mercoledì, Maggio 25

Ucraina: rischi per la coesione della NATO Quincy Institute for Responsible Statecraft, ha prodotto un rapporto sul perchè e sul come evitare i pericoli di un conflitto prolungato. Nel caso non si riesca evitare, uno dei rischi è la coesione della NATO

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Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia secondo la quale gli ufficiali russi, per tenere alto il morale delle truppe dopo settimane sfiancanti di avanzate e retrocessioni, e, secondo alcune stime, circa 15mila morti, avrebbero loro promesso che «la guerra finirà entro il 9 maggio», giorno in cui si celebra a Mosca il ‘Giorno della vittoria’ nella ‘Grande guerra patriottica’, come in Russia viene chiamata la Seconda guerra mondiale.

La sensazione degli addetti ai lavori, militari e politici, è invece ben altra in Occidente. Un conflitto prolungato in Ucraina sembra sempre più plausibile.

Il think tank statunitense Quincy Institute for Responsible Statecraft, ha prodotto un rapporto dal titolo ‘Avoiding the Dangers of a Protracted Conflict in Ukraine‘, sul perchè e sul come evitare i pericoli di un conflitto prolungato in Ucraina, a firma di tre dei suoi principali analisti, Anatol Lieven, Sarang Shidore, Marcus Stanley.
Di seguito riportiamo una sintesi dei
rischi per la coesione della NATO.

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Sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina, «c’è stata un’enorme ondata di sostegno per un’Ucraina assediata tra quasi tutti gli Stati della NATO. Anche l’Ungheria normalmente filo-russa ha segnalato un allontanamento dalla Russia. Tuttavia, con il passare delle settimane, lo stress della guerra ha rivelato differenze significative all’interno dell’alleanza per quanto riguarda la portata del sostegno militare all’Ucraina. Quando l’Amministrazione Biden ha bloccato la spinta della Polonia a fornire aerei da combattimento MiG-29 all’Ucraina (in cambio di F-16 americani), messaggi contrastanti e priorità diverse hanno portato a una spaccatura temporanea tra Varsavia e Washington. La Polonia e gli Stati Uniti hanno anche differito fortemente sulla proposta della prima di una ‘forza di mantenimento della pace’ della NATO da dispiegare in Ucraina.
Differenze più durature potrebbero emergere se la guerra si trasformasse in un conflitto prolungato. Il nazionalismo anti-russo è stato per molti anni un fattore importante nella politica della Polonia e degli Stati baltici. L’afflusso di milioni di rifugiati ucraini in Polonia, Romania e altri Stati dell’Europa centrale può anche aumentare il forte desiderio di intervenire in modi rischiosi nella speranza di sconfiggere in modo decisivo la Russia.

Questi fattori incoraggiano atteggiamenti più rischiosi in alcuni di questi Stati quando si tratta di rispondere all’invasione russa. Ad esempio, la Polonia ha apertamente sostenuto una no-fly zone in Ucraina. Una no-fly zone dovrebbe essere rafforzata nei cieli contesi sopra l’Ucraina attaccando la difesa aerea russa e gli aerei nei cieli -in altre parole, una guerra NATO-Russia. Spaccature come quelle qui annotate potrebbero crescere se il conflitto si estendesse, mettendo a dura prova l’alleanza.
Attualmente c’è un’enorme benevolenza nell’Europa centrale verso i milioni di rifugiati ucraini che sono arrivati principalmente negli Stati di confine di Polonia, Slovenia, Romania e Ungheria. Ma in un conflitto prolungato, è probabile che aumenteranno le tensioni tra l’Europa occidentale e centrale su come questi arrivi dovrebbero essere risolti in tutta Europa, un’eco della precedente acrimonia tra Grecia e Italia da un lato e Regno Unito, Germania e altri Stati oltre ospitare i profughi dei conflitti in Siria e Libia.

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