martedì, Aprile 20

Ucraina, lo scacco di Putin field_506ffbaa4a8d4

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 putin normandia

Con il rublo a picco sul dollaro, l’invasione russa dell’Ucraina prosegue «apparentemente» verso Mariupol, ha denunciato Kiev dopo le foto della Nato, che, «alla fine di agosto», hanno ripreso i blindati del Cremlino penetrati, a nord-est, oltre la frontiera di Krasnodon, e impegnati in operazioni militari.
A Milano per il vertice informale dei Ministri europei, il capo della diplomazia ucraina Radoslaw Sikorsky ha ricordato che la «gente muore a migliaia». E migliaia, almeno 3 mila sarebbero militari russi a combattere nel Paese.
Dopo la presa dei ribelli di Novoazovsk (nuovo fronte meridionale alle porte di Mariupol), il Presidente russo Vladimir Putin ha chiesto ai separatisti di aprire un «corridoio umanitario per le truppe ucraine rimaste circondate».
La tensione con l’Unione europea (UE) e con gli Usa è alle stelle. «Il mondo intero vede che le forze russe sono in Ucraina», ha dichiarato il Presidente degli Usa Barack Obama, minacciando «gravi conseguenze» ma escludendo «azioni militari».
Kiev ha chiesto a Bruxelles «assistenza militare su larga scala» e gli Stati Uniti cedono volentieri la palla all’Europa, ricordando a Putin che i «Paesi vicini sono membri della Nato».
Per Mosca, il problema semplicemente non esiste: «Commentare le immagini satellitari è ridicolo, non ha senso. La Nato le ha prese da un video game», chiosano gli strateghi del Cremlino. «I Mondiali di calcio del 2018 in Russia non sono a rischio. Lo sport è fuori dalla politica», guarda in avanti Putin, dopo aver chiuso 12 McDonald’s.

Appurate le incursioni, Kiev punta ad accelerare l’adesione alla Nato, cambiando la sua legge parlamentare. Per l’Alleanza atlantica porta è aperta, ma il processo lo deve gestire l’Ucraina: «Ogni Paese ha diritto di decidere da solo le sue alleanze».
Del possibile ingresso non si è discusso alla riunione straordinaria del Consiglio Nato-Ucraina. Il Segretario dell’organizzazione di Difesa, Anders Fogh Rasmussen ha tuttavia ribadito la presenza illegale di truppe russe che «agiscono all’interno del Paese», dopo aver «oltrepassato la frontiera orientale e sud-orientale». «Mosca sfida ogni sforzo diplomatico per una soluzione pacifica», ha commentato Rasmussen, «l’azione non è isolata, ma fa parte di un pericoloso percorso di molti mesi per destabilizzare l’Ucraina come nazione sovrana. Le forze russe sono impegnate direttamente in operazioni militari all’interno del Paese. Inoltre, il Cremlino continua a rifornire i separatisti con carri armati, veicoli corazzati, artiglieria e lanciamissili».
Mosca continua a minacciare la chiusura dei rubinetti del gas verso l’Europa: «Le forniture all’UE sono a forte rischio». Mentre in patria imperversa la propaganda di stampo sovietico: «Contro le città dei ribelli, Esercito ucraino fa come i nazisti che circondavano Leningrado e sparavano a bruciapelo ai suoi abitanti», ha arringato Putin a un forum di giovani.
Nell’Ucraina dell’Est, dall’aprile scorso la guerra ha ucciso quasi 2.600 persone (dati delle Nazioni Unite): 789 soldati, per il Governo di Kiev, avrebbero perso la vita nei combattimenti.

In Occidente dilaga l’allarme per i terroristi dell’IS, lo Stato islamico proclamato del nord di Iraq e Siria. Per vendicarsi dei peschmerga che stanno riguadagnando terreno nei territori occupati dai jihadisti a nord di Mosul, i tagliagola hanno diffuso in Rete un nuovo video choc (subito rimosso) dal titolo ‘Un messaggio di sangue’, con la decapitazione di un prigioniero curdo, inguainato in una tuta arancione in stile Guantanamo.
Negli Usa le autorità hanno identificato almeno una decina di cittadini americani andati a combattere in Siria con l’IS: tra loro, anche lo psichiatra Nidal Hasan, che nel 2009 uccise 13 persone nella base militare di Fort Hood (Texas), e che ora ha scritto una lettera al leader jihadista Abu Bakr al-Baghdadi.
Nel 2014, Oltreoceano il flusso di chi si è unito ai ribelli siriani sarebbe quasi raddoppiato: dall’inizio delle rivolte, nel 2011, sarebbero un centinaio gli statunitensi. Numeri comunque ridotti rispetto al migliaio e mezzo di mujaheddin che si stima partiti dall’Europa: in primo luogo dalla Gran Bretagna, dove il livello di allerta terrorismo è stato innalzato da «sostanziale» a «grave». Londra teme che, con l’escalation militare, i jihadisti britannici (circa 500 sparsi tra Siria e Iraq) tornino in patria a fare gravi danni. «L’IS è la più grande e profonda minaccia mai conosciuta finora alla nostra sicurezza», ha incalzato il Premier inglese David Cameron, annunciando misure per la confisca immediata dei passaporti ai mujaheddin casalinghi.
Dagli Usa Obama, che non ha innalzato il livello di allerta, ha escluso raid imminenti in Siria, dopo l’invio di aerei spia. «Non abbiamo ancora una strategia certa, sto consultando i Capi di Stato maggiore», ha dichiarato il Presidente americano, intenzionato a «continuare a consultarsi anche con il Congresso».

Nell’attesa che nasca una coalizione internazioanle, l’UE studia di bloccare gli incassi dall’IS dalle vendite di petrolio, attraverso sanzioni già esistenti.
L’argomento è sul tavolo del vertice dei 28 Ministri degli Esteri europei di sabato 30 agosto a Milano. Si anche discuterà di rafforzare lo scambio di informazioni tra intelligence per combattere il fenomeno dei jihadistimade in Ue’.
Ma per l’Italia il summit in casa è l’occasione per festeggiare l’investitura pressoché certa di Federica Mogherini a Lady PESC (Alto rappresentante europeo per la Politica estera e di Sicurezza): il tabloid tedesco ‘Bild’ ha dato la nomina «sicura» dopo l’endorsement della Cancelliera Angela Merkel. Il vertice è inoltre presieduto da Mogherini in tandem il “Ministro” degli Esteri uscente UE Catherine Ashton, quasi un passaggio di testimone.
In agenda, i dossier sull’Iraq e sulla Libia, dove in nottata il Premier ad interim Abdullah al Thani ha rimesso il suo mandato nelle mani del Parlamento legittimo isolato a Tobruk, dopo la nomina di un Governo e un Parlamento paralleli nella capitale da parte delle Brigate di Misurata.
Nel pomeriggio, i Ministri UE hanno discusso della crisi Ucraina, mentre la giornata finale di domani è dedicata al processo di pace israelo-palestinese.

Con l’UE l’Italia ha in corso un braccio di ferro su Frontex, l’agenzia europea di contrasto all’immigrazione alle frontiere esterne.
Il 2 agosto il Ministro dell’Interno Angelino Alfano sarà prima a Berlino, poi a Madrid, a discutere con gli omologhi del varo dell’operazione Frontex Plus nel Mediterraneo. Solo nell’ultima giornata, 585 migranti sono approdati in Italia: due gli sbarchi a Pozzallo (Ragusa), guidati dalla Capitaneria costiera e uno a Taranto, nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum della Marina militare.
Dall’inizio dell’anno gli sbarchi in Italia hanno superato quota 100 mila, con un record di quasi 2 mila richieste d’asilo (+21%). I migranti arrivano da aree di crisi come Siria – l’ONU conta 3 milioni di profughi dal 2011, un milione in più solo nel 2013 -, Palestina e dal centro e nord Africa. Continente dove si allarga l’epidemia del virus Ebola: un primo malato è stato accertato in Senegal. Per l’emergenza la Farnesina ha stanziato un altro milione e mezzo di euro.

 

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