domenica, ottobre 21

Ue difende l’ accordo con l’ Iran ed è pronta a scontrarsi con Washington L'altalena decisionale americana scombussola l'Europa: le reazioni a EU-E3 con Iran sullo sfondo di un vertice Usa-Corea del Nord ancora nebuloso alla vigilia del vertice informale europeo dei Balcani che si apre a Sofia domani

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Bruxelles – Una due giorni intensa per le feluche europee tra ieri e oggi alla vigilia del vertice informale europeo dei Balcani Occidentali che sarà aperto domani a Sofia dalla presidenza bulgara dell’Ue.

Un incrocio di questioni europee e internazionali che hanno visto accorrere a Bruxelles i tre ministri degli esteri europei di Francia, Germania e Gran Bretagna per incontrare il collega iraniano Mohammad Javad Zarif e l’Alta Rappresentante Europea Federica Mogherini.

Zarif ha parlato degli  “evidenti benefici” dell’accordo che il presidente statunitense Donald Trump ha voluto invece cancellare con un colpo di spugna, recedendo da quello che il suo predecessore Barack Obama aveva firmato. Ma il suo tono è apparso positivo: «Stiamo per dare inizio» – ha detto Zarif – «a un processo che si preannuncia molto intenso e non c’è molto tempo» ha dichiarato arrivando all’incontro aggiungendo che «i benefici (dell’accordo) non possono essere garantiti nel breve periodo di qualche settimana di cui parla il presidente Trump». «Vedremo – ha aggiunto il ministro iraniano – se la volontà politica dei partner rimanenti possa essere tradotta in azioni specifiche».

«L’impegno europeo resta immutato» ha detto Federica Mogherini al termine dell’incontro con il ministro francese Jean-Yves Le Drian, il tedesco Heiko Maas e il britannico Boris Johnson insieme al loro collega iraniano e ha ricordato «l’impegno europeo per una applicazione piena ed efficace dell’accordo sul nucleare iraniano come previsto dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 2231, arco di volta dell’architettura globale della non proliferazione nucleare e significativa conquista diplomatica».

Nel deplorare il ritiro degli Usa dall’accordo sul nucleare iraniano Mogherini ha però ribadito che la normalizzazione dei rapporti economici e commerciali con l’Iran e l’abolizione delle sanzioni «rappresentano un elemento essenziale dell’accordo».

E ha insistito sulla volontà dell’Unione europea a «preservare e approfondire le relazioni economiche con l’Iran» e a «continuare a permettere la vendita di petrolio e gas iraniani». E ancora l’ampliamento e l’applicazione del memorandum d’intesa tra imprese europee e le loro controparti iraniane e ulteriori investimenti in Iran insieme alla protezione degli operatori economici dell’Unione europea per garantire loro la certezza del diritto in un ambito economico trasparente e favorevole all’imprenditoria.

Tutto questo, che detto Mogherini, sarà poi finalizzato da una commissione congiunta a livello di vice ministri degli esteri e direttori politici che si riunir a Vienna la settimana prossima.

«Un incontro positivo» l’ha definito l’Alta Rappresentante che ha promessi di riferire al collegio dei commissari in mattinata nel loro incontro settimanale del mercoledì’ anche per definire il ruolo che l’Esecutivo europeo potrà svolgere e il coinvolgimento degli altri 25 paesi membri dell’Unione europea. Saranno i tre paesi membri della “troika” dell’accordo iraniano a incaricarsi di questo coinvolgimento che potrà iniziare già dal vertice informale di Sofia e proseguirà con il prossimo consiglio dei ministri degli esteri dell’Ue fissato per il 28 maggio.

A Mogherini è stato poi chiesto come pensa di poter assicurare nei prossimi mesi e anni lo stesso livello di garanzie commerciali che ora ci sono con l’Iran.

Mogherini: «Questo è il nostro obiettivo: i punti da me indicati sono quelli che vediamo dinanzi a noi e su cui cominceremo ad operare in maniera coordinata per arrivare a soluzioni pratiche entro qualche settimana. Ci lavoreremo tutti insieme».

Mogherini ha poi promesso che nei prossimi giorni e mesi la stampa verrà informata anche sulle questioni tecniche ma ha avvertito che «si lavora in un contesto molto difficile e questo lo sappiamo tutti, sia noi europei sia gli iraniani». E’ diventato difficile ha spiegato, «da quando esattamente una settimana fa abbiamo udito le parole dell’annuncio del presidente Trump».  Eppure, ha aggiunto la vicepresidente della Commissione europea, «noi vogliamo che questo accordo vada in porto». «Sappiamo che non sarà facile ma siamo decisi a far funzionare quello che abbiamo cominciato a costruire: e ciò è vero sia da parte europea sia, come abbiamo visto oggi, anche da parte iraniana». Gli europei insomma – e oggi è apparso chiaro anche da parte iraniana – sono decisi a mantenere la parola data”.

Ma ce la farete con i tempi? Quali saranno le soluzioni pratiche?

Mogherini: «Stiamo lavorando per trovare soluzioni pratiche. L’accordo è complesso, lungo e dettagliato. Non ha bisogno di essere modificato (anche dopo il ritiro statunitense ndr). E’ stato già tutto scritto.  Dobbiamo solo rispettare gli impegni presi: da parte iraniana quello che riguarda il nucleare e da parte nostra e della comunità internazionale bisogna guardare soprattutto ai benefici economici che il popolo iraniano vuole vedere come conseguenza del loro rispetto per l’accordo in oggetto».  

E la tempistica?

Mogherini: «Abbiamo già cominciato a lavorare anche prima di oggi. Oggi gli esperti hanno trascorso varie ore e continueranno a farlo a livello di Commissione europea con gli stati membri. La velocità del processo deve essere sostenuta: non posso parlare di due giorni, due settimane o pi ma di qualche settimana».

E la tempistica per gli iraniani? Hanno messo dei paletti? Cosa potrebbe indurli a bloccare l’accordo?

Mogherini: «Su quest’ultimo punto se ne parlerà domani (oggi mercoledi) in Commissione Europea. Non credo che ci siano dissensi tra noi che condividiamo gli stessi obiettivi verso la totale applicazione dell’accordo. Certo ci sono disaccordi in vari settori (tra i paesi membri, ndr) ma oggi ci focalizziamo solo sull’applicazione dell’accordo. Non è un compito facile ma sappiamo che quanto più presto lo faremo tanto più facile diventerà realizzarlo».

Nel negoziato con l’Iran si pensa anche di affrontare altre questioni come i missili balistici e il ruolo dell’Iran nelle questioni mediorientali?

Mogherini: «E’chiaro che una volta finalizzato l’accordo sul nucleare avremo maggiori possibilità di affrontare altre questioni che siano missili o conflitti regionali. Abbiamo messo in chiaro che non ci sono legami tra i due: l’accordo sul nucleare è stato raggiunto e funziona proprio perché era legato al nucleare, una decisione presa 15-16 anni fa che noi abbiamo rispettato. Ciò non esclude però che altre questioni possano essere discusse con l’Iran se il nucleare continuerà ad essere rispettato. Vedremo cosa succede in futuro. Oggi il nostro obiettivo è quello di salvare l’accordo iraniano perché senza di quello sarà molto difficile avere una base per altri negoziati. Se resta in piedi invece sarà una buona base per il futuro, ma il futuro e’ il futuro».

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