mercoledì, Maggio 25

Ucraina: tutti gli errori dell’esercito e della strategia di Putin Al 24° giorno di guerra, una sintesi degli errori militari e politico-strategici della Russia in quella che è stata definita la 'guerra delle sottovalutazioni'. Una debacle operativa, ma anche una catastrofe strategica

0

Secondo fonti dei media statunitensi, anche  il Presidente cinese, Xi Jinping, sarebbe rimasto sconvolto dagli errori della Russia in Ucraina,turbato dall’invasione russa e dalle prestazioni dell’esercito russo.
In effetti,
già dopo le prime ore di conflitto gli analisti militari hanno messo in evidenza le performance scadenti dell’esercito russo. Conseguenza di queste prestazioni inaspettatamente scarse delle forze armate russe, è che la guerra è passata da un fulmine progettato per catturare rapidamente la capitale, a una lunga guerra di logoramento.

Al 24° giorno di guerra si può tentare una sintesi di questa serie di errori.

Le truppe russe hanno bombardato e distrutto città, tra cui Mariupol e Kharkiv, ma l’Ucraina è stata in grado di impedire alla Russia di prendere vaste aree del Paese, inclusa la capitale, Kiev.
Ieri, in una intervista alla ‘CNN‘, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, ha affermato che «Penso che (la Russia) avesse previsto che si sarebbero mossi rapidamente e molto rapidamente si sarebbero impadroniti della capitale. Non sono stati in grado di farlo», una campagna fulminea per impadronirsi di Kiev e rovesciare il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel giro di pochi giorni. «Niente di tutto questo è andato secondo i piani per la Russia», ha detto Michael Kofman, esperto dell’esercito russo del think tank americano CNA. «Il piano era sconcertante e basato su presupposti che non avevano una chiara relazione con la realtà».

«Ci sono un certo numero di cose che ci aspettavamo di vedere e che semplicemente non abbiamo visto», ha detto Lloyd Austin. Hanno «combattuto con la logistica», non hanno avuto «un buon impiego dell’intelligence tattica», né di «integrazione delle capacità aeree con la manovra a terra». In più, la Russia sta affrontando un basso morale delle truppe e sta lottando per rifornire le migliaia di truppe nel Paese.

Una debacle operativa, ma anche «una catastrofe strategica che ha già visto diventare realtà molte delle più grandi paure del Presidente russo», come affermano Jack Detsch e Amy Mackinnon, giornalisti di sicurezza nazionale e intelligence di ‘Foreign Policy‘.
La ‘catastrofe strategica’ è di dimensioni davvero imponenti. Putin, affermano Detsch e Mackinnon, con la decisione di invadere l’Ucraina, ha«spronato la NATO a rafforzare la sua presenza nell’Europa orientale e ha suscitato l’interesse di Paesi precedentemente neutrali come la Finlandia ad aderire all’alleanza. La Germania ha superato la sua allergia alla spesa per la difesa e sta iniziando a ripensare alla dipendenza dall’energia russa. I Paesi occidentali hanno riversato aiuti militari vitali in Ucraina, che è più vicina all’adesione all’Unione Europea di quanto non lo sia stata da anni. Nel frattempo, l’economia russa vacilla per sanzioni senza precedenti, con le società occidentali, come le migliori e più brillanti della Russia, che fuggono dal Paese in un massiccio esodo». L’Europa nel suo insieme sta organizzandosi per superare la dipendenza energetica dalla Russia, e contestualmente le varie non autosufficienze in termini tecnologici.
Michael Kofman, direttore degli studi sulla Russia presso il Center for Naval Analyses ed esperto dell’esercito russo, ha recentemente dichiarato: «
Le sanzioni americane, insieme a quelle imposte dagli europei e da altri Paesi, hanno effetti profondi».C’è da chiedersi «quali forme di ritorsione asimmetriche intende perseguire in risposta a queste sanzioni nei confronti degli Stati Uniti e dei Paesi europei, soprattutto se la crisi si aggrava e peggiora anche la situazione dell’economia e della politica interna della Russia. In che modo questo colorerà il pensiero di Putin e le sue scelte?».
Già in queste prime settimane, «
è molto chiaro che i russi hanno commesso profondi errori» che hanno gravemente invalidato qualsiasi possibilità di successo politico dell’operazione. «La premessa della guerra era che avrebbero potuto ottenere la vittoria in modo rapido e abbastanza incruento». Il fatto che non sarà così, avrà implicazioni strategiche. «Non sarai in grado di sostenere un’occupazione in un Paese in cui hai bombardato città e paesi che rivoltano parte della popolazione contro di te. Inoltre, Zelensky non è fuggito, non si è arreso e, man mano che la lotta è andata avanti, il morale e la resistenza ucraini sono solo migliorati. Quindi hanno fatto di questo uno sforzo patriottico nazionale per l’Ucraina e la resistenza solo aumenterà. La terza cosa è che la Russia ha cercato di mantenere la guerra segreta alla sua stessa popolazione e, così facendo, ha ceduto l’ambiente informativo che ha permesso all’Ucraina di galvanizzare sostanzialmente il sostegno occidentale nella sua stessa popolazione. E solo ora la leadership russa sta mobilitando il suo pubblico a sostegno della guerra. Ma indovinate un po? Molte persone in Russia si renderanno conto che gli è stato mentito e, quando le vittime saranno chiare, il pubblico potrebbe muoversi contro il regime. Ciò violerà anche la sostenibilità di questo sforzo bellico». La Russia «ha drammaticamente compromesso le sue stesse probabilità di successo. E penso che se misuriamo il successo come raggiungimento di obiettivi politici -i leader usano la forza per raggiungere obiettivi politici, non usano la forza per il gusto di usare la forza- non vedo come la Russia possa raggiungere i suoi obiettivi politici ora». «Quello che ha causato Putin è una catastrofe economica per la Russia», ma anche strategico-politica. Per Kofman, Putin «ha minato direttamente la stabilità e il futuro del suo regime. Lavoro in questo campo ormai da un po’ di tempo e, per la prima volta, metto davvero in dubbio la longevità del suo regime. Penso che sia l’inizio della fine. E sono preoccupato per le implicazioni».

La decisione di invadere e il tipo di guerra che la Russia intendeva combattere sembra essere stata basata su una serie di cattive supposizioni alimentate da scarse informazioni, affermano Jack Detsch e Amy Mackinnon. «La Russia ha fatto supposizioni sbagliate sul proprio esercito e su quello dell’Ucraina», arrivando perfino a pensare che gran parte dell’Ucraina avrebbe accolto le forze russe come ‘liberatori’. Errori grossolaniquanto gravi e invalidanti causati, forse, dal fatto che «Putin è stato fortemente isolato durante la pandemia di COVID-19 e il suo governo è diventato sempre più autoritario, portando molti osservatori di lunga data a mettere in dubbio la qualità e l’accuratezza delle informazioni trasmesse al leader russo da alti funzionari russi». Il che ha prodotto quella che è stata definita, dal viceministro degli Esteri lituano Mantas Adomenas, come la ‘guerra delle sottovalutazioni‘.

La strategia militare di Mosca ha seguito tre fasi distinte nelle prime settimane della guerra, ha affermato Jack Watling, ricercatore sulla guerra di terra presso il think tank britannico Royal United Services Institute (RUSI).
«
L’attacco di apertura nelle prime ore del 24 febbraio portava tutti i segni distintivi di un tentatocolpo di Stato‘, un attacco a sorpresa», secondo Watling, «con l’obiettivo di catturare rapidamente i centri politici e quindi controllare il Paese». Maquesto attacco iniziale «è stato fatto deragliare dalla rigida resistenza ucraina e dalla confusione tra i soldati russi che attraversavano il confine. I rapporti dei soldati russi catturati rivelano che hanno ricevuto poco preavviso che stavano andando in guerra, lasciandoli psicologicamente impreparati e a corto di rifornimenti di base come cibo e carburante».
A questo punto scatta la
seconda fase. I russi passano alla «guerra più convenzionale, colpendo le principali città ucraine, come Mariupol e Kharkiv, con bombardamenti di artiglieria. Ancora una volta, le forze russe entrano in difficoltà causa la scarsa combinazione di competenze nelle armi -l’uso della potenza aerea, terrestre e di artiglieria in coordinamento- lasciando molte truppe russe esposte ai contrattacchi ucraini. Funzionari occidentali stimano che finora siano stati uccisi circa 7.000 soldati russi; le stime dell’Ucraina sulle perdite russe sono ancora più elevate», il Presidente Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato che circa 1.300 soldati ucraini sono stati uccisi. In questa fase, comunque, i calcoli effettivi né vengono rilasciati ufficialmente dai due governi, o da autorità indipendenti, né si possono stimare con attendibilità.
Nella
terza fase, «le forze russe sembrano essersi concentrate nel tentativo di circondare le città chiave per farle morire di fame, limitando le vittime russe. A Mariupol, sulla costa sud-orientale dell’Ucraina, che ha subito il peso maggiore di questo approccio, centinaia di migliaia di persone sono state fatte prigioniere nella loro stessa città. Le truppe russe hanno bloccato l’accesso al mondo esterno, mentre cibo, acqua e assistenza medica scarseggiano e le vittime dei bombardamenti russi si accumulano nelle fosse comuni».
Così, a tre settimane dall’inizio della guerra, l’esercito russo sul terreno, di quasi 200.000 uomini, molti dei quali coscritti, ha dilaniato il Paese, ma la resistenza ucraina, più rigida del previsto, ha ‘
in gran parte bloccato l’offensiva, secondo quanto rilevato dall’agenzia di intelligence della difesa britannica. «Le forze russe hanno compiuto progressi minimi su terra, mare o aria negli ultimi giorni e continuano a subire pesanti perdite», ha affermato l’agenzia in una nota.

A questo punto, siamo nella fase in cui la guerra è passata dall’offensiva fulminea progettata per prendere la capitale (se non l’intero Paese), a una brutale guerra di logoramento progettata per soffocare l’Ucraina, affermano gli analisti militari del Scowcroft Center for Strategy and Security dell’Atlantic Council. «Nel nord, la Russia sta passando a tattiche d’assedio intorno a Kiev e il rischio immediato di una sconfitta ucraina sembra essere passato. Tuttavia, la Russia ha adottato la cosiddetta ‘tatticadi Grozny di attacchi indiscriminati alle aree civili e la quasi completa distruzione delle città. Nel sud, la Russia sta usando tali tattiche per demolire Mariupol e ha quasi finito di rinforzare il ponte di terra dalla Crimea al Donbas. La Russia si rivolgerà presto a Odessa e cercherà di stabilire un ponte terrestre dalla Crimea alla regione della Transnistria in Moldova. Una volta raggiunti questi obiettivi,valutiamo che la Russia probabilmente finirà in una guerra di logoramento, affamando l’Ucraina, bloccando l’accesso al Mar Nero e alla fine provocando la carestia poiché gli agricoltori ucraini non sono in grado di prendersi cura dei raccolti».

Gli analisti militari, afferma Michael Kofman, «si aspettavano che l’esercito russo avrebbe condotto un’offensiva con armi combinate, che ci sarebbe stata una campagna aerea iniziale e che avrebbero sfruttato pesantemente alcune delle capacità che avevano, come la guerra elettronica. Abbiamo visto molto poco di questo, e c’è una chiara ragione. La leadership politica aveva imposto il quadro, e il punto cruciale era che credevano che l’esercito russo potesse, nel giro di pochi giorni, ottenere un cambio di regime in Ucraina, che non ci sarebbe stata una quantità significativa di combattimenti e resistenza, che non avrebbero dovuto condurre una guerra prolungata, in modo da poter formare rapidamente forze e introdurle nella capitale ucraina». L’inizio della campagna russa «rappresenta un impiego forzato del tutto irrazionale e, in molti casi, un non-impiego. Una miriade di capacità sono state lasciate in disparte», a partire da quella dell’aviazione. Ma non solo, «una miriade di capacità semplicemente non sono state introdotte fino a circa una settimana dall’inizio della guerra. Le ragioni sono chiare. In primo luogo, in realtà non si sono organizzati e non si sono preparati per la guerra con l’Ucraina. Inizialmente hanno inviato truppe per impadronirsi delle strade chiave e delle città di raccordo per isolare i settori, senza aspettarsi resistenza. Hanno mentito alle truppe sul fatto che le stavano mandando in guerra e sulla natura della guerra. Non li hanno preparati psicologicamente o materialmente per un conflitto con una forza convenzionale piuttosto significativa. Erano profondamente ottimisti sulla loro capacità di entrare rapidamente nella capitale e costringere Zelensky a fuggire o ad arrendersi».

Gli ucraini stanno combattendo diversamente rispetto a quanto previsto dal Cremlino. «Un alto funzionario israeliano, parlando con i giornalisti all’inizio di questa settimana, ha affermato che Putin credeva che le forze russe avrebbero combattuto un conflitto di forza in stile 20° secolo contro le formazioni ucraine, ma sono state invece colpite da imboscate di piccole unità che hanno fermato il loro avanzare usando armi anticarro provenienti dall’Occidente, come il giavellotto statunitense e i sistemi missilistici anticarro leggeri di prossima generazione britannici» , spiegano Jack Detsch e Amy Mackinnon. «Logisticamente, qualcosa non funziona», ha detto il funzionario israeliano, citando il convoglio russo di 40 miglia di veicoli militari e rifornimenti che si è bloccato a nord di Kiev. «Anche se i funzionari militari prevedevano che il terreno relativamente pianeggiante dell’Ucraina potesse essere un vantaggio per gli invasori russi, gli analisti dell’intelligence ritengono che l’esercito molto più piccolo dell’Ucraina abbia trovato il modo di usarlo a proprio vantaggio. I difensori hanno distrutto un ponte a Irpin, fuori Kiev, per fermare il convoglio lungo 40 miglia, per esempio; hanno aperto serbatoi, trasformando il paese dei carri armati in una palude».
Inoltre,
le truppe russe sono state molto meno mobili di quanto gli osservatori occidentali si aspettassero all’inizio della guerra, rimanendo in gran parte sulle strade mentre le forze ucraine erano in agguato, rilevano Detsch e Mackinnon. L’agenzia di intelligence interna del Ministero della Difesa britannico ha dichiarato che le truppe ucraine «hanno sfruttato abilmente la mancanza di manovra della Russia, frustrando l’avanzata russa e infliggendo pesanti perdite alle forze d’invasione», e la Russia è stata costretta a deviare le truppe per difendere le linee di rifornimento dagli attacchi ucraini».

Tra gli errori che fin da subito gli analisti hanno messo in evidenza, quello nell’uso della forza aerea.
Uno dei fallimenti più significativi della Russia, e potenzialmente il più dannoso per la sua campagna, è stata la sua incapacità di raggiungere la superiorità aerea.
Prima dell’inizio dell’invasione, spiega James Dwyer, docente associato alla School of Social Sciences della University of Tasmania, «l’Ucraina possedeva la settima forza aerea d’Europa. Cioè circa 200 velivoli di tutti i tipi (caccia, supporto aereo ravvicinato, elicotteri, aerei da trasporto e altri). In confronto, la sola Russia possiede circa 1.500 aerei da combattimento. La spina dorsale dell’aviazione ucraina sono i vecchi caccia dell’era sovietica, vale a dire 50 MiG-29 e 32 Su-27. La Russia, invece, impiega versioni moderne di aerei sovietici, come il Su-30, il Su-33 e il Su-35 (operano varianti aggiornate del Su-27 Ucraina). La Russia ha anche moderni velivoli d’attacco come il Su-34 (un altro aggiornamento sul Su-27, ottimizzato per operazioni d’attacco) e bombardieri strategici a lungo raggio come il Tu-22, il Tu-95 e il Tu-160. Tuttavia, sono emerse immagini che fanno ritenere che gli aerei d’attacco russi facciano affidamento su unità GPS generiche di livello consumer. Se questo è vero, non fa che rafforzare la mancanza di capacità della Russia. Prima della guerra, l’intelligence statunitense prevedeva che un’invasione sarebbe iniziata con un violento assalto della Russia alla potenza aerea ucraina». Ad oggi, l’Ucraina possiede ancora la maggior parte delle sue difese aeree e missilistiche. La «mancanza di superiorità aerea della Russia all’inizio del conflitto potrebbe essere uno dei suoi errori strategici più significativi, a vantaggio dei difensori ucraini. Gli aerei russi stanno lottando per fornire il supporto necessario alle forze di terra russe, offrendo alle forze ucraine un’apertura per contrastare l’avanzata russa». Secondo il Ministero della Difesa ucraino, la Russia ha perso ottantuno aerei, novantacinque elicotteri e nove velivoli senza pilota. Altresì, affermano gli analisti del Scowcroft Center «la Russia non ha modificato le sue tattiche di attacco al suolo e sta conducendo molti dei suoi attacchi a bassa quota, il che mette gli aerei russi in pericolo», in balia alla difesa ucraina. La Russia sta ancora effettuando circa duecento uscite al giorno, sebbene molte di queste missioni di combattimento rimangano al di fuori dello spazio aereo ucraino, mentre l’aviazione ucraina, che è ridotta a circa cinquantasei aerei da combattimento, sta effettuando solo da cinque a dieci sortite per giorno.
Gli analisti
Scowcroft Center sostengono sia «altamente improbabile che una delle parti stabilisca la superiorità aerea su Kiev nella prossima settimana o che la Russia sia in grado di portare avanti con successo un attacco aereo o missilistico contro le linee di rifornimento in Ucraina». La Russia ha minacciato di prendere di mira le forniture di armi americane ed europee all’Ucraina. Ma «la Russia attualmente non ha quasi alcuna capacità di interdire con successo i rifornimenti che arrivano in Ucraina attraverso il confine occidentale con la Polonia. Finora, l’aviazione russa ha mostrato quasi nessuna capacità di trovare, identificare e distruggere bersagli mobili. Il fatto che i sistemi mobili S-300 SAM siano ancora operativi è un potente atto d’accusa alla capacità della Russia di condurre un targeting dinamico o sensibile al tempo. Inoltre, gli attacchi nell’estremo ovest dell’Ucraina sembrano essere missilistici, anziché attacchi aerei. È improbabile che l’aviazione russa sia in grado di colpire i convogli di rifornimenti con un attacco aereo e i missili lanciati da centinaia di miglia di distanza non sarebbero in grado di colpire bersagli mobili».

Altro problema diventato subito evidente è stato quello logistico. Mancanza di supporto logistico per le forze russe in prima linea, impantanando l’avanzata russa e, a volte, bloccandola completamente. «Ci sono state numerose segnalazioni di carri armati russi e mezzi corazzati per il trasporto di personale a corto di carburante, portando i soldati russi a richiedere, requisire e rubare diesel per continuare l’avanzata», sottolinea James Dwyer. «I soldati russi, molti dei quali coscritti, sono stati costretti a cercare cibo, con segnalazioni di soldati ridotti a rubare polli e soldati delle forze speciali che hanno fatto irruzione nei negozi per saccheggiare il cibo. Secondo quanto riferito, le razioni fornite alle truppe russe sono state sufficienti solo per pochi giorni ed è emerso un video in cui si affermano che alcune razioni sono scadute da sette anni. La Russia ha avuto una notevole quantità di tempo per preparare la sua invasione e spostare il supporto logistico in atto. Ma scene di enormi convogli in stallo che non riescono avanzare la dicono lunga sulla sorprendente cattiva gestione della Russia. Questa serie di fallimenti logistici è tanto imbarazzante per la Russia quanto vantaggiosa per l’Ucraina. Ci sono stati anche straordinari fallimenti di comunicazione, sia tra le unità militari, sia con i soldati prima del conflitto. I rapporti che sono emersi dopo le fasi iniziali dell’invasione, rivelando che molti soldati russi erano completamente ignari che stavano invadendo. Piuttosto, i soldati russi catturati affermano di avere avuto l’impressione che fosse un’esercitazione militare, fino al momento in cui sono stati presi di mira dalle unità ucraine. Molte comunicazioni russe sono state trasmesse anche su mezzi non criptati. Gli attentatori russi che trasmettono su radio ad alta frequenza aperta hanno avuto le loro conversazioni ascoltate da radioamatori. Anche le comunicazioni tra le unità russe a terra vengono trasmesse allo scoperto, portando a una facile intercettazione da parte dell’Ucraina. Nel complesso, questo dipinge un quadro chiaro dell’incompetenza russa».

Le risorse umane sono ora un problema da risolvere urgentemente se la Russia vuole darsi qualche possibilità. Jack Detsch e Amy Mackinnon affermano «Sebbene l’ondata iniziale includesse la maggior parte delle presunte formazioni pronte al combattimento della Russia, Mosca sta già raccogliendo rinforzi, anche dall’estremo oriente del Paese (oltre a rimuginare sull’uso di mercenari siriani). Un alto funzionario della difesa degli Stati Uniti ha affermato che la considerazione della Russia di portare nuove truppe e rifornimenti per rafforzare più di 100 gruppi tattici di battaglione già nel Paese indica che il Cremlinostava iniziando a preoccuparsi per la longevitàdelle sue forze in Ucraina. Un diplomatico europeo, che ha parlato con ‘Foreign Policy‘ incondizione di anonimato, ha affermato che la Russia ha iniziato a perdere abbastanza truppe in combattimento per avere un impatto reale sulla sua capacità di svolgere operazioni offensive, e le truppe russe in prima linea stanno iniziando a preoccuparsi per quanto tempo potranno resistere. “Le truppe russe sul campo la pensano decisamente così. I generali russi probabilmente la pensano così”, ha detto il diplomatico europeo, “ma se questo sta arrivando o meno a Putin o se lo sta ascoltando è un’altra questione”».
In realtà Putin sembra proprio che il problema se lo stia ponendo, visto che l’11 marzo ha dato il
via libera per l’ingresso in Ucraina di 16.000 uomini,definiti da Moscavolontari‘, dal Medio Oriente. Queste forze, provenienti dalla Siria, dovrebbero schierarsi a fianco dei ribelli sostenuti dalla Russia che combattono in Ucraina, in particolare nella regione separatista del Donbas. E infatti, l’esercito siriano ha iniziato a reclutare truppe dai propri ranghi per combattere al fianco delle forze russe in Ucraina, promettendo stipendi fino ad un massimo di 3.000 dollari al mese (50 volte lo stipendio mensile di un soldato siriano), secondo alcuni media. La riuscita o meno dell’operazione la si vedrà probabilmente nelle prossime settimane.

«Anche le capacità offensive high-tech della Russia hanno dimostrato prestazioni poco brillanti», afferma James Dwyer. «Le fasi iniziali dell’invasione includevano un bombardamento strategico di obiettivi ucraini utilizzando missili da crociera e missili balistici a corto raggio Iskander. I rapporti indicano che al 1 marzo la Russia aveva lanciato fino a 320 missili, la maggior parte dei quali erano missili balistici a corto raggio Iskander, rendendo questo il più grande e intensobombardamento di missili balistici a corto raggio tra due Stati. Si stima che l’Iskander abbia una portata di 500 km e una precisione di 2-5 metri. Prima dell’invasione, ci si aspettava che fosse un sistema d’arma efficace e devastante. Curiosamente, le sue prestazioni sono state carenti. Ad esempio, Iskanders è stato utilizzato per attaccare le basi aeree ucraine, per distruggere le piste e impedire all’aviazione ucraina di operare efficacemente. Ma l’accuratezza precedentemente decantata dell’Iskander appare molto meno impressionante di quanto previsto. Con il progredire del conflitto, la Russia ha fatto un uso più frequente di sistemi d’arma a bassa tecnologia, come bombestupide‘ non guidate e munizioni a grappolo. Ciò potrebbe indicare che la Russia ha esaurito il suo numero limitato di armi ad alta tecnologia o sta trattenendo le riserve nel caso in cui il conflitto si intensifichi».

Dopo i fallimenti iniziali, «la prossima fase della guerra si basa sul fatto che Mosca riesca risolvere le sue sfide logistiche e stabilizzare le sue perdite di truppe», affermano Jack Detsch e Amy Mackinnon. «Potrai vederli dissanguati per un lungo periodo di tempo», ha affermato Jack Watling, oppure che, risolti i problemi di logistica e risorse umane nelle prossime due settimane, «inizino a dare la priorità al loro asse di avanzamento, chiudano le città chiave fino a farli morire di fame. In tal caso, potrai vedere uno scenario in cui, in sei mesi, hanno funzionalmente rilevato l’Ucraina orientale».
Secondo Michael Kofman, la Russia alla fine potrebbe «ottenere la vittoria militare, ma ora sta finanziando quella che probabilmente sarà una strategia fallita nel complesso».

Comunque vada, questa ‘guerra delle sottovalutazioni’ -che potrebbe essere solo all’inizio- per la Russia resterà negli annali militari come una umiliante sconfitta, una macchia sulla prestanza delle forze militari russe.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->