sabato, Luglio 24

Ucraina le possibili soluzioni field_506ffb1d3dbe2

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Mille feriti, oltre 20 morti: il tutto in poche ore. L’Ucraina brucia. Le proteste che si sono riaccese in queste ore, stanno adombrando, secondo alcuni osservatori, la guerra civile, che, oltre a dilaniare il Paese metterebbe a rischio «la sicurezza e la stabilità della regione», come ha dichiarato il Primo Ministro polacco, Donald Tusk, e non solo. Perché la crisi ucraina «non è nazionale è nemmeno regionale. È un’inquietante crisi internazionale», secondo il francese Bernard Guetta, uno dei più attenti analisti di politica estera, in gioco c’è il futuro dell’Europa, c’è il rischio che si apra «una linea di conflitto che dividerà l’Unione europea e la Federazione russa». «L’Unione e la Russia si troverebbero in conflitto, e le fragili speranze di una collaborazione tra le potenze occidentali e Mosca sulle questioni più calde della politica mondiale svanirebbero per far posto a vere battaglie d’influenza in Iran e Siria».

Le soluzioni in campo restano le stesse delle scorse settimane.
La prima consiste nel promuovere o favorire in modo concertato un compromesso interno tra l’attuale Governo di Kiev  e gli oppositori che del resto lo stesso Presidente Viktor Janukovic ha provato ad impostare destituendo il premier filorusso Mykola Azarov e offrendo le due massime cariche governative ai due principali esponenti della minoranza parlamentare, Arsenyj Jazenjuk e Vitalij Klichko.

La seconda soluzione potrebbe essere la federalizzazione dell’Ucraina e al limite la separazione tra l’Est e il Sud del Paese, prevalentemente russofoni e/o filorussi, e l’Ovest e almeno parte del Centro eurofili, con i primi due eventualmente assorbibili infine dalla Federazione russa. Una soluzione questa che sembra non essere presa in considerazione seria dalle Cancellerie occidentali, e che probabilmente non troverebbe forte opposizione da parte russa se all’eventuale scissione potesse arrivare evitando un percorso di tipo jugoslavo.

 

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