e della loro visione dell’Agenda Urbana UE. L’Olanda, in quanto sostenitrice di questo processo da diverso tempo, ha tracciato una chiara linea guida a riguardo, focalizzandosi su tre ‘tracce’: aumentare la regulation, creare più strumenti finanziari attuabili e sviluppare una piattaforma per la conoscenza urbana. Questo processo culminerà nella firma di una dichiarazione politica sull’Agenda Urbana UE durante la presidenza del 2016.

A sua volta il Regno Unito sostiene che l’approccio intergovernativo sia la miglior strada da seguire, suggerendo che l’Agenda Urbana UE dovrebbe focalizzarsi su di un ristretto numero di azioni specifiche e proponendo che la formulazione delle politiche in quest’ambito continui a spettare agli Stati Membri.

Gli stati più piccoli nel frattempo manifestano una serie di preoccupazioni. Il governo di Malta per esempio sostiene che l’Agenda Urbana UE dovrebbe rappresentare un’ampia struttura di principi che sia sufficientemente flessibile così da tenere in conto le differenze nei vari livelli amministrativi degli Stati Membri.

Durante il recente CITIES forum, il Commissario Corina Creţu ha segnalato che ‘non stiamo più discutendo se ci sia il bisogno di un’Agenda Urbana ma piuttosto di come possiamo iniziare a realizzarla’. Una delle sfide più pressanti per le future presidenze del Consiglio sarà quindi quella di accordarsi su come procedere. L’Europa è sulla soglia di una nuova era nella politica urbana e probabilmente non è mai stata così vicina al raggiungimento di un accordo sull’Agenda Urbana UE, e il Parlamento Europeo, dal canto suo, intende dare un contributo significativo a questo processo.

Traduzione di Manuel Marini

 

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