martedì, Maggio 24

Ucraina: quella mostruosa ‘Z’ Il significato incerto, e il 'senso' attribuito al simbolo dell'invasione russa dell'Ucraina

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Venerdì scorso, Vladimir Putin ha assistito a un concerto allo stadio Luzhniki di Mosca per celebrare l’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia, concerto che di fatto è stato una manifestazione a sostegno dell’invasione russa dell’Ucraina. Sul podio campeggiava la scritta ‘Zа мир без нацисма’, ovvero ‘Per un mondo senza nazismo’. Lo slogan utilizzava la lettera ‘Z‘, che dallo scorso 24 febbraio è diventata famigerata per essere il simbolo dell’invasione.
La lettera è dipinta sui carri armata e in genere su tutti i veicoli militari russi, e si è imposta un po’ ovunque, trasformata in simbolo di sostegno a Putin e alla ‘sua’ guerra. La lettera oramai in Russia la si trova ovunque: felpe, cartelloni pubblicitari, auto private, e ovviamente nei filmati di propaganda.

Sul significato di questa ‘Z’ sono stati letteralmente versati fiumi d’inchiostro, alla ricerca del perchè della scelta e del suo significato.
Diciamo subito che
la letteraZnon compare nell’alfabeto cirillico, utilizzato sia dalla Russia che dall’Ucraina. Secondo alcuni potrebbe richiamare la parola russazapad, che significa ovest, la direzione verso la quale muovono i carri armati. Potrebbe anche essere una sorta di abbreviazione dell’esclamazione Za pobedu‘, ovvero ‘per la vittoria‘. Non si esclude che la lettera ‘Z’ stia a richiamare il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy.
Il suono ‘
zednell’alfabeto cirillico è scritto comeЗ‘. I nastri neri e arancioni che compongono la ‘Z’ sono i nastri di San Giorgio, che sono simbolo del ricordo dei russi morti durante la seconda guerra mondiale -la Russia ha ripetutamente inquadrato la sua invasione dell’Ucraina come una difesa del suo popolo dai neonazisti- e durante l’annessione della Crimea, la Russia ha fortemente promosso l’uso dei nastri a strisce arancioni e nere.

L’uso dei simboli è una parte fondamentale di qualsiasi conflitto politico -parte della strategia di propaganda che cerca di plasmare la narrativa pubblica. «Ma la cosa più interessante è come emergono questi simboli efficaci e il fatto che alcuni di essi risuonano così potentemente da finire per essere banditi come forma di incitamento all’odio», afferma Philip Seargeant, docente Senior in Linguistica Applicata, presso Open University del Regno Unito.
L’origine del simbolo, per quanto importante, è solo una parte della riuscita e affermazione dello stesso nell’immaginario collettivo.
«È il modo in cui i simboli entrano in risonanza nella società e il modo in cui le persone impongono loro significati, che trasforma segni arbitrari in potenti strumenti di propaganda».
I simboli politici possono assumere praticamente qualsiasi forma. «L’uso delle lettere dell’alfabeto come simboli politici è un po’ insolito, per il semplice motivo che le singole lettere non devono avere alcun significato intrinseco. Dovrebbero rappresentare semplicemente i suoni che, quando combinati, producono parole che solo allora hanno un significato». E il linguaggio è sempre potenzialmente politico, «proprio perché è al centro del modo in cui gli esseri umani interagiscono -e l’interazione umana stessa è sempre, a un certo livello, politica. Parole e simboli hanno un significato denotativo -la loro letterale ‘definizione del dizionario’- ma portano anche tracce della storia del loro uso, che colora le connotazioni che hanno per le persone».
Non sorprende, dice Seargeant, che i due recenti esempi di lettere alfabetiche come simboli politici abbiano adottato le due meno utilizzate di tutte le lettere. ‘Z’ è stato tradizionalmente considerato superfluo in inglese. E ‘Q’ ha associazioni con parole come query e question.

Alla fine, tuttavia, «è il modo in cui i segni vengono effettivamente utilizzati che li trasforma in simboli. È una questione di chi sono usati, per quale scopo. Una volta che questo uso inizia a diffondersi nella società e viene adottato dai sostenitori, messo in evidenza e dibattuto dai media -e, in alcuni casi, bandito- il suo significato si radica rapidamente nella cultura. Alla fine, diventa parte del vocabolario quotidiano che usiamo per dare un senso al mondo».

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