sabato, Maggio 21

Ucraina – UE: libertà di accesso ‘facilitato’ La promessa di Draghi a Zelenski potrebbe rivelarsi l’uovo di Colombo, essere quella garanzia che i russi e gli ucraini chiedono per garantire la neutralizzazione della Ucraina

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A prima vista, buono, finalmente buono, il discorso del Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenski al Parlamento italiano. Un intervento tutto giocato sulle difficoltà ucraine, i morti, i bambini, il popolo in armi che combatte. Tutto a chiedere solidarietà, ma non più di tanto, a parte il mancato temuto riferimento alla resistenza italiana, che evita le polemiche prevedibili sul tipo di quelle -chi sa perché ritenute offensive- sul parallelo con il massacro degli ebrei.
Ma specialmente non ha chiesto aiuto militare e meno che mai la solitano fly zone‘, impossibile per motivi politici e per motivi militari. Oltre tutto si scatenerebbe una guerra mondiale, per di più rischiando di essere schiacciati dalla sicura preponderanza aerea russa.
Ha molto colpito la stampa il parallelo tra Mariupol e Genova, che è stato l’unico, diciamo così, ‘colpo di teatro’ di Zelenski: abile nel paragone evocativo e nel ricamarci su.
Sorvolo sulle solite sceneggiate dei parlamentari italiani prima e dopo … penso, ad esempio, alla solita lezioncina arrogante di Matteo Renzi. Quanto all’assenza di Gianluigi Paragone e non so chi altri, me ne faccio una ragione, non piangerò.

 

Mario Draghi ha risposto bene, sia pure con qualche scivolata: parlare, a proposito della Russia, diinciviltàmi è sembrato, nonché eccessivo, sciocco, qui veramente offensivo. Mi spiego anche se forse Draghi non ha colto questa differenza: Draghi ha parlato di Russia e solo un paio di volte ha parlato di Vladimir Putin.
Ora, facciamo un discorso politico. L’Italia condanna l’aggressione russa e, ne condanna il (presunto) decisore, sempre che -lo dico ancora una volta- di aggressione tout court si tratti, ma ho già spiegato perché a mio parere la cosa è più articolata, non complessa, come ironizzerebbe Massimo Gramellini, perché invece molto complessi sono gli istituti del diritto internazionale … e qui Gramellini dubito che mastichi gran che. E fin qui, va tutto bene. Io sarei stato più cauto e più preciso, ma va bene. Però definire incivile l’attacco russo, vuol dire dare dell’incivile al popolo russo; e questo è un errore, prima storico e umano, che politico. E per di più manca, per così dire, di finezza diplomatica, ma anche solo lessicale, serve ad allargare un solco già troppo profondo, ripete la solita idea dei cosacchi selvaggi, dei mugichi ignoranti, dei mongoli invasori: Gengis Kahn. Ma tant’è. Però non è cosi, non si può trattare così il popolo russo, no, qualsiasi popolo. Insisto, è (inconsciamente ne sono certo) l’americano ‘muso rosso’. Peccato, da Draghi non me lo sarei aspettato.
Quanto all’idea esposta da Draghi circa il fatto che si deve combatterel’espansionismorusso, qui, a mio modesto parere, c’è un errore di proporzione e di attenzione. Proporzione, perché lo Stato più grande del mondo non ha bisogno di espandersi territorialmente, per di più su un territorio che in gran parte era parte della Unione Sovietica, e oggi, in parte minore, chiede di essere annesso alla Russia. Inoltre, la Russia ha finora sempre detto esplicitamente che non vuole assorbire l’Ucraina … poi, certo, puoi non crederci, ma dirlo vuol dire opporsi a qualcosa che la Russia non ha chiesto e cadere nella volgarità dell’accusa di ‘imperialismo’ della Russia. Ma di nuovo tant’è.

 

Draghi, finalmente tornato politico anche raffinato, ha detto due cose importanti.
Primo, che l’Italia ha dato e darà aiuti militari, oltre che umanitari.
Ne ho scritto varie volte. È perfettamente legittimo, purché se ne accettino le conseguenze, e quindi si prendano le necessarie misure anche preventive. Aiutare un Paese in guerra è lecito, ma implica la partecipazione alla guerra, e cioè la rinuncia allo status di neutralità che compete a tutti gli Stati estranei ad un conflitto armato. Il che comporta, per il diritto internazionale in senso stretto, la conseguenza che ilnemicoè abilitato a colpire con le armi lo Stato non più neutrale, e inoltre diventa parte del conflitto, e quindi la Russia diventa formalmente un nemico, con tutto ciò che comporta.
Vi sono conseguenze anche sul piano del diritto interno, e di quello costituzionale in particolare. La nostra Costituzione stabilisce che spetta al Parlamento di dichiarare lo stato di guerra, con tutto ciò che comporta. Ne ho già scritto e quindi non aggiungo altro. Ma, certo, siamo in stato di guerra a nostra insaputa, e questo non mi pare molto bello. Anzi, è una offesa al nostro popolo (bue?) e una lesione della Costituzione.

 

L’altra cosa importantissima, questa davvero importantissima, detta da Draghi, è l’espressione della volontà italiana di adoperarsi non per fare entrare l’Ucraina nella UE, ma per accelerarne il processo di accessione.
Se Draghi ha detto ciò, sono certo che deve averne parlato almeno con Emmanuel Macron e, certamente anche con Olaf Scholz. È una cosa troppo importante per dirla così, senza pensarci eccessivamente.
E questo è un tema molto importante, perché potrebbe rivelarsi l’uovo di Colombo per l’intera situazione. E quindi, addirittura, non escluderei al cento per cento che Draghi e Zelenski si siano parlati prima, e abbianoconcordato‘: Zdelenski, di non dire nulla sulla ‘no fly zone‘, e in cambio Draghi fare quella proposta-promessa di accessofacilitatoalla UE, dove l’accento è sul ‘facilitato’. Insomma, non esprime, non vi è dubbio sull’ingresso dell’Ucraina nella UE.
Dico uovo di Colombo, perché potrebbe essere appunto quella garanzia che i russi e gli ucraini chiedono, per garantire la neutralizzazione della Ucraina. Ed è anche un modo per porre finalmente un punto fermo in una futura strategia di pace.
Forse guardando così le cose, si percepisce e si comprende meglio perché la partecipazione al conflitto sia stato un grande errore europeo, che consegue alla pretesa superficiale (e imperiale?) statunitense.

 

Quanto alle solite contorsioni dei nostri parlamentari, mi perdonerete se non ne parlo nemmeno, sono cose di una buffoneria insopportabile. Dal Salvini che conciona di assistenza agli ucraini e di contorte condanne di Putin agli stellini di turno che addirittura ‘scoprono’ che siamo cobelligeranti e comunque sono contrari all’aumento delle spese militari, cioè, come sempre del resto, sono contrari alla UE, invero non erano Di Maio & co. quelli che sbraitavano sulle marchette a Macron?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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