martedì, Maggio 18

Ucraina, sangue a Est Altri 100 morti a Donetsk. I leader Ue a Bruxelles per trattare le nomine

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Ucraina, scontri tra manifestanti pro e contro Russia a Donetsk

Battesimo nel sangue per il re del cioccolato Petro Poroshenko, dal 25 maggio scorso neo Presidente dell’Ucraina. All’indomani dei risultati, contro l’unità nazionale si combatte violentemente nella provincia orientale di Donetsk. I separatisti dell’autoproclamata Repubblica popolare (Dnr) hanno denunciato «100 morti, almeno la metà dei quali civili», nelle battaglie contro l’esercito spedito a riprendere il controllo della città. Fonti mediche hanno parlato di «almeno 30 cadaveri all’obitorio». Ma altri corpi non sarebbero stati ancora recuperati dai filorussi, perché «sotto il tiro dei cecchini». L’escalation militare nell’Est è proseguita per tutta la giornata, tra i rinforzi dei miliziani armati di Lugansk, «diretti verso Donetsk per dare man forte» e le unità regolari ucraine impegnate nella riconquista dell’aeroporto locale, per Kiev «tornato pienamente sotto il controllo statale».

Spari ed esplosioni sono però state avvertite anche dopo l’annuncio e tutti i voli restano annullati. Per i media russi «tutte le vie di entrata ed uscita da Donetsk sono bloccate dai militari ucraini», che circonderebbero la città ribelle. Il Ministero dell’Interno ucraino ha rivendicato «grosse perdite, subite dai separatisti nei combattimenti a Donetsk». Dopo la notizia del centinaio di vittime di ieri, duri scontri sono proseguiti nella mattinata sul confine e la missione dell‘OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) in Ucraina ha fatto sapere di aver perso i contatti, dal tardo pomeriggio del 26 maggio con la propria unità a Donetsk.

Il Governo di Kiev non intende fermare l’operazione «finché sul suolo ucraino rimarrà un singolo terrorista». A Sloviansk, altra provincia separatista, almeno tre civili e due separatisti sarebbero morti sotto i colpi d’artiglieriaMente a Mariupol, 120 km a sudovest di Donetsk, il quartier generale dei filorussi si troverebbe sotto l’attacco di «uomini armati con uniformi nere e senza insegne». Le autorità autoproclamate dei filorussi hanno lanciato un appello a «dottori, volontari, donatori di sangue», diramando l’ordine di evacuazione per i civili in alcune parti di Donetsk. Intensi scontri notturni sono esplosi anche lungo la frontiera tra Ucraina e Russia, dove i militari ai posti di blocco avrebbero intercettato una colonna di camion, pullman e auto carichi di kalashnikov ed esplosivi russi.

Da Sloviansk, le salme dilaniate dai colpi di mortaio del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli e dell’interprete e freelance russo Andrei Mironov sono state trasportate a Kharkiv, per raggiungere, attraverso Kiev, l’Italia e la Russia«Ci hanno sparato addosso. Ci siamo buttati in un fosso ed è iniziato il bombardamento di artiglieria», ha raccontato l’autista rimasto illeso che accompagnava in macchina i due giornalisti, uccisi il 24 maggio scorso. Il Ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini ha espresso «profondo dolore per il fotoreporter Rocchelli e per Mironov che era molto più di un traduttore». Anche il Presidente russo Vladimir Putin e il Premier italiano Matteo Renzi si sono scambiati le condoglianze per la tragedia. I famigliari attendono i corpi dei due ragazzi nella capitale ucraina, per il rimpatrio.

Il Governo Poroshenko, leader europeista capace di intessere un dialogo con Mosca, è nato con un fronte di guerra aperto a Est . «La Russia sarà un partner serio e affidabile», ha aperto il Ministro degli Esteri Serghei Lavrov, escludendo tuttavia una visita di Poroshenko in Russia, dove i pm del processo sull’uccisione di Anna Politkovskaia hanno chiesto due ergastoli e condanne da 15 a 22 anni per i cinque imputati la morte della giornalista. Rinnovando l’appello allo stop immediato alle violenze, Lavrov si è dichiarato « molto preoccupato della cosiddetta operazione anti-terroristica nell’Est». Congratulandosi con il neo Presidente ucraino, anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha auspicato «unità e democrazia come soluzione pacifica dell’attuale conflitto». Ma la Germania e gli altri Paesi dell’UE sono, in primo luogo, alle prese le turbolente Europee del 2014Riuniti in un vertice straordinario per accordarsi sui nomi del Presidente dell’Europarlamento e capi della Commissione europea, secondo ‘Le Monde‘, il Presidente francese Francois Hollande sarebbe pronto ad affossare la candidatura di Christine Lagarde, Direttrice del Fondo monetario internazionale (FMI) a capo della Commissione europea: «Una scelta negativa per la Francia e l’Europa», avrebbe detto a Merkel, con il Premier italiano Matteo Renzi, tra i 28 capi di Stato e di Governo stasera insieme alla cena informale di Bruxelles.

Si va verso una Grande coalizione tra i popolari europei (Ppe), che hanno ottenuto più voti e i socialisti europei (Pse), in funzione anti-euroscettici. Il primo ad aver ricevuto l’incarico di richiedere una maggioranza per la Presidenza della Commissione Ue è stato intanto, come da prassi, il candidato del Ppe Jean Claude Juncker. Oltralpe, dopo il trionfo dell’estrema destra del Front National di Marine Le Pen, primo partito francese nell’Europarlamento, il capo dei conservatori dell’Ump Jean-Francois Copé ha annunciato le sue dimissioni. Le Pen non ha escluso l’alleanza a Strasburgo con i neonazisti greci di Alba Dorata e ha incluso la Lega Nord in «un gruppo comune». E per frenare lo tsunami populista, il candidato alla Commissione Ue per il Pse Martin Schulz, ha spronato Renzi, forte di un consenso netto, a «chiedere un cambiamento di rotta a Bruxelles, senza cedere mai alle sirene populiste».

In Egitto si è votato fino alle 22 (le 21 ora italiana) per la seconda giornata delle Presidenziali che danno il generale, regista del golpe del luglio scorso, al 70% dei consensi. A causa della bassa affluenza, i militari hanno chiuso uffici pubblici e banche, organizzato bus gratuiti verso i seggi e infine prorogato, in via straordinaria, l’apertura dei seggi di un giorno. Il boicottaggio della Fratellanza musulmana non ha provocato grandi incidenti, a parte un ferito per una bomba artigianale esplosa al Cairo. Al Presidente in perctore al Sisi sono arrivati invece gli auguri di «inferno» da parte dei jihadista di Ansar Beit al Maqdes.

In Libia, il Ministro Mogherini ha riferito di un attacco senza conseguenze con «razzi e armi leggere» alla casa del nuovo Primo ministro Ahmed Miitig, in casa con la famiglia. La responsabile ha anche dichiarato che la Farnesina «non ha ancora elementi certi sulla sorte di padre Paolo Dall’Oglio, rapito in Siria il 29 luglio 2013». Nel Paese in guerra, 11 membri dell’OPAC (Organizzazione per la Proibizione delle Armi chimiche), in missione per indagare sulle recenti denunce di attacchi chimici sono stati attaccati dai ribelli, ma poi rientrati alla base «sani e salvi».

Aggiornamenti sono arrivati anche dalla Thailandia dove, dopo un week-end di isolamento, l’ex Premier Yingluck Shinawatra è stata rilasciata dalla giunta militare che ha preso il potere con un golpe appoggiato dal re. Mentre, sempre in Asia, c’è grande attesa per il canale di dialogo aperto dall’incontro storico odierno, a New Delhi, tra i leader di India e Pakistan, il neo Premier Narendra Modi e il suo omologo Nawaz Sharif, pronti a trattare un’intesa sul contenzioso territoriale del Kashmir. In SudanMeriam, la cristiana condannata a morte per apostasia protagonista di una mobilitazione mondiale ha partorito Maya, la bambina di tre chili che aveva in grembo, nel carcere dove attende una sentenza più mite .

Oltreoceano, giornata di caos infine in Brasile, dove a due settimane dai Mondiali di calcio gli autisti degli autobus di Salvator de Bahia hanno incrociato le braccia, per chiedere stipendi più alti e meno sprechi pubblici.

 

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