giovedì, Maggio 19

Ucraina: ‘l’Occidente’ minaccia e sanziona, ma non negozia Minacce russe di occupazione (illecito, ma se poi si rivelano solo manovre?); minacce USA di 'strafasci' economici, a qual fine, a qual pro, ma specialmente con quale giustificazione giuridica? La rappresaglia economica è un illecito internazionale. Nessuna delle due parti discute

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Ciò che mi colpisce più di tutto nella vicenda ucraina è il fatto della evidente, plateale, perfino sorprendente disparità di capacità e di intelligenza politica tra i due contendenti.
Guardiamo un po’ ai fatti e alla loro interpretazione reale. Con la premessa che so benissimo che molti, solo a leggere queste righe diranno che sono filo-russo (chi sa perché) come dicono che sono filo-palestinese o addirittura filo-arabo quando parlo di Israele e della Palestina. La cosa non mi turba gran che, salvo lo stupore nel vedere come persone, anche di un certo livello, in questo Paese ragionino per schemi duali: o sei qui o sei lì, anzi, se non sei qui sei lì, tertium non datur. E invece si dà.

La Guerra Fredda, per quel che si voglia, è stata un periodo nel quale le due Potenze si guardavano in cagnesco al punto che pretendevano dai cosiddetti satelliti assoluta fedeltà politica. Che la Guerra Fredda sia stata una follia è troppo ovvio per doverlo dire, anche perché ha impedito lo sviluppo civile a vantaggio di quello militare, anzi, delle armi. Sta anche in fatto che se è vero come è vero che i due contendenti erano fortemente aggressivi e si armavano a più non posso, la Russia è sempre stata nella scomoda posizione di essere un immenso territorio (se non ricordo male la Russia è lo Stato più grande del mondo) circondato da avversari, spesso nemici. Circondato dico, letteralmente, circondato sulla terra. Insomma, nella condizione di poter essere invaso facilmente e in un baleno. La storia, se non sbaglio, non è povera di casi del genere: si è vero le ‘orde barbariche dei cosacchi’ e fantasie del genere, ma molto più concretamente, Napoleone e Hitler, per citare i più recenti.
Uno Stato, o meglio una Nazione, che vive perennemente nell’attesa di un attacco armato, guarda i vicini con estrema circospezione: dai vicini può arrivare un attacco in ogni momento, basta un colpo di cannone.
Non è un caso che perfino con la Cina non siano mancati, anche di recente, scontri armati. E nemmeno si deve dimenticare che le navi russe per entrare in Mediterraneo devono chiedere il permesso alla Turchia, membro della NATO e cioè nemico!
Diversamente gli USA, che per poterli attaccare bisogna attraversare due oceani.
E anche -su’ un po’ di ironia ogni tanto si può anche fare- i russi si sono privati dell’unico lembo di terra dal quale avrebbero potutospaventaregli statunitensi, l’Alaska, che hanno venduto per pochi soldi proprio al futuro nemico … eh sì, cari lettori, nemico non solo ‘altro’.
Ciò ha portato gli statunitensi ad una sorta dinaturaleisolazionismo, rotto in momenti molto gravi, in particolare nelle due guerre mondiali, tutte europee e tutte coinvolgenti la Russia. L’isolazionismo istintivo, per dir così, era superato da motivi di carattere economico e solo economico.
Se vogliamo usare il termine ‘impero’, che piace tanto a molti commentatori, si può tranquillamente dire che mentre la Russia ha sempre puntato ad un impero territoriale, gli USA hanno puntato ad uno economico. Solo che, in tempi moderni, mantenere l’impero significa armarsi. Certo, da entrambe le parti, certo anche che la prima bomba atomica è stata statunitense. Poi, va detto anche questo che cambia non poco le cose, oggi gli USA si sentono un po’ meno tranquilli, da quando a causa del disastro ecologico si stanno sciogliendo i ghiacci e scoprono che la Russia è a un tiro di sputo!

 

Sia ben chiaro, in politica cercare chiha cominciatonon serve a nulla. Ciò che serve, invece, è conoscere le ragioni dell’avversario e rispettarlo, cioè trattarlo come un pari. Suvvia, leggete un qualunque giornale di un qualunque giorno degli ultimi cinquant’anni e ditemi se è così, almeno in ‘Occidente’.
Che vi sia stata una certa aggressività da parte di entrambi è certo, ma che ve ne sia un tantino in più dalla parte statunitense è difficile negarlo, basta pensare al pilota con cappello da cowboy a cavalcioni della bomba atomica … anche qui, un pizzico di ironia, su’ sorridete.

 

Ho già ricordato l’accordo Gorbaciov-Bush Sr., secondo il quale, sciolta l’URSS, e riunificata la Germania, l’Occidente (dio solo sa che cosa sia!), si impegnava a non estendere le armi della NATO e la NATO stessa nei territori ex sovietici o ex satelliti dei sovietici. È un dato di fatto che l’accordo non è stato rispettato dalla NATO, che ha acquisito come membri armati, sia gli Stati ex satelliti (Polonia, Ungheria, ecc.) sia gli Stati ex sovietici (gli Stati baltici, ecc.). Ha cioè fatto esattamente ciò che dicevo all’inizio: ha circondato da terra la Russia.
Ma ‘l’Occidente non si è fermato qui, ha continuato: in particolare sia cercando diconvincerealtri Stati a passare dalla sua parte (la Bielorussia è un esempio preclaro, in Georgia vi sono azioni analoghe) con strumenti, diciamo così, non proprio leciti al cento per cento. Perché suscitare movimenti ribelli all’interno di uno Stato è un illecito internazionale. Lo hanno fatto anche i russi? Certo, e allora? Se non si può non si può, punto. Si potrà discutere di ciò, appunto ed ecco il punto, nell’unico modo in cui lo si fa tra persone civili: con la diplomazia. Ma ciò non è accaduto, per colpa di entrambi forse, ma non è accaduto, punto.
Poi si è fatto di più: specie da parte della Germania -che nel frattempo (sperando nella disattenzione di quei pasticcioni dei russi?) negoziava il gasdotto North Stream 2, vitale per la Germania e l’Europa- si è cominciato a sostenere che anche l’Ucraina poteva entrare nella NATO e magari nella UE.
L’ho già detto, devo ripeterlo? L’Ucraina possedeva la Crimea, dove ci sono le basi russe e la possedeva per un ‘regalo’ della Russia (URSS) alla fedele Ucraina. E la Russia, dopo un po’, se la è ripresa e poi vi ha fatto un referendum per l’annessione alla Russia. Lecito? Forse no, forse sì: se ne dovrebbe discutere bene e con calma, vedere bene gli accordi, studiare in che maniera applicherebbe o violerebbe il principio di autodeterminazione dei popoli. Insomma, se ne dovrebbe discutere. Sparando o minacciando, si sa, resta tutto come è.
Idem per il Donbass. Sono sette anni che movimenti indipendentisti vi sono insediati e governano e guerreggiano. Di nuovo: autodeterminazione dei popoli, intervento di sostegno della Russia legittimo o no -buona parte della prassi internazionale ritiene legittimo, se non doveroso, intervenire in favore dei popoli oppressi che vogliono l’indipendenza-, intervento militare a sostegno degli Stati del Donbass. Ancora, fino alla nausea, forse sì e forse no, se ne deve discutere.

 

Ma non se ne discute affatto (bastino le ultime ‘cancellazioni’: annullato l’incontro Blinken-Lavrov, idem quello ipotizzato Biden-Lavorv, nulla è dato sapere di Draghi-Putin). Minacce russe di occupazione (illecito, ma se poi si rivelano solo manovre?); minacce USA di strafasci economici, a qual fine, a qual pro, ma specialmente con quale giustificazione giuridica? Il ricatto economico (se volte il termine tecnico: rappresaglia) è un illecito internazionale ben certo. Compete all’’Occidente’ indicare e attuare ‘sanzioni’ nel diritto internazionale? Ma poi, chi decide se e quali sanzioni si possano applicare e da chi?
Con buona pace degli USA e di Israele e di altri, la decisione unilaterale di ‘applicare sanzioni’, ad esempio uccidendo o bombardando presunti avversari, non solo cozza contro il diritto internazionale, ma contro il diritto che dice: una persona può essere condannata e punita dopo un regolare processo, e lo stesso dice il diritto internazionale.
Su ciò non trovo una parola da parte dei personaggi interessati. Forse fatta eccezione per Mario Draghi che mostra un minimo di perplessità; ‘l’Occidenteminaccia epunisce‘, ma non negozia, non partecipa ad un processo. E per di più -a ciò mi riferivo all’inizio- con strumenti, misure, argomenti privi di alcun peso reale e utile, specie per le popolazioni locali. Putin, mettiamola così, voleva quelle terre e se le è prese. ‘L’Occidente’ tace e acconsente.
È, per dirla tutta, la via tipica della Comunità internazionale: il fatto diventa diritto, che, però, è il contrario del diritto, anzi, del diritto internazionale, anzi, della civiltà.

 

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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