lunedì, Maggio 16

Ucraina: ostilità ideologica versus civiltà In Ucraina va in scena la sconfitta della logica, del diritto internazionale, della diplomazia. È il punto più alto di un conflitto tutto pregiudiziale tra un gruppo di Stati, che si definisce 'l’Occidente', e la Russia

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Comincio subito precisando che questa iniziativa di Vladimir Putin, della Russia, rischia di aprire una seconda edizione della guerra del Vietnam: una guerra, cioè, subdola, strisciante, senza soluzione se non, come appunto in Vietnam o in Afghanistan, la fuga, o, se preferite, la ritirata dell’aggressore, che, in questo caso, invece degli USA e dell’Europa, sarà la Russia. Mi domando se Putin e i suoi consiglieri (che finora non hanno sbagliato una mossa) non si siano posti il problema. Che, detto in altro modo, potrebbe significare che l’attacco russo miri solo al Donbas, che del resto è stato quello che ha chiesto l’intervento russo. Ma su ciò, resta solo la speranza.

 

Colpisce che, nella sua dichiarazione, Putin abbia ripetuto che la Russia non può tollerare di avere missili a lunga gittata -leggi: la NATO al suo confine, e -ancora più importante-, non può tollerare che un Paese confinante disponga, e se ne vanti, di armi atomichetattichecapaci di colpire a 400 km di distanza, cioè Mosca.
Ciò premesso, questa è la sconfitta della logica e della diplomazia. È il punto più alto di un conflitto tutto pregiudiziale tra un gruppo di Stati, che si definiscel’Occidente‘, e la Russia, ma anche la Cina.
La Russia, però, non è più comunista, anzi, è l’esatto opposto, e allora bisogna chiedersi che cosa voglia significare la violenta ostilità verso la Russia, forse non per caso, mostrata particolarmente dai Presidenti democratici USA. L’impressione non cancellabile che ho, è che siamo di fronte ad una ostilitàideologica‘, che deliberatamente ha scelto la Russia comeil nemico da distruggere‘, ma non più per motivi di ideologia in senso tecnico, il ‘liberalismo’ contro il ‘marxismo’, ma per motivi di potere, di puro e semplice potere. E, temo, oggi per motivi elettorali … colpisce che Biden ripeta in continuazione che ha agito ‘in buona fede’; perché, vi sono dubbi?

 

Ho trovato molto interessante l’intervista al generale Leonardo Tricarico (se non sbaglio su ‘La7‘), che mette in luce proprio questo: la continua pressione, per di più impotente, ‘controla Russia da parte della NATO, che non ha cessato di lanciare parole dure e di guerra contro Putin, senza essere in grado di sostenerle operativamente.
Ma anche ora, ad attacco avvenuto, la ‘risposta’ è quella di rendere difficile la vita a qualche banca russa, a qualche azienda russa e a non vendere prodotti tecnologici alla Russia. Alla fine, se ci pensate, poco meno che nulla. Anzi, peggio, perché c’è un doppio effetto ‘indesiderato’ delle posizioni ‘occidentali’: spingere la Russia nelle braccia della Cina, che non aspetta altro.
L’altro, e non mi sembra trascurabile, è che mostra platealmente a tutto il mondo che ‘l’Occidenteormai può solo minacciare attacchi economici, ma non è in grado di fare molto di altro. In altre parole, la Cina potrebbe guardare con maggiore ‘serenità’ ad un tentativo di invasione di Taiwan, che, finché Chang Kai Chek non vi fuggì costituendovi un Governo, era semplicemente un’isola cinese.
Mi domando, davvero mi domando, come sia possibile che in tutta questa vicenda non vi sia stata una riflessione sulle conseguenze parallele dell’azione contro la Russia.

 

Per valutare giuridicamente la situazione, allo stato dei fatti, la Russia sembra chiaramente l’aggressore dell’Ucraina, ma non del Donbass, nella misura in cui si accetti che la volontà separatista delle due province fosse sincera e quindi collocabile nel quadro dell’istituto dell’autodeterminazione dei popoli. Ma ciò è tutto da verificare, o meglio sarà tutto da verificare quando saranno note e accessibili ‘le carte’.
È chiaro come il sole -ed escludo che a Mosca non si siano posto il problema- che una occupazione dell’intera Ucraina, specie dopo tanti anni di tensione e di propaganda, può diventare una piaga purulenta insanabile, come è già accaduto alla Russia in Afghanistan e agli USA nel medesimo Afghanistan, ma anche altrove, basti pensare all’Iraq. Voglio dunque ripetere quella che è forse solo una speranza, ma razionale, e cioè che Mosca voglia limitarsi al Donbass.
Se fosse così, come dico, le cose sarebbero un po’ diverse, ma potrebbe rivelarsi un abile colpo di scena da parte della Russia.

 

Guardiamo le cose con oggettività, di quanto non mi pare vi sia specie nella stampa e nella televisione.
Putin dice: l’Ucraina impedisce la libertà del Donbass, dispone di armi nucleari tattiche, sarà rifornita di armi nucleari strategiche, quindi è un Paese ostile e pericoloso per la Russia e la pace universale.
A su tempo gli USA dissero che l’Iraq aveva armi di distruzione di massa, che era un Paese aggressivo e un pericolo per la pace universale.
Trovate tante differenze?
Poi in Iraq fu catturato il ‘dittatore’ sanguinario, fu portato dinanzi alle telecamere sporco e confuso (si disse forse drogato), fu ‘processato’ e fu impiccato, in favore di telecamera. Posso aggiungere, che molti, civilissimi europei, si godettero il processo (processo farsa) e guardarono soddisfatti l’impiccagione. Anzi, quando ci fu un incidente che coinvolse una nostra giornalista, noi fummo solidali con quelli che avevano sparato contro di lei … gli USA!
Spero di cuore che non ci troveremo tra qualche tempo ad osservare una situazione simile per quanto riguarda il Presidente ucraino.
Vi sembrerebbero tanto diverse le situazioni che ho tratteggiato?
Questo è il punto vero. Un sistema ordinato, e cioè giuridicamente rispettabile, vorrebbe altro: 1° Che si dimostri che vi siano le armi; 2° Che si dimostri che vi sono intenzioni aggressive; 3° Che si processino i responsabili da parte di normalitribunali e non da tribunali inventati per l’occasione; 4° Che i responsabili siano puniti come usa nei Paesi civili e cioè non con la morte.

 

Mentre scrivo sento giornalisti parlare di ‘strapotere russo’, di ‘invasione brutale’, ecc…. Gli stessi giornalisti, anni fa, si congratulavano per la bellezza degli eserciti USA, per la precisione chirurgica dei bombardamenti statunitensi e dimenticavano -e dimenticano!- i ‘prigionieri’ afghani a Guantanamo (Cuba, strano no? Cuba) detenuti in condizioni orribili senza processo, senza accuse, ma sottoposti a torture.
Il tema non è chi è meglio e chi peggio: il tema è la civiltà!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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