sabato, Novembre 27

Ucraina, l’impatto economico sull’UE delle sanzioni field_506ffbaa4a8d4

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La Russia è il terzo maggiore partner commerciale dell’Unione Europea. Nel 2014, il volume commerciale tra l’UE e la Russia è diminuito, principalmente a causa dell’impatto della recessione sull’economia russa, così come del conflitto in Ucraina, che ha determinato l’imposizione di sanzioni europee e contromisure russe. Dall’inizio del 2014, l’UE ha applicato numerose sanzioni diplomatiche ed economiche contro la Federazione russa in segno di protesta al coinvolgimento russo nella destabilizzazione dell’Ucraina e nella violazione dell’integrità territoriale di quest’ultima. La Russia ha risposto applicando un embargo su alcuni prodotti agricoli europei. Le sanzioni economiche dell’UE saranno in vigore almeno fino a gennaio 2016, mentre i provvedimenti russi sono stati estesi fino a giugno 2016.

È difficile distinguere gli effetti di queste sanzioni da quelli derivanti dalla critica situazione economica russa. Sebbene l’impatto totale sull’economia dell’UE sia stato abbastanza limitato, alcuni settori e Paesi sono stati più colpiti. Le stime al riguardo variano, ma indicano che l’economia europea resiste agli effetti avversi del crollo commerciale con la Russia. Ciò che è importante è che il settore finanziario europeo non sia ritenuto essere sistematicamente minacciato da tale declino.

L’effetto diretto più visibile è il crollo sostanziale nelle esportazioni agro-alimentari verso la Russia. Tali perdite, sono, tuttavia, mitigate in larga parte destinando queste esportazioni verso mercati alternativi.

 

Il commercio UE-Russia

I rapporti commerciali tra Unione Europea e Federazione russa sono governati da un Partenariato e un Accordo di Cooperazione, entrato in vigore il 1° dicembre 1997 e rinnovato annualmente dal 2007. I negoziati per un nuovo accordo sono stati sospesi dal Consiglio Europeo a marzo 2014. La Russia si classifica come il terzo partner commerciale dell’UE (con una percentuale pari a 8,4% del commercio totale) e l’UE è il principale partner commerciale della Russia (48% dell’intero commercio estero russo) e il suo più importante investitore estero (fino al 75% degli investimenti diretti proviene dall’UE). Le principali esportazioni di quest’ultima verso la Russia consistono in macchinari, mezzi di trasporto (macchine), prodotti chimici, medicine, beni elettrici ed elettronici e prodotti agricoli (per un totale che ammontava a 103 miliardi di euro nel 2014). Le esportazioni russe verso l’UE sono dominate da combustibili minerali (74,9%), che contribuiscono a un sostanziale surplus commerciale russo (valore totale delle esportazioni verso l’UE pari a 182 miliardi di euro nel 2014). Il commercio dei servizi rappresenta circa il 12% dell’intero commercio UE-Russia.

Il commercio tra le due economie è cresciuto costantemente fino alla metà del 2008, quando si è verificata un’inversione di tendenza, dovuta principalmente alla crisi economica, che ha influito negativamente sui volumi degli scambi. Questi ultimi sono ritornati a crescere nel 2010, raggiungendo livelli record nel 2012. Nel 2014, le esportazioni di beni dell’UE alla Russia sono crollate del 12,1% mentre le importazioni dalla Russia del 13,5%. I fattori dietro a questo declino includono il conflitto in Ucraina, barriere commerciali di lunga durata, sanzioni europee e contromisure russe, e la recessione in Russia. Il valore totale del commercio è crollato di conseguenza da 326 miliardi di euro a 285 miliardi di euro nel 2014.

 

Le sanzioni dell’UE

L’UE segue da vicino l’evolversi degli eventi in Ucraina, come le proteste a Kyiv, l’annessione della Crimea e di Sevastopol da parte della Russia, il disastro dell’aereo MH17, e la cosiddetta guerra fredda. Il Consiglio Europeo considera l’annessione della Crimea un’azione illegale e, da marzo 2014, l’UE ha adottato ed esteso gradualmente sanzioni contro la Federazione Russa, visto il ruolo di quest’ultima nella destabilizzazione deliberata dell’Ucraina e nell’inasprimento del conflitto. Tali sanzioni prevedono misure diplomatiche come la cancellazione di vertici UE-Russia; il congelamento dei beni e i divieti di rilascio di visti applicati a compagnie e singoli individui; il divieto di investimento e la proibizione di importazioni da ed esportazioni per la Crimea e Sevastopol; specifiche sanzioni finanziarie ed economiche destinate alla cooperazione economica e settoriale con la Federazione Russa. Il periodo di sanzioni è stato esteso per la mancanza di misure volte a ridurre il conflitto da parte della Federazione russa e la recente decisione del Consiglio al riguardo ha stipulato che esse rimarranno in vigore fino al 31 gennaio 2016 (le sanzioni specifiche per la Crimea e Sevastopol sono prorogate fino al 23 giugno 2016).

 

Esenzioni dalle sanzioni

Da notare che il gas non è incluso nelle sanzioni poiché numerosi Stati membri dell’UE dipendono in larga misura dai rifornimenti russi. Riguardo alle sanzioni finanziarie, sono esenti le società controllate delle banche russe presenti sulla lista nera attive in almeno sette Stati membri (tra cui Francia, Germania, Austria e Cipro). Queste società controllate detenevano 20 miliardi di euro di beni alla fine del 2013. Infine, sono esenti le attività previste in contratti già esistenti, cosa che per molti esperti ha creato sostanziali scappatoie.

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