martedì, Maggio 17

Ucraina: rischio di prolungata recessione economica Quincy Institute for Responsible Statecraft ha prodotto un rapporto sul perchè e sul come evitare i pericoli di un conflitto prolungato. Nel caso non si riesca evitare, uno dei rischi è la prolungata recessione economica

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Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia secondo la quale gli ufficiali russi, per tenere alto il morale delle truppe dopo settimane sfiancanti di avanzate e retrocessioni, e, secondo alcune stime, circa 15mila morti, avrebbero loro promesso che «la guerra finirà entro il 9 maggio», giorno in cui si celebra a Mosca il ‘Giorno della vittoria’ nella ‘Grande guerra patriottica’, come in Russia viene chiamata la Seconda guerra mondiale.

La sensazione degli addetti ai lavori, militari e politici, è invece ben altra in Occidente. Un conflitto prolungato in Ucraina sembra sempre più plausibile.

Il think tank statunitense Quincy Institute for Responsible Statecraft, ha prodotto un rapporto dal titolo ‘Avoiding the Dangers of a Protracted Conflict in Ukraine‘, sul perchè e sul come evitare i pericoli di un conflitto prolungato in Ucraina, a firma di tre dei suoi principali analisti, Anatol Lieven, Sarang Shidore, Marcus Stanley.
Di seguito riportiamo una sintesi dei
rischi di prolungata crisi economica.

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«Se la guerra e le più severe sanzioni economiche occidentali dureranno solo per un breve periodo di tempo, gli effetti economici più ampi della crisi ucraina saranno limitati. Gli economisti avvertono, tuttavia, che un conflitto prolungato accompagnato da intense sanzioni rischia di innescare una recessione globale.
Questi effetti recessivi saranno triplici. In primo luogo, una forte riduzione delle esportazioni di grano ucraino e russo e di altre esportazioni alimentari determinerà un aumento dei prezzi alimentari globali. Ciò danneggerà gravemente il benessere delle popolazioni più povere e vulnerabili del mondo. Sarebbe molto probabile che scateni disordini e aumenti l’estremismo nei Paesi più poveri dipendenti dalle importazioni di grano, compresi il Medio Oriente e il Nord Africa. La conseguente instabilità potrebbe peggiorare il clima economico e finanziario mondiale. Anche i mercati finanziari internazionali e la fiducia saranno influenzati se la Russia andrà in default sul suo debito internazionale di circa 480 miliardi di dollari.
In secondo luogo, se combinate con l’aumento dei prezzi dell’energia dovuto alla volatilità dei mercati energetici causata dalla guerra e dalle sanzioni, queste carenze di materie prime aumenterebbero le pressioni inflazionistiche, soprattutto negli Stati Uniti, dove l’inflazione è già fortemente aumentata negli ultimi mesi. Man mano che le famiglie spendono di più per cibo e carburante, la loro spesa per altre cose diminuirà.
Infine, se l’Occidente dovesse estendere le sanzioni secondarie alla Cina nel tentativo di isolare completamente la Russia e in risposta al proseguimento del commercio cinese con la Russia, come hanno minacciato i funzionari dell’amministrazione nei recenti incontri con le controparti cinesi, l’intero sistema commerciale globale sarebbe interrotto, con conseguenze estremamente imprevedibili ma potenzialmente disastrose.

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