domenica, Maggio 22

Ucraina: Russia e Bielorussia, ‘finché morte non ci separi’ “Non c'è Lukashenko senza Putin: per questa ragione, Minsk dovrà soddisfare i bisogni di Mosca non appena l'esercito russo sarà sul territorio bielorusso e fino a quando il potere del leader del Cremlino non si indebolirà”. Intervista a Tatsiana Kulakevich (University of South Florida)

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“Non c’è un soldato bielorusso, non un proiettile bielorusso in Ucraina” – ha assicurato, ieri, dopo il bilaterale con l’omologo russo Vladimir Putin, il Presidente della Bielorussia, Aleksander Lukashenko, tenendo a precisare che “Se non fosse stato lanciato un attacco preventivo, avrebbero attaccato le nostre truppe, bielorusse e russe, che stavano facendo esercitazioni. L’esercito ucraino si stava preparando a colpire non solo il Donbass, ma erano anche pronti a lanciare un attacco contro la Bielorussia”.

A queste parole ha replicato il Ministro della Difesa, Oleksiy Reznikov, il quale ha reso noto che “secondo informazioni in cui siamo pienamente fiduciosi e confermati, al momento il comando delle truppe di occupazione russe sta preparando una serie di provocazioni sanguinose. Secondo la loro idea criminale, l’aviazione russa si appresta a colpire un certo numero di insediamenti nel territorio della Repubblica di Bielorussia, vicini al confine ucraino-bielorusso. In particolare, saranno colpiti” alcuni territori “nella regione di Brest. Per camuffare il crimine, la Russia intende compiere un attacco dallo spazio aereo dell’Ucraina. Lo scopo della provocazione è costringere l’attuale leadership della Bielorussia alla guerra contro l’Ucraina. Mosca sta cercando di legarti col sangue. Garantisco che l’esercito ucraino non ha pianificato, non pianifica e non pianificherà alcuna azione aggressiva contro la Bielorussia. In 15 giorni di guerra, le truppe ucraine hanno ucciso più di 12mila soldati russi. Non permettere che il tuo paese venga trascinato in questa guerra! Salva la vita dei tuoi cari! Non lasciare che il Cremlino distrugga il futuro della Bielorussia!”.

Lo stesso Reznikov ha poi precisato: “Con lo scopo di trascinare la Repubblica di Bielorussia nella guerra contro l’Ucraina l’avversario riesce ad azioni provocatorie. Secondo le informazioni disponibili,l’aviazione del VKS della Federazione Russa ha colpito gli insediamenti nel territorio della Repubblica di Bielorussia, vicino al confine di stato con l’Ucraina. Per camuffare la Federazione Russa ha effettuato un attacco dallo spazio aereo dell’Ucraina”. L’‘Ukrainska Pravda‘, citando il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni, aveva previsto l’operazione entro le 21 (le 20, ora italiana), ma poi nulla di fatto.

In effetti, il regime di Minsk ha smentito immediatamente: “Le informazioni fornite dai funzionari dell’Ucraina e ulteriormente diffuse da vari media circa attacchi aerei russi sul territorio della Bielorussia non sono vere. Il villaggio di Kopan si trova nel distretto di Stolin vicino al confine con l’Ucraina. Non sono state segnalate da parte delle guardie di frontiera della Repubblica bielorussa esplosioni e non si sono registrati danni“. Attraverso l’agenzia Belta, Inna Gorbacheva, rappresentante ufficiale del Ministero della Difesa di Minsk, ha poi informato che “Il Ministero della Difesa dichiara inequivocabilmente che le informazioni su un attacco missilistico a un villaggio bielorusso sono una vera sciocchezza“. Perplessità sugli annunci di Kiev sono state ammesse anche dal portavoce del Pentagono, John Kirby: “Al momento non ci sono indicazioni che lo stiano facendo”.

Pur non essendo facile orientarsi nel mare della propaganda, una cosa è certa: il rapporto che lega Mosca a Minsk. Come noto, la rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia fece crollare l’impero zarista. Nel marzo 1918, i nazionalisti locali, grazie al l’occupazione tedesca, proclamarono la Repubblica popolare bielorussa

La sconfitta della Germania consentì ai bolscevichi di tornare per fondare una repubblica bielorussa sovietica nel 1919. Sebbene gran parte della terra bielorussa andò alla Polonia in base al Trattato di pace di Riga del 1921, la Bielorussia sovietica divenne un membro fondatore dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) nel 1922. In Bielorussia, tuttavia, l’URSS non provò ad integrare le minoranze non russe, ma procedette a ripremerle, decimando la classe dirigente.

Grazie al patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop del 1939 tra la Germania nazista e l’URSS, il territorio della Bielorussia si espanse e l’esito della Seconda Guerra Mondiale le costò moltissimo in vite umane e quasi nulla in termini territoriali. Quel trauma accelerò l’allontanamento di Minsk dall’Occidente e, contemporaneamente, rafforzò il rapporto con Mosca che investì fino a rendere la Bielorussia una delle repubbliche sovietiche più floride.

Proprio quella prosperità raggiunta in epoca sovietica rese ancora più scioccante il crollo dell’URSS, e, dopo l’arrivo al potere di Lukashenko, Minsk volle stringere il legame politico ed economico con la Russia -da cui dipende fortemente per gas e petrolio- arrivando, addirittura, nel 1999, a firmare un trattato che istituisce lo Stato dell’Unione, con cui i due Stati hanno condiviso alcune istituzioni, ma senza una fusione totale. Un’idea che i bielorussi, pur essendo in gran parte di lingua russa, non hanno mai digerito.

In questi 28 anni di regime di Lukashenko, le relazioni con Mosca hanno anche avuto momenti di raffreddamento, come avvenne all’inizio degli anni ‘10 del 2000, allorché l’atteggiamento russo si era fatto più aggressivo con l’Ucraina. E questo, inizialmente, preoccupava Minsk, soprattutto per quello che sarebbe potuto essere il suo destino. Non a caso, nel 2014, Lukashenka evitò di riconoscere formalmente l’annessione della Crimea da parte della Russia ed incrementò i rapporti con l’Occidente. Più in generale, Minsk aveva cautamente provato a mantenere una certa libertà di movimento in politica estera, lasciando l’esercito russo fuori dal proprio territorio. L’asse tra i due Paesi sembrava molto raffreddato, fino al 2020.

Le elezioni presidenziali fraudolente dell’agosto di quell’anno, infatti, hanno scatenato le più grandi proteste nella storia moderna del Paese, ma, soprattutto, nei 26 anni di potere di Lukashenka che impose una violenta repressione che spinse i protestanti alla clandestinità.

Quella dura repressione costò a Minsk a sanzioni occidentali, intensificatesi dopo il dirottamento da parte bielorussa di un volo internazionale nel suo spazio aereo, e dopo la più recente prodotto crisi migratoria al confine polacco.

Isolato a livello internazionale, Lukashenko si è affrettò a rinfocolare una retorica anti-NATO, rivolta a Putin tanto quanto al pubblico nazionale, denunciando come l’Occidente stava fomentando le proteste per destabilizzare la Bielorussia e trasformarla nella ” testa di ponte contro la Russia“. Al grido d’aiuto, Putin tese la mano.

Ma non in modo gratuito, tanto che già nel settembre 2021 Lukashenko rendeva noto che la Russia avrebbe inviato equipaggiamento militare, inclusi elicotteri e sistemi di difesa aerea, al confine bielorusso-ucraino. Due mesi dopo, il leader bielorusso avrebbe riconosciuto pubblicamente la Crimea come territorio russo e avrebbe firmato con Putin un programma completo di integrazione economica e hanno concordato una dottrina militare congiunta oltre che la presenza delle truppe russe sul confine bielorusso-ucraino, lungo circa 674 miglia, circa la metà della lunghezza del confine dell’Ucraina con la Russia.

Dopo aver ospitato i colloqui nel 2015 per porre fine ai combattimenti nell’Ucraina orientale, la Bielorussia ha ora deciso di facilitare l’attacco russo al suo vicino, permettendo l’entrata in Ucraina delle truppe russe – circa 30.000 uomini – attraverso il confine bielorusso anord.

Pur ribadendo il non coinvolgimento di proprie truppe sul campo, la Bielorussia e la Russia hanno condotto esercitazioni militari congiunte su larga scala prima dell’invasione dell’Ucraina del 24 febbraio e tre giorni dopo, il 27 febbraio 2022, la Bielorussia, tramite un referendum ‘truccato’ (suscitando proteste costate l’arresto di 800 persone), ha però, recentemente, annullato la sua legge costituzionale del 1994 che prevedeva la denuclearizzazione, l’abbandono delle armi nucleari, consentendo al Paese di ospitare fisicamente armi nucleari russe, con l’allarme dei Paesi vicini della NATO. Lo stesso giorno, peraltro, in cui Putin ha messo in allerta le forze di deterrenza nucleari russe.

Se per Lukashenko “entro la fine dell’anno, la gente si dimenticherà della guerra in Ucraina“ e -ostentando una fedeltà a prova di bomba nei confronti di Mosca- le sanzioni comminate dall’Occidente a Russia e Bielorussia, rappresentano una opportunità di “riorientarsi” in campo economico, ci si chiede se e quanto durerà l’asse tra i due Paesi? Fino a dove il leader bielorusso è disposto a seguire Putin? Entrerà in guerra anche Minsk? Lo abbiamo chiesto a Tatsiana Kulakevich, Assistente Docente esperta di Europa dell’Est alla School of Interdisciplinary Global Studies, oltre che Research Fellow e Affiliate Faculty alll’Institute on Russia presso l’University of South Florida.

Professoressa Kulakevich, ieri, la stampa ucraina ha riferito di un attacco aereo russo, forse di ‘false flag’, sui villaggi bielorussi, giustificare l’entrata in guerra della Bielorussia al fianco della Russia. Questo perché la Russia avrebbe bisogno di soldati. Cosa ne pensa? È così o Kiev sta cercando di creare una divisione tra Russia e Ucraina?

È nell’interesse dell’Ucraina mantenere qualsiasi attività fuori dai media, ma non lo sta facendo l’Ucraina. La Russia ha bisogno di soldati. La leadership russa parla di reclutare mercenari/volontari dalla Siria e altrove. Putin non vuole annunciare la mobilitazione pubblica in quanto invierà un segnale al pubblico nazionale che non sta vincendo e che arriveranno cadaveri, trasformando la cosiddetta operazione militare in guerra. Il governo russo ha lavorato molto duramente per censurare ed eliminare i media indipendenti. Lukashenko, a sua volta, vuole controllare la Bielorussia e ha bisogno di forze militari specializzate all’interno del paese per continuare a reprimere il dissenso dalla stragrande maggioranza della popolazione bielorussa.

Lei ha scritto: “Un politico, Alexander Lukashenko, ha governato la Bielorussia con mano draconiana negli ultimi 28 anni, senza interruzioni al potere”. Come descriverebbe il regime di Lukashenko?

Il regime di Lukashenka si stava evolvendo da un autoritarismo competitivo all’inizio degli anni ’90, a un regime ibrido autoritario-sultanistico nel 2006 a un sultanismo quasi classico nel 2010. Un Non un impegno impersonale per compiti impersonali che definiscono la portata e il contenuto del suo ufficio, ma piuttosto la lealtà di un servitore basata su rapporti strettamente personali con il sovrano e un obbligo che in linea di principio non ammette limitazioni.

Sono trascorsi due anni dalle proteste in Bielorussia nel 2020. Lei ha scritto: “Lukashenko sostiene la Russia nella guerra, ricambiando il recente aiuto del presidente russo Vladimir Putin nel mantenere il suo potere politico”. Quanto e perché è stato ed è importante il rapporto politico (le prossime domande riguardano il rapporto economico e militare) con la Russia per la sopravvivenza del regime di Lukashenko? Si può dire che Lukashenko sia un ‘prigioniero’ del suo rapporto con la Russia?

Prima di essere isolato dall’Occidente con molteplici pacchetti di sanzioni a seguito della brutale repressione delle proteste pacifiche dopo le elezioni presidenziali truccate dell’agosto 2020, Lukashenko era noto per il suo equilibrio tra Occidente e Russia, che gli ha permesso di fare molte promesse a entrambe le parti con consegne minime e mantenere il suo potere e controllo in Bielorussia. Putin ora è l’unico avamposto che ha Lukashenka.

Cosa sappiamo delle relazioni economiche tra Russia e Bielorussia? Minsk è anche molto dipendente da Mosca dal punto di vista economico?

Lukashenko salì al potere nel 1994 con la promessa di combattere la corruzione, ma invece rafforzò rapidamente la sua presa sul potere e represse l’opposizione al suo governo. Sebbene il settore tecnologico bielorusso sia esploso prima del 2020, quello era solo un faro di speranza in un’economia altrimenti stagnante. Stretti legami e uno speciale rapporto energetico con la Russia sono stati un’importante fonte di stabilità per il governo bielorusso. Per molto tempo, la Bielorussia ha beneficiato della riesportazione di prodotti petroliferi russi acquistati con sussidi. La Bielorussia è diventata ancora più dipendente dalla Russia dopo le sanzioni occidentali a seguito della brutale repressione dei manifestanti nel 2020-2021.

La dissidente bielorussa Svetlana Tikhanovskaya ha detto: “Ormai la mia terra è l’hangar militare di Mosca”. Hai scritto che “i legami militari della Bielorussia con la Russia si sono rafforzati dal 2020”. La cooperazione militare tra Bielorussia e Russia è sempre esistita, ma ora sembra essere entrata in una nuova fase: i sistemi di difesa S-400 sono stati recentemente schierati in Bielorussia; inoltre, grazie a un referendum truccato di pochi giorni fa, Minsk ha rinunciato al suo status di paese ‘senza nucleare’, dando di fatto a Mosca l’opportunità di installare armi nucleari sul territorio bielorusso. Può spiegare le relazioni militari tra Russia e Bielorussia? E perché la Bielorussia è diventata sempre più strategicamente importante per la Russia?

La Bielorussia è membro dell’Organizzazione del Trattato per la sicurezza collettiva (CSTO), un’alleanza militare a guida russa composta da sette stati dell’ex Unione Sovietica. Creato nel 2002, lo scopo del gruppo è quello di creare una difesa collettiva dei membri che affrontano l’aggressione esterna. La Bielorussia si trova tra l’UE e la Russia. La capacità della Russia di piazzare armi nucleari in Bielorussia ha già sollevato l’allarme per i paesi vicini della NATO, principalmente Polonia, Lettonia e Lituania, così come gli Stati Uniti e altre potenze occidentali.

Perché pensa che questo “falso” referendum sulle armi nucleari si sia svolto ora in Bielorussia e non prima?

Lukashenko ha iniziato a parlare di referendum all’inizio del 2021 quando era in corso la brutale repressione del dissenso, a seguito delle elezioni presidenziali truccate dell’agosto 2020. Oltre a far cadere lo status nucleare, il referendum rafforza anche la verticale del governo.

Alcuni osservatori parlano di ‘annessione silenziosa’ della Bielorussia, cioè di un’acquisizione de facto di Minsk da parte della Russia, grazie a Lukashenko. Lei è d’accordo? E c’è un ‘modello bielorusso’ che Putin avrebbe voluto applicare anche all’Ucraina?

Lukashenka è il burattino di Putin e continuerà a fare ciò che viene ordinato fino a quando Putin non si indebolirà. Putin vuole avere “la sua sfera di influenza” e l’Ucraina ne è una parte importante. Un governo fantoccio in Ucraina, quindi, è nell’interesse del Presidente russo.

Lei ha scritto: “Putin sta usando la Bielorussia come base per la sua guerra, che ha ucciso almeno 500 civili ucraini e causato la fuga di oltre 1 milione di persone dal Paese. Le truppe russe sono entrate in Ucraina attraverso il confine bielorusso a nord”. La Bielorussia non prenderà parte all’azione militare in Ucraina. “Non l’ha mai fatto” e “possiamo dimostrarlo a tutti”, ha affermato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. “La dirigenza russa non ha mai sollevato con noi la questione del nostro coinvolgimento nel conflitto armato”, ha aggiunto, sostenendo che “non abbiamo intenzione di prendere parte in futuro a questa operazione speciale in Ucraina”. Tuttavia, le parole di Lukashenko contraddicono le informazioni riportate da The Kyiv Independent, secondo cui “le truppe bielorusse sono entrate in Ucraina, nell’oblast ucraino di Chernihiv per assistere la Russia nella sua guerra”. Può chiarire il ruolo bielorusso nell’invasione russa dell’Ucraina?

Al momento, non ci sono prove che le truppe bielorusse siano entrate nel territorio dell’Ucraina. La Russia ha il pieno controllo militare sul territorio della Bielorussia. È un paese occupato.

Anche se volesse opporsi, Lukashenko potrebbe opporsi all’operazione di Putin in Ucraina?

Lukashenka ha già lasciato che i militari si trovassero sul territorio della Bielorussia, che successivamente si è trasformato in un palcoscenico per la guerra.

Lei ha scritto: “L’incapacità internazionale di reagire al fatto che Putin abbia permesso il comportamento di Lukashenko – unita alla pressione economica – ha spinto il leader bielorusso ancora più vicino al Cremlino. Questo lascia Lukashenko con una capacità limitata di avere una posizione indipendente o neutrale sulla guerra”. Questa guerra in Ucraina rafforzerà le relazioni Russia-Bielorussia?

Putin controlla Lukashenka poiché Lukashenka non ha altri sostenitori. La relazione si è rafforzata dopo che Lukashenka è stato isolato dall’Occidente a seguito della brutale repressione dei manifestanti pacifici a seguito delle elezioni presidenziali truccate nell’agosto 2020. Le sanzioni contro la Bielorussia non sono state accompagnate da sanzioni contro la Russia in quanto facilitatrice del regime di Lukashenko. In assenza di sanzioni, l’Occidente ha consegnato la Bielorussia alla Russia.

Secondo quanto riportato dalla CNN, Putin ha parlato dell’interesse bielorusso per una presenza sul Mar Baltico durante una telefonata con Lukashenko. È possibile?

Belaruskali, di proprietà statale della Bielorussia, è il secondo produttore mondiale di potassa nutritiva per colture. Washington ha imposto sanzioni su di esso nel 2021 dopo che Lukashenko ha represso le proteste dopo le elezioni del 2020 e poi ha inserito nella lista nera il suo braccio di esportazione Belarus Potash Company (BPC). La Bielorussia in precedenza faceva affidamento sulle spedizioni di potassio dal porto di Klaipeda nel Mar Baltico in Lituania. Vilnius ha deciso di sospendere l’uso della sua ferrovia per le esportazioni bielorusse del nutriente per colture dal 1° febbraio. Putin ha sostenuto Lukashenka attraverso sussidi e prestiti in passato e ha promesso il suo aiuto con queste esportazioni costruendo un porto vicino a San Pietroburgo, in Russia, per esportare questo carico.

La Bielorussia non è Lukashenko: il popolo non vuole una guerra fratricida”, ha detto l’attivista Svetlana Tikhanovskaya. “In realtà anche la Bielorussia è contro Putin”, ha detto Yuliya Tarasevich. Oltre 800 persone sono state arrestate per aver protestato contro la guerra. La popolazione bielorussa è contraria alla guerra in Ucraina?

Nel 2020, il popolo bielorusso ha dimostrato di non volere che Lukashenka fosse al potere, ma è stato brutalmente represso. Ci sono oltre 1.000 prigionieri politici e decine di migliaia di persone che sono passate in prigione e multate in Bielorussia. Nonostante le minacce di multe e arresti del governo, migliaia di bielorussi sono scesi in piazza il 27 febbraio 2022 per protestare contro il referendum ed esprimere solidarietà all’Ucraina. Di conseguenza, la polizia ha arrestato circa 800 manifestanti. Le più grandi proteste di massa nella storia della Bielorussia indipendente hanno dimostrato che il popolo bielorusso non è d’accordo con le decisioni di Lukashenko e le proteste più recenti dimostrano che il popolo bielorusso non sostiene la guerra.

In Ucraina, a causa della forte resistenza, la guerra potrebbe essere più lunga del previsto. Quanto può resistere alle sanzioni l’economia bielorussa?

Le sanzioni più recenti per aver fornito territorio bielorusso come palcoscenico per la guerra contro l’Ucraina non sono le prime sanzioni dell’Occidente contro la Bielorussia. Dall’ottobre 2020 l’UE ha già imposto cinque pacchetti di sanzioni in relazione alla brutale repressione dei manifestanti a seguito delle elezioni presidenziali fraudolente in Bielorussia nell’agosto 2020. Inoltre, ci sono state le sanzioni degli Stati Uniti e di altri paesi democratici. Lukashenka ha il supporto di Putin che aiuta il regime bielorusso a superare le sanzioni esistenti e più recenti. Tuttavia, questo sostegno è limitato perché dopo l’inizio della guerra la stessa Russia ha già dovuto affrontare severe sanzioni. È nell’interesse di Putin che la Bielorussia sia economicamente debole, perché è più facile controllarla con sussidi minori. L’economia bielorussa sta già soffrendo. In pochi giorni le macerie bielorusse sono passate da 2,5 macerie bielorusse per dollaro a 3,3 macerie bielorusse per dollaro. La situazione economica peggiorerà solo.

Come per la Russia, anche per la Bielorussia si prevedono settimane e mesi duri, dal punto di vista economico per via delle sanzioni. Lukashenko rischia la sua leadership e la tenuta del suo regime? Dal punto di vista della stabilità dei loro regimi, la guerra in Ucraina rischia più Putin o più Lukashenko?

Non c’è Lukashenko senza Putin. Putin ha calcolato male la resistenza del popolo ucraino. Ora è un emarginato internazionale.

Yuliya Yukhno Tarasevich, attivista bielorusso, sostiene che “Putin e Lukashenko non hanno altra strada da percorrere che la guerra”. Per quanto tempo la posizione di Lukashenko continuerà a coincidere con quella di Putin? Cosa potrebbe spezzare questo rapporto di dipendenza, di subordinazione tra Lukashenko e Putin? Potrebbero iniziare a divergere? Su cosa?

Lukashenko preferisce controllare il territorio bielorusso. Dovrà soddisfare i bisogni di Putin non appena l’esercito russo sarà sul territorio bielorusso e fino a quando il potere di Putin non si indebolirà.

In Russia c’è una forte censura e molta propaganda sulla guerra in Ucraina. In Bielorussia?

“Reporters sans Frontieres, un gruppo indipendente per i diritti dei media, ha definito la Bielorussia il paese più pericoloso d’Europa per i giornalisti a causa della repressione del governo contro i giornalisti indipendenti che svolgono pacificamente il loro lavoro legittimo”. Circa 500 giornalisti sono stati arrestati e imprigionati in Bielorussia dopo le elezioni dell’agosto del 2020. In Bielorussia verrai arrestato se sei un giornalista indipendente.

Lei ha scritto: “Il silenzio dell’opinione pubblica dà a Putin più potere per sfruttare il territorio bielorusso per i suoi interessi politici e militari. I bielorussi non possono esercitare pressioni sul governo e impedire a Lukashenko di seguire gli ordini di Putin”. Di fronte a una protesta popolare, Lukashenko prenderebbe una posizione diversa da quella di Putin o, per garantire la sopravvivenza del regime bielorusso, chiederebbe aiuto a Mosca per reprimere i suoi oppositori?

Nonostante la brutale repressione delle proteste, che includeva percosse e stupri da parte della polizia bielorussa, e l’esodo di massa dalla persecuzione di oltre 200.000 bielorussi (la popolazione totale è di 9,4 milioni), i bielorussi sono comunque andati a protestare contro la guerra. Migliaia di bielorussi sono scesi in piazza il 27 febbraio 2022 per protestare contro il referendum ed esprimere solidarietà all’Ucraina. Di conseguenza, la polizia ha arrestato circa 800 manifestanti.

Cosa pensa accadrebbe a Lukashenko se il regime di Putin cadesse? E se, al contrario, cadesse il regime di Lukashenko, sarebbe un problema per Putin?

Se Putin cadesse, Lukashenko perderebbe l’unico avamposto di supporto e avrebbe difficoltà a rimanere al potere. Non è nell’interesse di Putin sostituire Lukashenka in questo momento, anche se Lukashenka può anche essere sostituito con un altro burattino di Putin.

Secondo alcune fonti di stampa ucraine, il capo di stato maggiore delle forze armate bielorusse, Viktor Gulevic, avrebbe rassegnato le dimissioni. Lo ha riferito un giornalista di Kiev, Andrej Tsaplienko, che ha riportato la notizia sul proprio canale Telegram mostrando l’immagine di un documento che ne certifica le dimissioni. Se la notizia fosse confermata, quale segnale sarebbe?

Non posso commentare fino a quando questa notizia non sarà ufficialmente confermata.

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