sabato, Maggio 15

Ucraina, proclamata la Repubblica della Malorossiya

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Un nuovo temporale potrebbe scuotere lo stallo ucraino che tiene impregnate potenze del calibro di Russia, Unione Europea, Stati Uniti e, ovviamente, lo stesso Governo di Kiev. Alexandr Zakharchenko, leader dell’autoproclamata Repubblica di Donesk – una delle piccole entità autonome filorusse formatesi dopo l’euromaidan e la crisi ucraina – ha dichiarato l’indipendenza dei territori dell’Ucraina orientale, affermando che il Governo di Kiev non è in grado di garantire la pace per il popolo né il rispetto degli Accordi di Minsk, la flebile tregua istituita nel 2014 ma completamente ignorata da entrambe le parti nell’est del Paese.

Il nuovo Stato erediterà il ‘trono’ di Kiev: il suo nome sarà Malorossiya – Piccola Russia, il nome usato per l’Ucraina durante l’era zarista – e la sua capitale sarà la città di Donesk. L’invito di Zakharchenko è rivolto a tutti i popoli del Donbass, la regione orientale popolata in grandissima parte da russi etnici: «Proponiamo di fondare lo stato della Malorossiya  E’ un giovane Stato indipendente. Ci sarà un periodo di transizione di 3 anni. Lo Stato dell’Ucraina si è dimostrato fallimentare e ha provato l’incapacità di assicurare al suo popolo un presente e un futuro di pace e prosperità. Siamo supportati dai residenti della regione, e il progetto sarà possibile se otterremo anche l’appoggio della comunità internazionale».

Difficile, però, che questo accada. Germania e Francia si sono già opposte all’idea, definendola ‘completamente inaccettabile’. L’intera Unione Europea e Washington continuano a coccolare il Governo di Kiev e intendono inglobarlo nella loro orbita. Anche il Cremlino sembra prendere le distanze dalla nuova entità politica: Dimitri Peskov, portavoce del Governo russo ha affermato di non essere al corrente dell’iniziativa – che dice di essere un’idea personale di Zakharchenko – e di esserne venuto a conoscenza solo ieri tramite i media. Nonostante l’ovvio interesse geopolitico di Mosca, che vede la questione Ucraina come un ulteriore e pericoloso avanzamento della Nato e dell’UE a est, i russi hanno sempre negato di supportare le repubbliche indipendenti in mano ai ribelli con armi e uomini.

Il nuovo Stato, a detta dei suoi fondatori, sarà ufficialmente suggellata con un referendum popolare. Il modello a cui i ‘padri fondatori’ si ispirano è quello di una federazione che rispetti le autonomie locali – futuro obbligato in una regione così problematica dal punto di vista culturale e linguistico – ma che si avvicini in modo drastico e deciso a Mosca. La Bielorussia, e la sua unione doganale con la Russia, sono viste come un esempio da seguire.

«La Malorossiya è uno Stato multinazionale con il Malorusso e il Russo come lingue ufficiali, che concede alle lingue regionali il loro status e diritto. Il percorso è mirato a unirsi all’Unione di Russia e Bielorussia pur preservando sovranità e indipendenza, e un regime di libertà di movimento in accordo con l’Unione Europea», ha affermato il Ministro delle finanze della Repubblica Popolare di Donesk Alezander Timofeev.

Nei tre anni di ‘transizione’ verso il modello bielorusso la nuova Repubblica potrebbe dover vivere in ‘condizioni di emergenza’. Nonostante Zakharchenko abbia definito l’iniziativa un’opzione pacifica e «aperta a tutti i cittadini dell’ex-Stato dell’Ucraina», le autorità di Kiev hanno reagito pesantemente: Poroshenko ha definito Zakharchenko un ‘burattino’ nelle mani della Russia, e Viktor Muzhenko, Generale delle forze di Kiev ha affermato di voler ‘sotterrare’ la nuova Malorossiya e le ‘fantasie malate’ dei ribelli.

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