mercoledì, Dicembre 1

Ue, c’è il compromesso sulla Dichiarazione di Roma

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Primo dibattito tv in Francia tra i candidati alla presidenza. E ad uscirne meglio è stato Emmanuel Macron, che ne ha avute per tutti: «Quelli che sono qui ci sono da anni, sono i rappresentanti della vecchia politica. Io ho creato un movimento nuovo, che vuole rinnovare il Paese». Secondo un sondaggio Elabe per Bfm-Tv, l’ex ministro ha convinto il 29% dei telespettatori intervistati, seguito, al 20%, dal leader della sinistra alternativa, Jean-Luc Mélenchon. Marine Le Pen, e Francois Fillon, sono entrambi al terzo posto, al 19%. Il socialista Benoit Hamon chiude con l’11%.

In Medioriente il primo ministro pachistano Nawaz Sharif ha disposto la riapertura della frontiera con l’Afghanistan chiusa un mese fa dopo l’attacco suicida contro un tempio sufi nella provincia di Sindh in cui morirono oltre 80 persone ed altre 300 rimasero ferite. Secondo l’ufficio stampa del premier, la riapertura è stata decisa perché, visti i legami religiosi, storici e culturali afghano-pachistani, il prolungamento della chiusura «non era nell’interesse della gente e dell’economia». Secondo Sharif «la decisione di riaprire i posti di frontiera è un gesto di buona volontà e speriamo che il governo afghano cercherà di porre rimedio ai problemi che hanno determinato la loro chiusura».

Lutto nell’Ulster per la scomparsa dell’ex vice premier nordirlandese ed ex comandante dell’Ira Martin McGuinness. Il 66enne esponente del Sinn Fein da poco si era anche dimesso da vice primo ministro nel governo di Belfast in aperto contrasto con il primo ministro unionista Arlene Foster. McGuinness era stato uno dei maggiori fautori del processo di pace.

Ad Haiti almeno due persone sono rimaste ferite durante la parata a cui partecipava l’ex presidente Jean-Bertrand Aristide. La sparatoria, avvenuta in un trafficato incrocio della capitale Port-au-Prince, per molti è stato un tentato omicidio nei confronti dell’ex presidente, che comunque ne è uscito illeso.

Chiudiamo con la Corea del Sud, dove la ex presidente Park Geun-hye, deposta dalla Corte costituzionale il 10 marzo con la convalida dell’impeachment votato dal parlamento, ha assicurato che replicherà ‘lealmente’ alle domande della procura che indaga sullo scandalo che la coinvolge. Poi ha ricordato che «ci vorrà del tempo, la verità sarà eventualmente rivelata».

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