martedì, Maggio 17

Ucraina: truppe NATO con stivali a terra “Perché non mettiamo le truppe della NATO nell'Ucraina occidentale per svolgere missioni umanitarie e per allestire una base avanzata di rifornimenti di armi?”. La proposta è del generale Philip M. Breedlove, già capo delle forze alleate in Europa, consigliere della Casa Bianca e della NATO

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Mentre il Congresso USA sta valutando la richiesta di ulteriori 33 miliardi di dollari avanzata dal Presidente Joe Biden per sostenere l’Ucraina, fornendo più artiglieria, veicoli corazzati, sistemi anti-corazza e capacità antiaeree all’esercito ucraino -20,4 miliardi di dollari richiesti per assistenza militare e di sicurezza, inclusi 5 miliardi di dollari in ulteriori autorità di prelievo, 6 miliardi di dollari per l’iniziativa di assistenza alla sicurezza dell’Ucraina e 4 miliardi di dollari per il programma di finanziamento militare estero del Dipartimento di Stato- e mentre Odessa è sotto attacco, colpita dai missili russi, c’è chi vorrebbe le truppe NATO piantassero i loro stivali sul suolo ucraino, entrando di fatto formalmente nella guerra ucraina come co-belligeranti. A sostenerlo è il generale dell’aeronautica americana a quattro stelle in pensione Philip M. Breedlove, già capo delle forze NATO in Europa dal 2013 al 2016, ovvero ai tempi dell’annessione russa della Crimea.

Breedlove, da settimane punta a una politica più energica contro la Russia, ora si è spinto a chiedere una vera e propria co-belligeranza, che in soldoni significherebbe una guerra NATO-Russia. Lo ha fatto in una intervista al londinese ‘The Sunday Times‘. In questo momento, dice il generale, «non cisono truppe russe a ovest del fiume Dnepr. Allora perché non mettiamo le truppe della Nato nell’Ucraina occidentale per svolgere missioni umanitarie e per allestire una base avanzata di rifornimenti di armi?».
Una dichiarazione pesante, considerato che il generale è tra i consiglieri dell’Amministrazione Biden sull’Ucraina e della NATO stessa.
Molto probabilmente la Russia reagirebbe in modo aggressivo, se non esplosivo, alla creazione di una «
base di rifornimento di armi avanzate». La NATO, commenta Kelley Beaucar Vlahos, Direttore Editoriale di Responsible Statecraft e Senior Advisor del Quincy Institute, «sarebbe un cobelligerante in ogni modo, con i suoi 40.000 soldati ora di stanza sul fronte orientale dell’alleanza considerati futuri combattenti nemici. Alla fine di aprile, il Pentagono ha mobilitato circa 14.000 soldati, insieme a caccia d’attacco F-35 ed elicotteri Apache in Polonia, Ungheria e Paesi baltici. Un totale di 100.000 soldati statunitensi ora sparsi in tutta Europa sarebbero senza dubbio a un certo livello di allerta se la NATO entrasse nella mischia». Secondo Breedlove, questa mossa è stata essenziale per la protezione di Odessa, considerando che «se Odessa cade, l’Ucraina diventerà un Paese senza sbocco sul mare senza accesso al Mar Nero. L’impatto sul PIL dell’Ucraina sarebbe enorme. Sarebbe rovinoso per l’economia», ha detto al Times. «L’Occidente sta dicendo che sta fornendo tutto ciò di cui l’Ucraina ha bisogno per difendersi dai russi. Ma la gente di Mariupol ha dovuto combattere senza Stinger», i missili antiaerei, «Quello è stato un fallimento da parte dell’Occidente. Ora dobbiamo assicurarci che gli ucraini vincano la battaglia per Odessa».

Nelle settimane scorse, Breedlove, in una intervistaa ‘Radio Free Europe/Radio Liberty‘ (‘RFE/RL‘), si era lamentato del fatto che i timori dell’Occidente per una guerra nucleare stessero lavorando a favore di Putin. «Siamo stati così preoccupati per le armi nucleari e la terza guerra mondiale che ci siamo lasciati scoraggiare completamente». Così non solo l’Occidente si mette in una posizione che favorisce Putin, bensì l’Occidente sta inviando un messaggio «agli iraniani, ai nordcoreani e ai cinesi. Ora dovremo avere a che fare con Putin, dovremo ristabilire la deterrenza e dovremo riprendere l’iniziativa. E dovremo inviare al signor Putin un messaggio forte che l’Occidente non sopporta quello che sta facendo. Se poi lo facciamo, potremmo essere in grado di scoraggiare nuovamente gli iraniani, i nordcoreani e i cinesi, ma in questo momento il messaggio che stiamo inviando al mondo intero è che se prendi un’arma nucleare, non avrai reazione dall’Occidente e sicuramente dagli Stati Uniti… . E non credo sia questo il messaggio che vogliamo mandare loro».

Già a pochi giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, il generale era intervenuto sul tema. «L’arma nucleare è una logica estensione del campo di battaglia convenzionale. Mentre in Occidente dividiamo nettamente l’uso delle armi nucleari da una lotta convenzionale. Putin lo collega distintamente a una lotta convenzionale», aveva detto, il 27 febbraio, in una intervista rilasciata a ‘Foreign Policy‘. Putin «ha molta paura della nostra capacità di attacco rapido convenzionale»,descrivendo il Presidente russo «intelligente come una volpe. E credo che Putin in passato abbia agito in modo più razionale», è «stato un rischioso prudente», ma in questa guerra sta«agendo in modo meno prudente rispetto al passato», sta «assumendo più rischi ora che in passato».
L’Ucraina dunque può vincere, ma solo con il sostegno illimitato dell’Occidente. «Gli ucraini hanno bisogno di molto di più» di quanto è stato dato loro, ha detto in una intervista a ‘La Stampa‘. «Hanno pezzi di artiglieria, munizioni. Di questi ne servono di più. E poi c’è bisogno di missili Cruise, di unità per la difesa delle coste per impedire alla Marina Russa di entrare decisamente nel conflitto e avere un impatto. Kiev deverafforzare e potenziare la difesa aerea per azzerare la superiorità russa nei cieli. E poi servono strumenti per migliorare gli attacchi su lunga gittata. Cannoni, artiglieria di precisione e ovviamente radar e strutture di intelligence di supporto». E per tutto questo sarà necessaria non solo la determinazione assoluta degli Stati Uniti, ma anche la coesione e la determinazione europea. «La mia speranza è che gli europei rimangano allineati e concentrati sulla missione: ovvero continuare a supportare Kiev perché gli ucraini stanno combattendo anche per la libertà in Europa, non solo per la loro. Diciamo quindi che spero che il messaggio venga recepito come lo è stato finora».

A fine marzo, i Ministri degli Esteri della NATO hanno ordinato al generale Breedlove di sviluppare, per metà aprile, un piano per rafforzare i legami militari dell’Alleanza con i membri dell’Europa orientale. Il generale Breedlove, parlando con il ‘New York Times‘, aveva detto che intendeva presentare «opzioni, insieme alle sue stesse raccomandazioni, per rafforzare le capacità aeree, marittime e terrestri dell’alleanza per difendere quelle Nazioni senza essere provocatorio. Le opzioni di potenza aerea, ha affermato, includono aerei che potrebbero proteggere lo spazio aereo delle Nazioni della NATO che confinano con la Russia, nonché aerei che potrebbero attaccare le forze a terra. Le opzioni navali includono l’aumento della presenza dell’alleanza nel Mar Baltico e l’istituzione di una presenza della NATO nel Mar Nero. Il generale Breedlove ha affermato che non escluderà il continuo dispiegamento di forze di terra, un passo che i membri del Baltico e dell’Europa orientale apprezzerebbero». Ora, a distanza di circa un mese, il generale queste forze di terrà vorrebbe vederle schierate dentro l’Ucraina.

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