lunedì, Aprile 19

Ucraina: quelle pericolose armi americane per la proxy war Oltre 40 milioni di dollari di armi americane per la guerra dell’Ucraina ai separatisti. Kiev ordina ai suoi diplomatici a Roma il ‘no commet’. Ne parliamo con Elvio Rotondo, analista de Il Nodo di Gordio

0
1 2


C’è chi dice che il Governo ucraino è attualmente subalterno alla coalizione Occidentale. È vero?La Russia è impegnata direttamente nel conflitto, con quali mezzi e strategie militari?

Nonostante la Russia neghi qualsiasi coinvolgimento nell’est dell’Ucraina, Mosca avrebbe fornito assistenza economica, politica e militare ai separatisti da quando sono iniziati i combattimenti nella regione. Sembra che soldati russi combattano a fianco dei separatisti e secondo l’autorevole SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), i ribelli nell’Ucraina orientale hanno ricevuto dalla Russia carri armati e altri veicoli corazzati, oltre a missili anti-carro e missili terra-aria portatili (SAM). L’impegno primario della Russia sarebbe quello di preservare la propria integrità territoriale mantenendo la Nato lontana dai suoi confini.  Dopo l’inizio del conflitto nell’Ucraina orientale, per quasi due anni la Russia ha pianificato costantemente il ritorno delle guarnigioni permanenti ai confini  con l’Ucraina, creando nuove divisioni e brigate in movimento da altre regioni.  In parte, le mosse stanno riportando la presenza militare russa sulle frontiere occidentali a ciò che era prima del 2009. Con le forze permanenti in posizione, entro il 2018, il tempo e la distanza necessari per passare dal controllo di prontezza allo schieramento di combattimento saranno così stretti che le forze russe potrebbero attraversare il confine ucraino prima che qualcuno se ne accorga. Inoltre in futuro, se l’accordo di Minsk venisse effettivamente attuato, le forze russe potrebbero ritirarsi dalle enclavi separatiste del Donbass. Se l’accordo non dovesse reggere o Kiev dovesse rinnegare i termini, le divisioni russe, che circondano il paese dal nord al sudest estremo (esclusa la Crimea), sarebbero pronte a contrastare qualsiasi mossa ucraina colpendo da diverse direzioni.

Parliamo della strategia militare e dell’impegno della NATO in questo teatro.

Fin dall’inizio del conflitto Russia-Ucraina, la NATO ha adottato una posizione ferma nel pieno sostegno della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. Cinque fondi fiduciari sono stati istituiti a sostegno di aree critiche di riforma e sviluppo delle capacità nel settore della sicurezza e della difesa ucraina, tra cui comando, controllo, comunicazioni e computer (C4); logistica e standardizzazione; difesa informatica; etc Quest’anno il parlamento ucraino ha approvato un disegno di legge secondo cui l’obiettivo principale dell’Ucraina, nell’ambito della cooperazione con la NATO, è l’eventuale adesione. A lungo termine, Kiev cerca protezione nella NATO. Iniziare la procedura di adesione alla NATO significherebbe congelare l’attuale situazione territoriale dell’Ucraina, affondare i negoziati di Minsk e dare per scontato la perdita di sovranità da parte di Kiev sul Donbass.  Considerate le attuali tensioni nell’area appare poco probabile l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica anche perché rappresenterebbe l’anticamera di un conflitto tra Russia e Nato. La Russia è preoccupata per l’aumento della presenza militare della Nato lungo i propri confini e l’ingresso di Kiev nell’Alleanza sarebbe un altro potenziale passo in questa direzione.

L’impressione è che l’Occidente abbia ingaggiato un duello con la Russia sul suolo ucraino. È così? Non si rischia che questo scontro vada solo a danno dei cittadini ucraini? La vendita di questi armamenti ricorda la legge affitti e prestiti del 1941, può essere l’inizio di un coinvolgimento sempre più concreto degli Stati Uniti, segnando un svolta nella crisi del Donbass?

A mio avviso si tratterebbe più che altro di una mossa per riprendere i colloqui. Gli esperti sono divisi su come Mosca risponderebbe alle nuove forniture di armi. Alcuni ritengono che spingerebbe Mosca a tornare al tavolo delle trattative, altri ritengono che spingerebbe l’Esercito russo ad intensificare ulteriormente il supporto ai separatisti. A un maggior coinvolgimento statunitense nella crisi corrisponderebbe un maggiore impegno da parte russa nella regione. In poche parole, sarebbe una strada senza uscita. D’altronde Putin ha spesso ripetuto: «Ogni vostra azione avrà da parte nostra una risposta adeguata».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->