lunedì, Maggio 16

Ucraina: sul ponte non sventolerà bandiera bianca “Gli ucraini non si arrenderanno e hanno la motivazione per condurre una campagna di resistenza popolare. I russi non hanno più riserve molto grandi ed essere impantanati per loro sarebbe un disastro, come lo sono stati la Cecenia e l'Afghanistan“. Intervista a Frank Ledwidge (University of Portsmouth)

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Sul ponte (dell’Ucraina) non sventola (o sventolerà) bandiera bianca’, si potrebbe dire parafrasando un celebre verso di una canzone di Franco Battiato. Del resto, è quello che sta accadendo:  rispetto alle attese di un ‘blitzkrieg’, l’invasione russa sta rallentando, anche vistosamente, e la  spiegazione – per dirla sempre in musica, con le parole del ‘Triangolo’ di Renato Zero – risiede nella resistenza ucraina che Vladimir Putin ‘non aveva considerato’.

È impossibile parlare della resistenza ucraina prescindendo dalle storie dei suoi protagonisti, tra cui il militare ucraino Vitaly Shakun Volodymyrovich che, il 24 febbraio, ha sacrificato la propria vita per rallentare l’avanzata dei tanks russi e dare il tempo al suo battaglione di riorganizzarsi: nello specifico, il passaggio russo sul ponte sul lago Henichesk, nell’oblast di Cherson avrebbe consentito all’esercito di ricongiungersi alla marina in Crimea. Per scongiurarlo, in ottica ucraina, era fondamentale far saltare in aria il ponte, ma occorreva qualcuno che lo minasse e poi lo facesse detonare nel più breve tempo possibile. «Il suo gesto eroico ha rallentato in modo significativo l’avanzata del nemico e ha permesso all’unità di ridistribuirsi e organizzare la difesa», lo hanno celebrato le forze armate ucraine su Facebook, assicurando che gli  sarà conferita un’onorificenza e avvertendo gli «invasori russi» che «sotto i vostri piedi la terra brucerà! Combatteremo finché vivremo! E finché saremo vivi combatteremo!».

Pochi giorni fa, di fronte alle coste di Zmiiny, anche nota come l’Isola dei Serpenti, una nave russa si preparava a scagliare l’attacco finale intimando il “Siamo una nave da guerra russa”,“Vi chiediamo di deporre le armi e di arrendervi per evitare spargimento di sangue e morti non necessarie”. Dall’altra parte, però, nessuno vuole alzare bandiera bianca e rispondono: “Nave da guerra russa… fottetevi”. Di lì a poco il silenzio e poi un massiccio attacco con bombe, dopo il quale ritorna il silenzio. A rendere nota questa vicenda, una registrazione diffusa dal sito del giornale ucraino Ukrayinska Pravda, che ha spinto il Presidente Zelensky, convinto dell’uccisione  dei 13 soldati, a conferirgli l’onorificenza di ‘eroi della resistenza’. In realtà, “abbiamo la forte convinzione che tutti i difensori ucraini dell’isola di Zmiinyi possano essere vivi”, ha reso noto ieri alla Cnn il Servizio della Guardia di frontiera statale dell’Ucraina, poi confermata dalla Marina che ha detto essere tutti prigionieri dei russi a Sebastopol, in Crimea.

L’esercito ucraino sta combattendo, nonostante i neri pronostici fatti alla vigilia della guerra di un possibile ‘bis’ dell’esercito afghano. Sebbene la Russia abbia schierato almeno 190 mila uomini e l’esercito ucraino conti 125 mila uomini, i combattimenti proseguono. In campo aereo, Mosca ha distrutto buona parte dei 105 aerei da combattimento ucraini, colpendo inizialmente proprio radar e postazioni missilistiche oltre ad altre installazioni militari terrestri, anche grazie ai circa 300 aerei da combattimento schierati intorno alla regione. Contemporaneamente, la Russia ha spostato potenti sistemi da difesa aerea S-400 nelle zone in cui ha schierato i  caccia. Secondo Mark Hertling, ex generale della Us Army, “ci sono due elementi che gli analisti militari considerano nel valutare la capacità di combattimento di un esercito: le risorse a disposizione e la volontà di combattere”. Le prime- afferma Hertling –  sono la quantità dei mezzi a disposizione, ma anche la qualità degli armamenti, la qualità dell’addestramento, la capacità della logistica di sostenere lo sforzo bellico. Da questo di vista, anche grazie ad oltre un decennio di ammodernamento e di riforma delle sue forze militari, la Russia ha ben poco da temere. Ma sulla voglia di combattere, il ‘morale’, il sostegno che si riceve dai propri cittadini, Kiev potrebbe non dover ‘tremare’ anche perché – afferma il generale Hartling – “ci sono esempi storici in cui una forza militare con risorse superiori è stata sconfitta da forze militari con messi inferiori ma con una volontà di combattere enormemente maggiore”. In quest’ottica, si può affermare che il russo “shock and awe”, la tecnica americana di bombardamenti per distruggere le installazioni militari del nemico e paralizzare la sua volontà di combattere, sembra non aver avuto effetto.

È evidente che c’è un forte squilibrio tra ucraini e russi, i quali possono far leva anche su missili cruise Iskander e missili balistici. L’Ucraina di recente ha ricevuto centinaia di missili antiaerei del tipo “Stinger” e di missili anti-tank per colpire i carri armati. Le stesse armi oggi si è impegnata a fornirle l’Italia, stanziando circa 12 milioni di euro, dopo che ieri il primo passo era stato fatto in sede europea: “Questo è un momento storico”, ha aggiunto l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell in conferenza stampa: “Gli europei hanno reagito in un modo che ha sorpreso tantissimi, a partire dai russi. Si dice che i progressi maggiori nell’Ue si fanno in tempi di crisi e penso che ci troviamo in uno di questi momenti. È caduto un nuovo tabù, quello per cui l’Ue non può usare i propri soldi per fornire armi. Abbiamo deciso di fornire 450 milioni di euro per l’acquisto di armi letali e 50 milioni per materiale non letale. La Polonia si è offerta in hub logistico per il trasporto, grazie a Varsavia”, ha aggiunto Borrell.

E si arriva alla storia della 21enne Yaryna Arieva e del neo marito Sviatoslav Fursin, che hanno deciso di anticipare le nozze al 24 febbraio, poche ore dopo che i carri armati russi avevano invaso il Paese. E subito dopo si sono arruolati volontari nell’esercito ucraino, con tanto di foto che li ritrae sorridenti e vicini mentre imbracciano i fucili, pronti a combattere. Arieva e Fursin, infatti, hanno entrambi aderito alle Forze di difesa territoriale, un ramo delle forze armate ucraine composto principalmente da volontari. Una volta armata, la coppia si è diretta all’ufficio del loro partito politico, la Solidarietà Europea. «In questo momento siamo qui e stiamo facendo tutto il possibile. C’è molto lavoro da fare, ma spero comunque che vada tutto bene», ha detto Arieva alla Cnn.

“Armatevi di molotov’ così ha esortato i civili sabato il Presidente Volodymyr Zelensky, ormai divenuto, rimanendo al suo posto e rifiutando salvacondotti per lasciare il Paese in sicurez, il vero eroe di questa resistenza. “Questi sono i punti vulnerabili della tecnologia ostile. Colpisci l’occupante! Insieme vinceremo!” è lo slogan lanciato attraverso i social dallo Stato maggiore delle forze armate dell’Ucraina, accanto ad uno schema con i principali veicoli in dotazione all’esercito russo e i loro punti deboli dove una molotov lanciata bene potrebbe fare danni. Le istruzioni ai civili per affrontare i russi girano in rete o sulle chat.

 

 

 

 

 

Sui social sono poi apparsi video su come preparare bottiglie incendiarie o molotov di cui un birrificio a Leopoli ha avviato una verapropria produzione. A Dnipro, terza città più popolosa dell’Ucraina, le bottiglie incendiarie già pronte sono state ammassate in piazza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Bloccate le strade percorse dalle colonne di mezzi di rifornimento russi con alberi, reti, cancelli, o qualsiasi altra cosa – scrive il battaglione ultra nazionalista Azov – Date fuoco ai boschi per fermare il nemico che transita, disinformate il nemico, coprite e nascondere i segni lasciati dai sabotatori russi su edifici vicini a siti strategici, ingannate il nemico bruciando pneumatici e paglia per fare molto fumo”.

 

 

 

 

 

L’esercito ucraino ha anche chiesto ai cittadini di Kiev di fornire informazioni sui movimenti militari russi in città, ma anche di cambiare e rimuovere i cartelli stradali per disorientare il nemico: “Smontate la segnaletica su tutte le strade del Paese. Il nemico non conosce le zone e non sa orientarsi. Aiutiamoli ad andare all’inferno”. E  nella capitale sono state approntate anche barricate improvvisate con sacchi di sabbia. Se l’esercito russo vorrà avere ragione rapidamente della resistenza, è possibile che inizi ad usare armamenti pesanti sulle città: è quello che, secondo Human Rights Watcher, avrebbe iniziato a fare ricorrendo a bombe a grappolo.

La capitale Kiev si prepara ad essere assediata in quanto uno dei principali obiettivi, anche perché centro di comando della resistenza. L’ex pugile oggi sindaco, Vitali Klitschko afferma che “non ci sono truppe russe nella capitale. I nostri militari e le forze dell’ordine continuano a rilevare e neutralizzare i sabotatori. Ci sono stati scontri e sparatorie durante la notte”. Il che avrebbe giustificato il coprifuoco totale, anche di giorno, fino alle 8 di questa mattina. Nella serata di ieri la situazione è parsa ancora più confusa quando in un’intervista ad Associated Pres Klitschko aveva parlato di città accerchiata tanto da rendere le evacuazioni impossibili. A stretto giro lo stesso primo cittadino aveva smentito le sue parole:  “In serata, pubblicazioni online russe hanno diffuso informazioni, riferite a me, secondo le quali Kiev sarebbe circondata e l’evacuazione delle persone sarebbe impossibile”, aveva affermato in una nota, “ed è strano che i canali Telegram ucraini abbiano iniziato a diffonderle… Non credete alle bugie! Credete solo alle informazioni da fonte ufficiali. Resisteremo insieme. L’Ucraina vincerà!”. Un portavoce di Klitschko aveva chiarito al Kyiv Independent che il sindaco era stato frainteso e che le informazioni sulle truppe russe che avrebbero circondato la città sono “una menzogna e una manipolazione”.

Intanto, si combatte ad Odessa così come a Mariupol, i principali porti strategici del Paese. Alexander Markushin sindaco di un comune a nord di Kiev, annuncia su twitter: “Sono arrivati i carri armati, ma con i ragazzi abbiamo respinto l’attacco. Teniamo Irpin e stanno arrivando i rinforzi”. Ma lo scontro più duro sembra si stia combattendo a Kharkiv, seconda città del Paese a 39 chilometri dal confine con Mosca, e lì la resistenza ucraina si sta facendo sentire. Il governatore Oleh Synyehubov annuncia a metà mattinata: “Kharkiv è completamente sotto il nostro controllo!”. Nel bollettino di guerra del ministero della Difesa ucraino sarebbero addirittura 4300 le perdite inflitte al nemico fra morti e feriti, oltre a centinaia di prigionieri. Anche se le cifre non fossero attendibili, il generale Igor Konashenkov, portavoce delle forze armate russe, ammette che “sfortunatamente ci sono morti e feriti tra i nostri commilitoni, ma molto meno rispetto agli ucraini”. Il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, sottolinea in una conferenza stampa in rete che “stiamo sanguinando, ma infliggendo pesanti perdite al nemico”, confermando il via libera, con decreto del Presidente Volodomyr Zelensky, alla “brigata internazionale”, perché – spiega Kuleba – “in questi giorni abbiamo ricevuto centinaia di richieste dall’estero per venire a combattere i russi. Sono tutti benvenuti”.

Più territorio la Russia vorrà occupare e mantenere sotto il suo controllo, più dovrà fare i conti con la guerra asimmetrica della resistenza ucraina. Certo è che non arriverà impreparata, memore di ben due guerre cecene. Ma è anche vero che una forte tradizione di guerra partigiana in Ucraina, dove le idee di “difesa territoriale” – gruppi di ribelli che combattono piccole azioni sul terreno che sanno bene appoggiate, ove possibile, da unità dell’esercito regolare – sono profondamente radicate. Nei primi giorni della guerra fredda, dopo che il paese era stato liberato dall’occupazione tedesca, l'” Esercito insorto ” antisovietico fu definitivamente sconfitto solo nel 1953. Durante questo periodo causò decine di migliaia di vittime.

L’Ucraina ha la Struttura della Forza di difesa territoriale di oltre 150 battaglioni, geograficamente assegnati a coprire tutto il territorio ucraino. Queste unità non sono uniformemente funzionanti, né sono completamente presidiate e attrezzate. Tuttavia, forniscono un’agenzia localizzata tramite la quale organizzare la sicurezza e la resistenza delle infrastrutture. L’Ucraina sta pubblicizzando apertamente il suo movimento di resistenza come uno dei tanti segnali destinati a scoraggiare l’invasione. Le unità di resistenza ucraine si sono formate organicamente e spontaneamente nel 2014, spesso finanziate da oligarchi del settore privato , piuttosto che dallo stato. Da allora, l’Ucraina ha regolamentato o incorporato molti di questi irregolari nel tessuto dei suoi piani di difesa. È possibile che le forze di resistenza saranno chiamate a combattere quando e dove i regolari ucraini non possono. Il visibile piano di guerra partigiana dell’Ucraina, insieme ad altre misure di deterrenza, mira a scoraggiare una nuova offensiva russa.

L’ Ucraina ha approvato una legge innovativa, ‘On the Foundations of National Resistance’, nel luglio 2021. La legge crea un quadro giuridico in base al quale incorporare, organizzare e guidare una resistenza cittadina, nonché una specificazione del ruolo degli irregolari, delle milizie e altre azioni di resistenza dei cittadini. Dal momento che il governo ucraino comprende che non tutta la resistenza è resistenza produttiva, la legge stabilisce limiti legali attraverso i quali lo stato può monitorare, contenere o bloccare la resistenza controproducente. Lo spettro di tutti i cittadini che prendono le armi in un momento caotico è da incubo per l’Ucraina come lo è per la Russia. Nella crisi in corso di oggi, l’Ucraina teme gli spazi illegali in cui prosperano le tattiche ibride russe e cerca di evitare il crollo globale della società.

Il potere dei movimenti di resistenza è la loro capacità di portare l’opposizione su scala, presentando molteplici dilemmi a forze di occupazione qualificate, ma sature di compiti. I movimenti di resistenza sono, per definizione, non armati e perderebbero in un combattimento convenzionale. I pianificatori ucraini sono consapevoli che le forze regolari russe possono prendere terreno. Mentre gli operatori speciali qualificati impiegano anni per selezionare e formare, la resistenza civile ha un vantaggio di partecipazione in quanto non ci sono requisiti di qualificazione. Per l’Ucraina, con la sua enorme popolazione, le dimensioni contano.

Cosa rischia la Russia a fronte di una coriacea resistenza ucraina? E quante probabilità ha la resistenza ucraina di non perire in tempi brevi? Lo abbiamo chiesto a Frank Ledwidge, esperto di strategia militare dell’University of Portsmouth ed autore di libri come ‘Aerial Warfare’ e ‘Losing Small Wars’.

Dottor Ledwidge, Lei scrive: “Le decantate forze armate russe hanno già dispiegato gran parte delle loro truppe di terra e hanno una capacità molto limitata sia di occupare il terreno conteso dagli insorti o, cosa ancora più importante, di sostenere le operazioni oltre la prima fase di ‘invasione’ della guerra . L’ultima cosa che Putin vuole è una guerra prolungata, con sanguinosi combattimenti urbani ed echi della Cecenia, che è ciò che è probabile che le forze ucraine gli daranno”. Due giorni fa, Mosca ha ordinato l’’offensiva totale’. Sono ore di attacchi intensi intorno a tutte le principali città ucraine. “Gli ucraini stano tenendo. Zelensky è rimasto al suo posto, la preparazione delle Forze armate è adeguata e loro capacità di reazione è stata superiore alle aspettative russe” ha detto il Generale Claudio Graziano, Presidente del Comitato militare dell’Unione europea. L’impressione è che l’invasione si sia rallentata, soprattutto a causa della resistenza. Invece che ‘guerra lampo’, si combatte ‘casa per casa’. C’è stato errore di calcolo da parte russa sulla resistenza (militare e civile) ucraina? Perché?

Sì, gli analisti militari sono sconcertati da errori russi non forzati, come il tentativo di un assalto aereo in uno spazio aereo difeso (in particolare all’aeroporto di Holomets a nord di Kiev), considerato poco meno che pazzo dagli esperti occidentali. Ci aspettavamo tutti che le forze armate russe fossero all’inizio molto più efficienti nel distruggere il sistema di difesa aerea ucraino. Cinque giorni dopo l’inizio della campagna non l’hanno ancora fatto. Sospetto che molti analisti, me compreso, abbiano avuto la tendenza a credere alla valutazione delle proprie capacità da parte del russo. Li abbiamo visti in Siria dove hanno ottenuto un successo strategico per conto del regime siriano. Quella era ovviamente una guerra molto diversa contro avversari molto meno capaci. Non abbiamo prestato sufficiente attenzione ai loro limiti tattici, e soprattutto al fatto che non avevano limiti logistici in Siria, a differenza dell’Ucraina, che è anche una campagna su un’area molto più ampia. Molti sono sorpresi dalla mancanza di un piano russo efficace. Inoltre, le forze ucraine sono, come ho suggerito, molto ben motivate e ora armate con alcune delle ultime armi occidentali. C’è un altro fattore che vale la pena menzionare. Molti alti ufficiali ucraini hanno esperienza personale al fianco delle forze russe durante il periodo sovietico o combattendole più di recente. Sanno come pensano le loro controparti senior.

Due giorni fa, Zelensky ha invitato i cittadini ad armarsi di molotov. Tu scrivi: “Molti ucraini hanno una conoscenza di base del maneggio delle armi: le diverse centinaia di migliaia di riservisti chiamati a causa dell’invasione russa lo hanno certamente. Possono essere leggeri sui carri armati moderni e sulle armi sofisticate, ma potrebbero avere un vantaggio negli ambiti morali e concettuali.” Quindi, come valuti la resistenza civile? E questa, pur non avendo grande equipaggiamento, potrebbe avere un morale più alto? Per quanto potrebbe avere il morale così alto?

Ci sono prove che le forze di difesa territoriale ucraine del tipo che ho descritto stanno avendo un grande effetto nell’attaccare le linee di rifornimento russe. Inoltre, nelle aree edificate, una forza di combattenti ben guidata può neutralizzare i vantaggi delle forze corazzate. Questi sono i primi tempi, ma non c’è motivo di supporre che finché manterranno il sostegno della loro gente (cosa che accadranno) e il sostegno attivo dell’Occidente, il loro morale verrà meno. Inoltre, è importante ricordare che oltre 400.000 ucraini hanno prestato servizio al fronte nel Donbas. Molti di questi sono molto esperti nel contrastare le forze russe e molti di questi rafforzeranno le Forze di Difesa Territoriali..

Zelensky resta a Kiev, rifiutando salvacondotti. Tramite l’uso accorto della comunicazione, è diventato il leader della resistenza. È lui la vera rivelazione? E quanto sta aiutando a cementare la resistenza?

Una leadership ferma e sicura è assolutamente vitale. Abbiamo visto cosa è successo in Afghanistan quando il leader è di bassa qualità e manca di semplice coraggio fisico. Perché un soldato dovrebbe combattere per un leader che non è disposto a combattere se stesso, o addirittura rimanere nel paese?

C’è il rischio anche di una guerra civile interna tra ucraini?

A un livello limitato e in alcuni luoghi, forse la Crimea e ovviamente il Donbas, ci saranno simpatizzanti russi. Molti credevano che ci sarebbe stato un notevole sostegno per gli invasori nell’est del paese, ma che non sembra essersi materializzato. Un piccolo avvertimento, sappiamo poco di ciò che sta accadendo dalla parte russa delle linee.

Anche l’Esercito ucraino si sta mostrando più capace di resistere rispetto alle aspettative. Eppure tu scrivi: “Dal 2014-15, l’Ucraina ha triplicato il suo budget per la difesa e ha tentato di modernizzare le sue forze, non solo per difendersi dalla Russia, ma per conformarsi agli standard richiesti dalla NATO come requisito di ingresso. I risultati sono stati contrastanti”. Perché? Ci puoi fare un quadro dello stato tecnico attuale delle forze armate ucraine, sottolineando i punti di forza e di debolezza che sta mostrando in questa guerra?

Un esempio di ciò è stato il programma di modernizzazione delle loro unità meccanizzate e corazzate. Ereditarono una flotta di veicoli molto varia, ma il programma per modernizzare quella forza procedeva lentamente e non in modo particolarmente efficiente. Sebbene l’aviazione non abbia ricevuto molti nuovi aerei, gli ucraini hanno recentemente investito in droni di fabbricazione turca. Come ho detto, i carri armati e i veicoli corazzati ucraini sono generalmente di un’annata più antica di quelli posseduti dalla maggior parte delle unità russe. Gli analisti sono perplessi dal fatto che le forze di terra russe non sembrano ancora aver schierato nessuno dei loro carri armati più moderni, poiché i più vecchi, che sono essi stessi più moderni di tutti, ma i migliori modelli ucraini sono vulnerabili ai carri armati di fabbricazione svedese e in gran parte britannici missili forniti (NLAW) e di fabbricazione statunitense (Javelin).

Esiste una corrente filo-russa nell’esercito ucraino?

Non lo so, ne dubito. Non sembra esserci alcuna prova di ciò. Tuttavia, ci sono certamente prove che le unità speciali russe utilizzino le uniformi ucraine come forma di “perfidia” per creare confusione dietro le linee.

Lei è un esperto anche di ‘aerial warfare’ a cui ha dedicato diversi libri. Abbiamo visto che caccia ucraini sono riusciti ad abbattere alcuni jet russi. Cosa non sta funzionando nell’offensiva russa? Quali sono le maggiori debolezze mostrate dalle forze armate russe, sia per terra che per aria?

Analisti come me sono sorpresi quasi al punto da essere scioccati dal fatto che i russi abbiano iniziato le loro offese a terra prima di ottenere quello che gli inglesi chiamano (usando una frase italiana del generale Douhet) ‘comando aereo. Per illustrare, prima dell’operazione “Desert Storm” per riprendere il Kuwait nel 1991, gli alleati hanno trascorso 100 giorni ad attaccare dall’aria obiettivi militari e strategici iracheni prima dell’invasione di terra. L’invasione di terra riuscì trionfalmente principalmente a causa di questa campagna aerea che aveva distrutto l’esercito iracheno come forza combattente efficace. La prima fase, e la precondizione essenziale per il resto, è stata la distruzione della potenza aerea irachena. Ciò a sua volta richiede quella che viene chiamata “Soppressione delle difese aeree nemiche” (abbreviata in SEAD) che consente all’aereo attaccante di operare liberamente. I russi invece di seguire questo approccio lineare – una cosa poi l’altra – sembrano aver avuto l’intenzione di condurre ‘attività simultanee’, presumibilmente per velocizzare le cose. Chiaramente si presumeva che la fase “SEAD”, che avrebbe dato la priorità alla distruzione di missili antiaerei, radar e soprattutto aerei a terra, avrebbe avuto successo. Questa ipotesi è sbagliata. Tuttavia, credo che senza rinforzi, gli ucraini non possano sostenere la loro forza aerea come forza efficace. Tuttavia, ora si parla di rafforzare l’aviazione ucraina sostituendo le perdite dovute al vecchio stock delle forze aeree dell’Europa orientale della NATO. Sono molto sorpreso che non abbiamo visto più potenza aerea russa che ha svolto un ruolo centrale nelle recenti campagne russe come quella in Siria. Hanno subito perdite, secondo fonti ucraine, ma non sono state disastrose anche se si deve credere a queste notizie. La mia valutazione è che i russi o siano eccessivamente avversi al rischio nel dispiegamento delle loro migliori risorse aeree, o che le stiano conservando per un uso successivo. Forse entrambi. Sono tuttavia sorpreso e impressionato dal fatto che gli ucraini stiano ancora pilotando efficacemente aerei e droni con equipaggio, compresi i loro droni Bayraktar TB2 forniti dalla Turchia e recentemente acquisiti, che sono molto simili a quelli utilizzati da Stati Uniti, Regno Unito e altre forze della NATO. Prima della guerra, mi sarei aspettato che fossero distrutti dai missili antiaerei russi. Grazie al loro successo ora vengono dati vecchi caccia polacchi e aerei d’attacco. Speriamo che possano mantenere il loro accesso alle piste e alle strutture per mantenere la loro forza aerea in cielo

Quanto potrà durare l’attacco prima che il morale dell’esercito russo inizi a calare? L’aspetto ‘psicologico’ della ‘fratellanza’ tra russi e ucraini sta fiaccando l’attacco russo?

Domanda interessante. esito a fare tali previsioni perché al momento stiamo vedendo solo un lato della lotta e penso che i dati siano limitati. L’esercito russo è composto per circa la metà da coscritti con poca o nessuna esperienza operativa. Di fronte a un’opposizione determinata non si può fare affidamento su di essi per durare a lungo prima che il morale fallisca e ci sono certamente segni che ciò stia accadendo. L’altra metà dell’esercito è composta da soldati “a contratto” o professionisti. Non è chiaro se questi siano stati ancora pesantemente schierati.

Tu scrivi: “C’è una forte tradizione di guerra partigiana in Ucraina dove le idee di “difesa territoriale” – gruppi di ribelli che combattono piccole azioni sul terreno che sanno bene appoggiate, ove possibile, da unità dell’esercito regolare – sono profondamente radicate”. In cosa consiste la tradizione di guerriglia ucraina?

In tutta l’Europa orientale (e in effetti in Italia) esiste una forte tradizione di guerra partigiana che equivale a forze semi-regolari a difesa delle proprie località. Nel caso ucraino, le forze di riserva sono in parte costituite da un gran numero di queste truppe chiamate “Forze di difesa territoriale”. Li vedi occasionalmente nei video di combattimento, indossano bracciali gialli per identificarsi. Va detto che l ‘”Esercito insorto” di cui ho parlato nell’articolo, come altre unità simili in Polonia e negli Stati baltici, sono visti da molti russi come non migliori dei banditi che erano bande antisemite di estrema destra. C’è del vero in questo, ma non è affatto tutta la verità.

Ieri, sono stati bombardati le ferrovie che collegano Russia e Ucraina. Tu scrivi: “La guerra prende il suo corso, ma l’approccio ucraino probabile e ragionevole sarà quello di scambiare terra per tempo. Spereranno di infliggere vittime e di attirare le forze russe nelle aree urbane dove i loro vantaggi sono meno pronunciati”. Ci puoi spiegare i possibili piani di resistenza ucraina? Azioni di sabotaggio come far saltare i ponti e le infrastrutture?

Sta succedendo questo. Vediamo le forze armate ucraine ritirarsi dietro barriere difendibili, come il fiume Dniepr, e far saltare in aria i ponti dietro di loro. Lo vedremo accadere a Kiev e in altre città. Chiaramente, questo crea seri problemi ai piani russi, è possibile attraversare i fiumi, ma tentare di farlo sotto tiro è difficile e costoso. Per quanto riguarda le città, come ho indicato in precedenza, le città sono lo scenario da incubo per le truppe d’attacco. Tutti i vantaggi sono con i difensori.

Nella guerriglia, la resistenza ucraina ricorrerà anche al cyber?

Sì, lo vediamo sempre. È interessante notare che il gruppo Anonymous, composto tra l’altro, capisco in parte da hacker russi e ucraini, ha dichiarato il suo sostegno all’Ucraina e, tra le molte altre azioni, ha bloccato la radio militare russa e altri organi di stampa e ha attaccato con successo il Cremlino e la Russia Siti web di MOD. Senza dubbio vedremo anche attacchi alle infrastrutture russe. Vedremo continuare questa tendenza, poiché il dominio dell’informazione, come vediamo ora chiaramente, è assolutamente vitale nel conflitto moderno nella battaglia per il vantaggio narrativo e militare.

Come commenta la notizia che il governo ucraino sta liberando quei detenuti ucraini che hanno avuto esperienza con le armi?

Per quanto riguarda la notizia che hanno rilasciato prigionieri, la mia opinione iniziale è che probabilmente ci sono alcuni tipi di criminali che non dovrebbero mai essere rilasciati. Ovviamente quando inizi a farlo può essere visto come un segno di disperazione. In pratica, però, quando le strutture statali inizieranno a crollare (non ancora, ma lo faranno) gestire le carceri sarà molto difficile. Forse stanno facendo di necessità virtù.

Il Presidente ucraino Zelensky ha parlato della formazione di una ‘legione straniera’ di volontari. Sarebbero d’aiuto?

Arriveranno da tutta Europa. Questa è in realtà una questione piuttosto complessa. Non ho dubbi che l’Ucraina non vuole né ha bisogno di personale non addestrato, per il semplice motivo che non sarà in grado di addestrarlo, amministrarlo, comandarlo o controllarlo. Vogliono soldati addestrati. Sospetto che per motivi legali e per rispettare il diritto internazionale dei conflitti armati, queste persone saranno arruolate in qualche modo nelle forze armate ucraine. Usati correttamente, soldati stranieri ben addestrati ed esperti sotto un comando capace saranno molto utili, proprio come lo sono la Legione Straniera francese oi Gurka britannici. Ciò che l’Ucraina deve evitare è assumere tipi mercenari indisciplinati, che non sono suscettibili di comando e controllo disciplinati. I russi sfrutterebbero rapidamente questo come prova che il governo ucraino è così disperato da coinvolgere combattenti stranieri indisciplinati. Questo alimenterebbe la loro narrativa. A proposito, è interessante che il ministro degli Esteri britannico abbia affermato che il Regno Unito sosterrà i volontari. Questo è di per sé sorprendente, poiché è tecnicamente illegale arruolarsi in un esercito straniero. Sospetto che sia per fornire copertura legale a operazioni discrete. È anche molto probabile che non abbia apprezzato le implicazioni di ciò che stava dicendo, e recentemente altri ministri si sono tirati indietro dal fare lo stesso..

Lei ha scritto: “In caso di sconfitta sul campo, i difensori dell’Ucraina potrebbero andare incontro a un’insurrezione ben armata, altamente motivata e prolungata, probabilmente sostenuta dall’Occidente”. Dagli Stati Uniti, arriveranno 350 milioni di dollari in nuova assistenza militare all’Ucraina. Anche altri Paesi NATO come Francia, Germania e Belgio, l’Unione Europea in generale, hanno deciso di fornire armamenti a Kiev. Quali tipologie di armi verranno inviate? E serviranno?

Panzerfaust tedesco, NLAW britannico/svedese (Nuova arma anticarro leggera), missili anticarro Javelin britannico-americano, missili antiaerei Stinger statunitensi. Tutti sono altamente efficaci e richiedono una formazione limitata per essere utilizzati.

Quali sono i rischi di un sostegno alla resistenza? L’esperienza afghana non insegna nulla?

La sfida principale sarà cercare di bilanciare i livelli degli aiuti militari con la percezione, da parte dell’alto comando russo, che la NATO stia di fatto combattendo a fianco degli ucraini. Putin ha messo in guardia su questo e ha anche aumentato lo stato di allerta nucleare di alcune armi russe. Nella misura in cui c’è una lezione dall’Afghanistan, è ‘non essere coinvolti in insurrezioni prolungate come potenza occupante’. Il principale rischio rappresentativo di incoraggiare il dispiegamento di combattenti o mercenari stranieri è quello di essere associato a crimini di guerra che sono molto comuni nelle guerre irregolari o nelle insurrezioni. Questo è il motivo per cui ho sottolineato in precedenza l’importanza vitale di reclutare le persone giuste.

L’Occidente potrebbe inviare milizie mercenarie?

Si parla apertamente di utilizzare compagnie militari private e sono certo che stiano già facendo pressioni per questo business. Nelle mani giuste possono essere utili, ma occorre prestare molta attenzione agli aspetti di presentazione del pagamento e dell’utilizzo dei “cani da guerra”.

Il possibile arrivo di 70mila ceceni sarebbe d’aiuto all’invasione oppure no? Va sottolineato anche che c’è uno scontro anche tra ceceni: da una parte c’è Ramzan Kadyrov, l’attuale sanguinario padrone filo-russo della Cecenia; dall’altra parte, il gruppo “Sheikh Mansour” nemici giurati di Mosca.

Abbiamo visto molti soldati ceceni schierati in Ucraina negli ultimi giorni e il loro dispiegamento è diventato più evidente. Questa guerra è molto impopolare tra i russi e sembra estendersi ai soldati, alcuni dei quali sembrano essere riluttanti a combattere. Questo non si applicherà ai ceceni che sono stati coinvolti proprio per impegnarsi in una guerra urbana. Queste persone non sono note per il loro attaccamento al comportamento militare professionale, nemmeno meno dei russi. Possiamo aspettarci una grande quantità di brutalità da loro. L’Ucraina ovviamente può rappresentare queste persone come mercenari selvaggi. Alcuni di loro possono essere tatticamente utili e possono avere esperienza militare. Tuttavia, lo stesso vale per gli ucraini; in più sono in casa.

Da parte russa, sono state anche schierate milizie mercenarie della Wagner?

Quasi certamente. Ho sentito che questi compongono alcune delle squadre dietro le linee schierate sotto mentite spoglie a Kiev per interrompere le difese ucraine.

In queste ore Human Rights Watch denuncia l’uso russo di munizioni a grappolo, armi letali vietate. Cosa ne pensa?

Per quanto ne so, la Russia non ha aderito alla relativa convenzione (nota come Processo di Oslo) perché la considera un’arma militare legittima. Questo non li scagiona in alcun modo poiché lo stanno usando indiscriminatamente, il che è un crimine di guerra.

Lei sottolinea che “l’ultima cosa che Putin vuole è una guerra prolungata, con sanguinosi combattimenti urbani ed echi della Cecenia, che è ciò che è probabile che le forze ucraine gli daranno”. “Da Putin lo stesso errore dell’URSS di quarant’anni fa” ha dichiarato l’economista, Paul Kennedy. Il Presidente francese Emmanuel Macron parla di conflitto che «durerà» a lungo. Pensi che l’Ucraina possa trasformarsi in un ‘Afghanistan’, in un pantano per Putin? E la lezione afghana è la lezione non imparata da Putin?

Penso che questa possa diventare una reale possibilità. È chiaro a tutti che gli ucraini non si arrenderanno e che hanno la motivazione per condurre una campagna di resistenza popolare. I russi non hanno più riserve molto grandi ed essere impantanati per loro sarebbe un disastro, come lo sono stati la Cecenia e l’Afghanistan.

Lei scrive: “Nel suo discorso sulla “dichiarazione di guerra” Putin ha minacciato “conseguenze che non avete mai incontrato nella vostra storia” a coloro che “cercano di ostacolarci”, facendo chiaramente riferimento al vasto arsenale nucleare russo. Di fronte alla sconfitta o all’umiliazione, la razionalità può scarseggiare”. Oggi, la Russia ha messo in stato di allerta il sistema di dissuasione nucleare. Perché? E, allora, l’uso di armi nucleari non è più un’ipotesi remota?

Sono davvero molto preoccupato per questo. Qui entriamo nei giochi che giocano i grandi poteri. Il problema, come Putin saprà, è che l’Occidente deve rispondere aumentando il proprio stato di allerta. Ciò significa che la NATO deve iniziare a vedere gli schieramenti russi alla luce delle minacce di Putin, e forse agire di conseguenza. Il risultato di ciò potrebbe essere un disastroso malinteso. Credo che gli alti ufficiali militari professionisti di entrambe le parti comprendano i rischi e che mitigheranno il rischio, ma rimane comunque. Nonostante le notizie finora di morte e danni di civili, le vittime sono state, che ci crediate o no, molto leggere. , penso perché è stato dato loro l’ordine di evitare troppe vittime civili. Chiaramente non si aspettavano questo livello di resistenza. Sono i primi giorni di guerra. Sono certo che se non verrà raggiunto un accordo, la campagna russa diventerà molto più letale e feroce, con l’uso estensivo e indiscriminato di armi pesanti. Vedo che le circostanze potrebbero diventare così gravi, un assedio davvero brutale di Kiev, per esempio, che la NATO considera effettivamente di intervenire in qualche modo. Se ciò accade siamo in una situazione molto diversa. Se sembra probabile la sconfitta, o l’umiliazione, Putin potrebbe scagliarsi altrove. Non ho la capacità di prevedere il futuro, ma temo che non ci sia alcuna opzione per Putin di ritirarsi senza una concessione significativa fatta dall’Ucraina in modo che possa dichiarare vittoria. Allo stesso modo, sembra che gli ucraini non vedano alcun motivo ora per arrendersi o concedere. Quindi abbiamo la prospettiva di una guerra lunga e brutale.

La guerriglia e la resistenza ucraina potrebbero essere un ostacolo per le trattative tra Russia e Ucraina?

Ne dubito.

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