venerdì, Maggio 7

Ue, Commissione a Juncker Renzi strappa a Merkel «flessibilità in cambio di riforme». Firmato l'accordo con Kiev

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Juncker

La notte ha portato consiglio ai 28 leader europei ma anche lunghi litigi. Il Premier italiano Matteo Renzi ha strappato alla Cancelliera tedesca Angela Merkel il sì a un uso «migliore possibile» della flessibilità, in cambio delle «riforme strutturali». 

I nodi tra Germania e Italia sono stati sciolti in un bilaterale dal clima, secondo indiscrezioni, «molto positivo». Il Premier-rottamatore ha rivendicato «per la prima volta, il focus sulla crescita, una svolta per l’Europa».  Merkel non ha risparmiato una stoccata, parlando «diverse velocità»: «Non è detto che un’Unione Europea più stretta debba essere tutta alla stessa velocità». Sul «miglior uso della flessibilità», ha aperto, «sarà la Commissione a decidere. Il Patto di Stabilità non può essere modificato. ma che ci sarà un’interpretazione Paese per Paese». Per la Cancelliera, comunque, Renzi «è un Premier di grande successo».

Nella seconda giornata del Consiglio europeo di Bruxelles (26-27 giugno) i leader si sono fronteggiati anche sul puzzle delle nomine e solo il belga Jean-Claude Juncker l’ha spuntata, designato Presidente della Commissione europea con 26 favorevoli e due contrari (Gran Bretagna e Ungheria). Anche in questo caso, con il placet decisivo della Cancelliera. Il Presidente del Consiglio inglese David Cameron gli ha sparato le ultime cartucce contro. «Juncker è la persona sbagliata per la guida la Commissione, i colleghi europei potrebbero rimpiangere tutta la vita questa nomina. È una brutta giornata per l’Europa». E Renzi ha dichiarato di aver votato per l’ex capo dell’Eurogruppo, «a nome dell’Italia solo perché c’era un documento e un accordo politico tra le forze di coalizione». 

I nomi sulle poltrone dei “Ministri” europei, come auspicava Roma, però non sono usciti. Per deciderli, i 28 leader si riuniranno ancora la sera del 16 luglio, dopo il voto formale dell’Europarlamento a Juncker in Commissione. Il Governo italiano insiste sulla titolare della Farnesina, Federica Mogherini, al posto di Catherine AshtonAlto rappresentante degli Affari esteri dell’Ue. Ècorsa anche l’ipotesi dell’ex Premier italiano Enrico Letta, Presidente del Consiglio europeo al posto di Herman Van Rompuy. Ma Renzi, interpellato, ha tagliato corto: «Mai stato fatto nome letta per Consiglio UE. Ci sono tre presidenze al vertice delle istituzioni europee: Consiglio, Commissione e Banca centrale europea. Difficile pensare che due spettino all’Italia».

 Il vertice di Bruxelles è stato cruciale anche per la firma dell’accordo economico (dopo quello politico del marzo scorso) tra UE e Ucraina, a suggello dell’intesa che, nel novembre scorso, innescò le proteste degli EuroMaidan

Analogo protocollo europeo è stato siglato con Georgia e Moldavia. Per il neo Presidente ucraino Petro Poroshenko e il Capo uscente della commissione José Manuel Barroso si è trattato di una «giornata storica». Dal Cremlino è piovuto invece l’anatema di «conseguenze gravi» per la «scelta artificiale di Kiev tra Europa e Russia». Il Presidente russo Vladimir Putin ha ricordato la «catastrofe umanitaria», con «decine di migliaia di profughi costretti a cercare un riparo anche in Russia»: 110 mila, ha certificato l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), solo gli ucraini che hanno chiesto accoglienza a Mosca. Il numero degli sfollati interni – 54 mila, 16.400 in più della settimana scorsa – la dice lunga anche su quanto la tregua sia in corso sia fittizia.  Nell’est del Paese, almeno 20 soldati sono morti dopo il cessate il fuoco, concordato il 23 giugno tra Poroshenko e i separatisti.

Formalmente, la tregua è stata prorogata da Kiev di «72 ore», nonostante i filorussi non abbiano mai fermato la guerriglia. Dopo sette ore di battaglia, i miliziani si sono impossessati di una base militare di Donetsk, sequestrando il comandante del battaglione.

L’unica nota positiva della giornata è stata liberazione dei quattro osservatori dell’ OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), dal 26 maggio nelle mani dei filorussi. Tra le «azioni concrete» da attuare durante la tregua prolungata, Kiev ha chiesto il «rilascio degli ostaggi» ai separatisti e «misure di descalation» a Mosca, pena nuove sanzioni. Nonostante la violazione del cessate il fuoco nella roccaforte separatista di Donetsk proseguono i negoziati tra i rappresentanti di Kiev, Mosca, dell’OSCE e dei filorussi.

In Medio Oriente, giornata di alta tensione nella Striscia di Gaza. In risposta ad alcuni agguati, Israele ha colpito con un missile i territori palestinesi, con un bilancio di due morti. Tel Aviv ha dichiarato di aver ucciso due miliziani dei Comitati di resistenza popolare, responsabili del lancio di razzi contro gli insediamenti di Ashqelon.

Continuano, intanto, le ricerche e gli arresti tra i palestinesi per la scomparsa dei tre ragazzi israeliani in Cisgiordania, il cui rapimento Israele ascrive ad Hamas. Da Bruxelles è arrivato un duro monito contro l’espansione delle colonie. «Se continuerà, altri Stati europei emetteranno altri avvisi» ha dichiarato il rappresentante dell’Ue in Israele Lars Faaborg-Andersen, in riferimento alla decisione di Germania, Gran Bretagna Italia e Spagna di ‘avvertire’ i propri cittadini a non impegnarsi in «attività finanziarie o investimenti» nelle colonie israeliane in Cisgiordania e sul Golan. 

Dalla Siria, nuovi dati drammatici sulle vittime tra i minori. 5,7 milioni di bambini, riporta l’agenzia dell’Onu Unicef, risultano colpiti dal conflitto: 11.000 sono stati uccisi spesso in modo brutale, 1,4 milioni sono rifugiati, e tra questi 425 mila hanno meno di 5 anni. Sull’Iraq, mentre Obama annunciava lo stop degli Usa alla produzione e all’acquisto di mine antiuomo, sono circolate nuove indiscrezioni di droni americani armati in azione. La tivù americana ‘Cnn‘ ha riferito che, dal 26 giugno, 180 velivoli senza pilota sorvolerebbero Baghdad, per proteggere 180 consiglieri militari statunitensi. La notizia è stata confermata al network da un funzionario Usa. Finora, Washington aveva affermato che i droni impiegati in Iraq erano tutti disarmati.

Secondo l’emittente saudita ‘al Arabiya, i miliziani jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) sarebbero avanzati a un’ora circa di auto dalla capitale, attestandosi a Mansuriya, nord-est del Paese. A Tikrit, città natale di Saddam Hussein, proseguono invece gli scontri con l’esercito iracheno. Sia Human Rights Watch sia Amnesty International confermano le esecuzioni in Iraq, quelle di massa dell’Isis e anche episodi di giustizia sommaria, da parte di «militari iracheni e milizie sciite» in rappresaglia all’avanzata jihadista.

Sul fronte politico, si tratta per un esecutivo d’unità nazionale, per quanto il Premier sciita Nuri al Maliki escluda di dimettersi. Anche il Grand Ayatollah Ali Sistani, massima autorità sciita del Medio Oriente, ha esortato il popolo musulmano a trovare un accordo entro il 1 luglio per formare un Governo inclusivo. In giornata, la crisi di Baghdad è stata al centro anche dei colloqui a Riad, tra Kerry e i sauditi.
Tensioni infine in Afghanistan per il lungo scrutinio delle Presidenziali, dopo il secondo turno del 14 giugno scorso: gli exit poll danno in vantaggio Ashraf Ghani, non più il favorito al primo turno Abdullah AbdullahMigliaia di suoi sostenitori hanno protestato a Kabul, denunciando brogli.

 

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