venerdì, Dicembre 3

Ucraina: un attacco russo sarebbe sciocco Secondo gli analisti, una guerra convenzionale su vasta scala potrebbe degenerare in guerra nucleare, una guerra limitata causerebbe una rovinosa crisi economica globale. Una nuova guerra contro l'Ucraina è estremamente improbabile, e sarebbe solo a danno della Russia

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La scorsa settimana i funzionari USA hanno informato le controparti dell’UE circa le loro preoccupazioni per una possibile operazione militare della Russia in Ucraina, su informazioni che gli Stati Uniti non avevano ancora condiviso con i governi europei, secondo le fonti che hanno fatto trapelare la notizia, e supportati da prove pubblicamente disponibili. Tali fonti hanno detto che gli Stati Uniti si stavano consultando con gli alleati e che consideravano l’Ucraina un partner per tanto denunceranno qualsiasi atto aggressivo della Russia.
Le preoccupazioni degli Stati Uniti, secondo le fonti, si basano su prove che rimandano al 2014, alla corsa per l’annessione della Crimea da parte di Mosca.
La Russia ha risposto che gli schieramenti militari sul suo territorio sono una questione interna e nega qualsiasi intenzione aggressiva, e nel contempo ha accusato gli Stati Uniti di intenzioni provocatorie nel far muovere navi da guerra nel Mar Nero vicino al suo territorio.
La Russia, ha affermato una fonte vicina al Cremlino, non ha intenzione di iniziare una guerra con l’Ucraina ora, anche se Mosca intende dimostrare di essere pronta a usare la forza se necessario, l’offensiva però è improbabile.
La tensione tra l’Occidente, preoccupato, e la Russia innervosita per le dichiarazioni americane, è salita nel corso dell’intera settimana, fino ad assumere i tratti di una nuova crisi tra Mosca e Washington.
C’è un precedente, risale all’aprile scorso, quando gli Stati Uniti e l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico hanno accusato la Russia di aver ammassato fino a 114.000 militari russi nelle immediate vicinanze dei confini settentrionali, meridionali e orientali dell’Ucraina., carri armati e aerei da guerra vicino al confine con l’Ucraina. Poi, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin si sono incontrati e la crisi è rientrata.

Secondo Anatol Lieven, ricercatore senior su Russia ed Europa presso il Quincy Institute for Responsible Statecraft, l’Ucraina è The Most Dangerous Problem in the World‘. Espressione forzata per sostenere che «lo scontro armato tra l’esercito ucraino e le forze separatiste supportate dalla Russia nell’Ucraina orientale» è«una delle più minacciose».
«La sconfitta dell’America in Afghanistan potrebbe portare la Russia (e la Cina) ad agire in modo più sconsiderato, proprio come la sconfitta dell’America in Vietnam ha incoraggiato le ambizioni dell’URSS in Africa e in America Centrale. D’altra parte, l’umiliazione politica subita dall’Amministrazione Biden potrebbe portarla a cercare di recuperare il proprio prestigio nazionale e internazionale rispondendo incautamente alle azioni russe.

Solo i politici e i commentatori più pazzi degli Stati Uniti vogliono davvero entrare in guerra con la Russia in Ucraina. Ma come ha dimostrato lo scoppio della prima guerra mondiale, i leader che non intendono entrare in guerra possono imbattersi in una situazione in cui non sono in grado di fermarsi o tornare indietro».
«Le conseguenze di uno scontro diretto USA-Russia in Ucraina sarebbero catastrofiche
», prosegue Lieven usando toni davvero apocalittici. «Una guerra convenzionale su vasta scala avrebbe il forte potenziale per degenerare in una guerra nucleare e nell’annientamento della maggior parte dell’umanità. Anche una guerra limitata causerebbe una rovinosa crisi economica globale, richiederebbe l’invio di enormi forze armate statunitensi in Europa e distruggerebbe per il prossimo futuro ogni possibilità di azione seria contro il cambiamento climatico. La Cina potrebbe cogliere l’occasione per conquistare Taiwan, lasciando gli Stati Uniti ad affrontare contemporaneamente una guerra con le altre due maggiori potenze militari del mondo. Infine, data l’enorme superiorità delle forze armate russe su quelle ucraine, il numero molto limitato di forze statunitensi in Europa e la profonda riluttanza dei Paesi europei a confrontarsi militarmente con la Russia, è molto probabile che la Russia vinca una guerra limitata in Ucraina, conquistando molto più territorio ucraino e imponendo un’umiliazione devastante agli Stati Uniti e all’Occidente».
Su ‘
The Nation‘, Lieven spiega poi dettagliatamente le vie d’uscita che permetterebbero di evitare tale disastro.

E’ fuor di dubbio: Russia sta continuando un lento ma costante rafforzamento militare vicino al confine con l’Ucraina. Secondo una nuova analisi delle immagini satellitari del Center for Strategic and International Studies (CSIS), c’è stato di recente un aumento del 17% nel numero di strutture militari utilizzate per lo stoccaggio e l’alloggio delle truppe fuori dalla città russa di Yelnya, oltre all’aumento di equipaggiamento militare e personale. CSIS sottolinea che i 100.000 soldati russi, dispongono di una gamma di armi e sistemi offensivi molto varia e non poco sofisticata. Personale e attrezzature sono a circa 160 miglia a nord del confine, a breve distanza dall’Ucraina.
Per il CSIS, «non è chiaro se la Russia si stia preparando per un’operazione convenzionale di guerra lampo nell’est dell’Ucraina nel prossimo futuro. Le principali azioni della Russia in Ucraina fino ad oggi hanno comportato in gran parte guerre irregolari, come il supporto clandestino ai ribelli, operazioni informatiche offensive e una forte enfasi sulle operazioni speciali e sulle unità di intelligence, non la guerra convenzionale». Per l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 «Mosca ha fatto affidamento su forze per operazioni speciali, non su unità convenzionali, per annettere la Crimea».
Ma perchè Mosca dovrebbe attaccare l’Ucraina?


Alcuni analisti sostengono che
Vladimir Putin potrebbe credere che sia arrivato il momento di fermare l’abbraccio dell’Ucraina con l’Occidenteprima che progredisca ulteriormente. L’Ucraina punta ad entrare nell’UE e nella NATO, e questo fa infuriare Mosca. La Russia potrebbe aver concluso che a meno di un intervento la Russia perde l’Ucraina.
CSIS sottolinea come la partnership strategica dell’Ucraina con Stati Uniti e Occidente sicuramente allarma molto Mosca. «Il 10 novembre, ad esempio, il Segretario di Stato americano Antony Blinken e il Ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba hanno annunciato a Washington una Carta USA-Ucraina sul partenariato strategico. Hanno promesso di continuare ad approfondire la cooperazione bilaterale nei settori politico, della sicurezza, della difesa, economico, energetico e di altro tipo. La Carta ha anche riaffermato l’impegno degli Stati Uniti per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, inclusa la Crimea, ‘di fronte all’aggressione russa in corso’. Come parte della cooperazione per la sicurezza e la difesa, gli Stati Uniti hanno già venduto armi, come missili anticarro e lanciatori Javelin, all’Ucraina. Inoltre, la Turchia ha fornito all’Ucraina veicoli aerei senza pilota da combattimento (UAV), come il Bayraktar TB2, che vengono utilizzati contro i ribelli sostenuti dalla Russia. La NATO ha aumentato la sua presenza e condotto esercitazioni marittime nel Mar Nero con l’Esercito ucraino». Tutte cose che di certo non piacciono al Cremlino.
«In secondo luogo,
i leader russi probabilmente valutano che c’è poca volontà politica in Europa o negli Stati Uniti per aiutare l’Ucraina in una guerra, specialmente nel contesto di altre crisi estere e interne» -gli europei preferirebbero rimanere neutrali in una guerra con la Russia,secondo un sondaggio d’opinione dell’European Council on Foreign Relations-, oltre al fatto che il gasdotto Nord Stream 2 (NS2) che collega la Russia alla Germania crea una grave vulnerabilità energetica poiché la Russia acquisisce una leva economica e politica sulla Germania. Non bastasse, «il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan ha sollevato interrogativi a Mosca –e persino in Ucraina– sulla volontà degli Stati Uniti di aiutare l’Ucraina in caso di guerra con la Russia».
E dubbi a parte, «
la NATO non dispone di personale o capacità sufficienti attualmente schierati in Ucraina. Secondo un recente rapporto del CSIS, anche i Paesi europei continuano a non disporre di sufficienti capacità militari di fascia alta per una guerra con la Russia. Inoltre, lo status dell’Ucraina come non membro della NATO significa che la disposizione di difesa collettiva dell’alleanza non si applicherebbe se fosse invasa».

«Mosca continuerà a usare l’Ucraina come merce di scambio», afferma l’analisi del CSIS. «Dal 2014, la Russia ha sfruttato a proprio vantaggio il conflitto congelato in Ucraina, aumentando o riducendo l’intensità della guerra a seconda dei calcoli politici. Inoltre, Mosca ha regolarmente ammassato unità militari vicino al confine ucraino per condurre una campagna di pressioni psicologiche, mantenendo la tensione nella regione, esercitando pressioni politiche sull’Ucraina e inviando un messaggio agli Stati Uniti e all’Unione europea affinché smettano di interferire in una regione che Mosca considera essere nella sua sfera di influenza».

Insomma, tattica e guerra psicologica di certo,ma probabilmente non guerra convenzionale. E comunque, secondo il CSIS, Washington dovrebbe dissuadere le operazioni convenzionali russe in Ucraina, comunicando a Mosca che «un attacco convenzionale all’Ucraina avvierebbe sanzioni paralizzanti dai Paesi occidentali, approfondirebbe l’isolamento politico della Russia dall’Occidente e potenzialmente scatenerebbe un’insurrezione sostenuta dall’Occidente contro le forze russe in Ucraina».

Secondo Jeff Hawn, del dipartimento di storia internazionale della London School of Economics and Political Science, le mosse di Mosca non presagiscono la guerra. La Russia «non ha fatto alcuno sforzo per nascondere il movimento di queste forze, sia in transito che in arrivo. Le immagini satellitari commerciali mostrano unità militari disposte in parcheggi e accampamenti senza alcun camuffamento o occultamento. Una vera offensiva richiederebbe molta più cura e avrebbe altri segnali di avvertimento come l’aumento dei sistemi di difesa aerea dispiegati e l’attivazione delle unità di riserva. La Russia ha concentrato le truppe nelle sue province meridionali da aprile, ma il lento ritmo di dispiegamento sembra indicare uno spostamento generale delle forze russe nei suoi distretti militari occidentali e meridionali, le due regioni di comando dei cinque comandi regionali russi vicini a potenziali zone di conflitto. Lo schieramento può quindi essere visto come un cambiamento molto più ampio nello schieramento strategico generale della Russia».
Piuttosto, questo che la Russia sta facendo
potrebbe essere «un modo per scuotere le sue sciabole contro l’Occidente durante un periodo di maggiore tensione».
Una nuova invasione dell’Ucraina, invece, è «una prospettiva sciocca per diverse ragioni», afferma Jeff Hawn. «L’Esercito ucraino, a questo punto, è esperto, modernizzato e fortemente motivato. Non sarebbe una cosa facile, e qualsiasi guerra, oltre ad essere estremamente costosa in termini di truppe e materiale, avrebbe un’alta probabilità di coinvolgerne altri, e avrebbe una terrificante possibilità di diventare nucleare», secondo Hawn, concordando così con le analisi di Lieven. E poi: «se la Russia riuscisse ad occupare l’Ucraina, cosa ne ricaverebbe? Le occupazioni sono costose, pericolose e spesso infruttuose, come hanno scoperto gli Stati Uniti in Iraq e in Afghanistan». Anche perchè le truppe russe dovrebbero affrontare la resistenza pubblica a Kiev e in altre città del Paese. «Le attuali occupazioni russe dell’Ossezia del Sud, dell’Abkhazia e della Crimea sono costose, ma sono praticabili perché c’è un elemento della popolazione locale che accoglie la Russia. Questa accoglienza è un sottoprodotto delle complicate eredità culturali degli Stati post-sovietici. Una tale dinamica non esiste nell’Ucraina occidentale, che ha reso ampiamente chiara la sua preferenza per l’Occidente.

Una nuova guerra contro l’Ucraina sarebbe quindi solo a danno della Russia e assorbirebbe grandi quantità di risorse che la Russia non può permettersi di spendere. Allontanerebbe definitivamente la Russia dall’Europa. La Russia non ha assolutamente nulla da guadagnare dall’invasione dell’Ucraina, ma ha molto da perdere».
La Russia non è avventata, anzi, secondo Hawn, «è aggressiva in quello che chiama il suo ‘vicino all’estero’ – essenzialmente i vecchi stati sovietici – ma opera con moderazione, facendo ciò che Mosca vede come mosse calcolate per preservare la propria regione di influenza. Niente di tutto ciò significa che le sue azioni sono moralmente giustificate o valide secondo il diritto internazionale. Il sequestro della Crimea, in particolare, è stato un palese disprezzo per le norme delle relazioni internazionali. Ma erano azioni comprensibili, per quanto non scusabili.»

Oggi, conclude Hawn, «se la Russia attaccasse l’Ucraina, avrebbe molto da perdere per quasi nessun guadagno. Una nuova invasione è estremamente improbabile».

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