venerdì, Maggio 7

Ucraina: speranze di pace field_506ffb1d3dbe2

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Si sentono ancora gli spari e si continua a morire in tutta l’Ucraina orientale, ma sembra che il difficile compromesso raggiunto dai leader russo e ucraino stia reggendo. La tregua tra il governo ucraino e i ribelli filo-russi è stata firmata il 5 settembre in terreno neutrale, la capitale bielorussa Minsk, alla presenza di un diplomatico russo e di un delegato dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Prevedeva il cessate il fuoco immediato, uno scambio di prigionieri e una serie di altre mosse per ridurre le tensioni. Gli Stati Uniti e l’UE sono rimasti scettici e hanno colpito la Russia con nuove sanzioni solo pochi giorni dopo la firma dell’accordo di pace. Una mossa, questa, che ha attirato da parte del Cremlino aspre critiche e accuse all’Occidente di voler punire Mosca in modo irragionevole e nonostante la de-escalation della crisi.

Tre settimane dopo la firma, il cessate il fuoco resiste ancora, così dice il presidente ucraino Petro Poroshenko. Lui ha un grande interesse a pubblicizzare il successo della sua iniziativa di pace, anche se la situazione sul terreno potrebbe essere ancora tesa. Proprio il mese scorso, Poroshenko sembrava pensare a una prossima vittoria sui ribelli, mentre le forze ucraine avanzavano, bloccando questi ultimi nelle loro principali roccaforti. Ma, con una contro-offensiva, hanno rapidamente trasformato la tendenza, e negli ultimi giorni del mese di agosto le truppe governative sono state costrette a fuggire.

L’Ucraina e l’Occidente hanno detto che il motivo del cambiamento è che Mosca ha inviato le unità dell’esercito regolare a salvare i separatisti. La Russia ha negato -ma un leader ribelle ha riconosciuto- che i soldati russi dell’esercito si sono uniti alla battaglia in veste ufficiale.

La strana dichiarazione suonava come un segnale che il Cremlino non avrebbe esitato a lanciare un’invasione in piena regola, se necessario per evitare la sconfitta dei ribelli. Mentre la loro offensiva stava minacciando di aprirsi un corridoio in Crimea, la penisola del Mar Nero annessa alla Russia nel mese di marzo, e di tagliare interamente l’Ucraina dal mare, ricco di petrolio, di Azov, Poroshenko ha definitivamente abbandonato le speranze di  risolvere il problema orientale con la forza e ha cominciato a negoziare un accordo di pace con il presidente russo Vladimir Putin.

L’accordo del 5 settembre, che ha fatto seguito a un incontro tra i due leader e alle loro conversazioni telefoniche, sembrava vago ed è stato respinto da molti come una falsa partenza. Ma le settimane successive hanno dimostrato che Putin e Poroshenko hanno raggiunto un accordo più ampio e dettagliato rispetto a un laconico memorandum sul cessate il fuoco.

Una componente chiave di tale accordo sembrerebbe una legge con cui l’Ucraina concede alle regioni ribelli un notevole grado di autogoverno. La norma permette loro di eleggere gli organi di governo locali e i procuratori, nonché di strutturare una forza di polizia, o, essenzialmente, di formalizzare un controllo di fatto sul territorio. Un’altra misura prevede l’amnistia generale per i ribelli, con la salvaguardia di quelli trovati colpevoli di omicidi e altri reati gravi. Le restrizioni, tuttavia, sembrano in gran parte simboliche, mentre il governo ucraino non ha alcun controllo efficace sulle regioni orientali.

Entrambe le leggi sono state rapidamente approvate dal Parlamento ucraino, questa settimana, durante un’insolita sessione ‘dietro le porte’, con una segretezza che è stata subito strumentalizzata dai critici di Poroshenko per accusarlo di cercare di nascondere i dettagli dell’accordo. Tali accuse di debolezza e tradimento rischiano di danneggiare il presidente ucraino nella campagna elettorale per le politiche del 26 ottobre.

La maggior parte dei partiti si stanno basando, nelle loro campagne elettorali, su dure dichiarazioni anti-russe e sulle promesse di sconfiggere Mosca, ma Poroshenko evidentemente pensa che la migliore strategia elettorale sia dimostrare che la sua iniziativa di pace è un successo. Mentre la rabbia contro la Russia continua a scorrere, in Ucraina si rafforzano sentimenti profondi e patriottici, e molte persone si sentono sempre più esasperate e stanche dopo cinque mesi di ostilità che sono costati migliaia di vite.

L’attuale indice di gradimento di Poroshenko – che è giunto circa al 60 per cento – mostra con chiarezza che i suoi sforzi di pace hanno l’ampio sostegno del pubblico. Il suo partito ne ha molto bisogno, per vincere le elezioni con numeri sufficienti a costruire una forte coalizione per il futuro parlamento.

Poroshenko affronta la sfida forte posta dal primo ministro Arseniy Yatsenyuk, un finanziere con forti legami con gli Stati Uniti, che confida nel voto per prendere il potere. Con i poteri della presidenza ridotti in modo significativo, dopo la cacciata dell’ex leader ucraino filo-russo, il primo ministro ora esercita un ruolo decisivo in tema di economia e sfera finanziaria. Dimostrando chiaramente le proprie ambizioni di crescita, Yatsenyuk ha lasciato il partito dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko per formarne uno suo, con l’attuale presidente del parlamento e con molti altri alti funzionari.

Altri attori della campagna elettorale sono i diversi partiti nazionalisti, che dovrebbero comportarsi tutti bene alle urne. Costruire una coalizione nel nuovo parlamento sarà probabilmente un processo lungo e doloroso, e Poroshenko ha bisogno che l’accordo di pace riesca, per vincere le consultazioni. Ha bisogno di pacificare l’est e risolvere la controversia del gas con la Russia prima che arrivi l’inverno, stagione che porterà a inevitabili carenze di carburante e a maggiori difficoltà economiche nel Paese.

La Russia, a sua volta, vuole l’accordo di pace per ottenere una tregua dalle sanzioni di Stati Uniti e UE, che hanno dolorosamente colpito un’economia già sull’orlo della recessione. Putin spera che la concessione di auto-regolamentazione alle regioni ribelli basti a mantenere alta la pressione sull’Ucraina e costringerla a prendere in esame l’interesse di Mosca. Anche se molti in Occidente sospettano che il leader russo abbia il progetto di ripristinare l’impero sovietico, le sue ambizioni sembrano essere più moderate: impedire all’Ucraina di cadere completamente nell’orbita occidentale e impedire che possa mai aderire alla NATO.

Annettere più territori dell’Ucraina servirebbe certo a innescare la devastante punizione dell’Occidente e comporterebbe enormi costi che la traballante economia russa non può affrontare, ecco perché una vera e propria invasione dell’Ucraina non è desiderabile, per Putin. Un conflitto congelato nell’Ucraina orientale lo aiuterebbe invece a raggiungere i suoi obiettivi, mantenendo alta e costante la pressione sul governo ucraino. Mesi di combattimenti, in cui le forze ucraine hanno attaccato le zone residenziali e hanno ucciso migliaia di persone hanno già instillato nella popolazione locale un profondo risentimento contro le autorità di Kiev.

traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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