lunedì, Maggio 16

Ucraina: le armi occidentali che fine fanno? Secondo 'CNN', il governo americano non visibilità di quanto accade ai miliardi di dollari di armi che l'Occidente consegna all'insaziabile Kiev. Le informazioni in merito rilasciate dal governo sono scarse, e comunque l'Ucraina ha un incentivo a fornire solo informazioni che rafforzeranno la loro tesi per maggiori aiuti

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Armi, armi sempre più pesanti e sofisticate. Su richiesta del suo Presidente, Volodymyr Zelensky, da fine 2021 a oggi, l’Ucraina è stata letteralmente invasa da armi. Stati Uniti, Inghilterra ma anche altri Paesi NATO, non ultime la Germania e l’Italia, hanno alimentato un vero e proprio arsenale. Fin da subito si avanzarono dubbi su che fine avrebbero fatto queste armi a guerra conclusa. Ora si affaccia un altro dubbio, collegato a quello iniziale. «Gli Stati Uniti hanno pochi modi per tracciare la consistente fornitura di armi anticarro, contraereee altre armi che hanno inviato oltre il confine in Ucraina, dicono fonti alla ‘CNN‘, un punto cieco dovuto in gran parte alla mancanza di stivali statunitensi sul terreno, e la facile portabilità di molti dei sistemi più piccoli che si stanno riversando oltre confine», esordisce così un rapporto pubblicato oggi da ‘CNN‘. Il rischio, affermano sia i funzionari statunitensi che gli analisti della difesa, è che, «a lungo termine, alcune di quelle armi possano finire nelle mani di altri eserciti e milizie che gli Stati Uniti non intendevano armare». E si mette in chiaro fin da subito: «È un rischio consapevole che l’Amministrazione Biden è disposta a correre».

Un quadro completo è al momento impossibile da fare. Arms Control prova fare una sommaria lista. «Quando a dicembre gli Stati Uniti hanno iniziato ad avvertire la comunità internazionale dei piani di invasione russa, hanno autorizzato un prelievo di200 milioni di dollari di equipaggiamento militare dalle scorte esistenti per la consegna in Ucraina. A gennaio e febbraio, mentre le forze russe si ammassavano lungo i confini dell’Ucraina, anche Paesi come Estonia, Lettonia, Lituania e Regno Unito hanno iniziato a fornire equipaggiamento militare, inclusi Javelin anticarro portatili e sistemi missilistici Stinger antiaerei a spalla».
Dopo il 24 febbraio, giorno dell’invasione, più di una dozzina di Paesi si sono rapidamente mossi e hanno inviato rifornimenti militari in Ucraina, «affrettando processi che spesso richiedono mesi o anni». Gli Stati Uniti hanno autorizzato altri 350 milioni di dollari in assistenza militare. Il 16 marzo, poi, «dopo che il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy si è rivolto al Congresso degli Stati Uniti tramite collegamento video, l’Amministrazione Biden ha annunciato ulteriori 800 milioni di dollari in assistenza, inclusi 800 sistemi missilistici Stinger e 2.000 Javelin, 1.000 armi leggere anti-corazza e 6.000 AT-4 anti – sistemi di armatura. In totale, l’Amministrazione ha annunciato o fornito più di 2 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina da gennaio 2021».
Intanto in Europa, con grande sorpresa, «la Germania, che in precedenza si era rifiutata di inviare aiuti letali all’Ucraina, ha deciso il 26 febbraio di trasferire 1.000 armi anticarro e 500 sistemi Stinger e consentire ad altri Paesi di riesportare armi tedesche. L’Unione Europea e altri Paesi hanno annunciato piani per le consegne di armi, tra cui Australia, Belgio, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti». Consegne di armi che sono proseguite ininterrottamente fino ad oggi, fino al 55° giorno di guerra. E si proseguirà. «A breve termine, gli Stati Uniti considerano il trasferimento di centinaia di milioni di dollari di attrezzature vitali per la capacità degli ucraini di resistere all’invasione di Mosca. Un alto funzionario della difesa ha affermato che si tratta “certamente della più grande fornitura recente a un Paese partner in un conflitto”», afferma ‘CNN‘.

La tipologia di armi inviate è cresciuta in termini qualitativi nel corso delle settimane, fino a includere armi molto sofisticate. Si fa notare che questi invii hanno determinato il passaggio dell’Ucraina, del suo esercito, all’arsenale NATO, arsenale totalmente sconosciuto ai militari di Kiev. E qui si pone il problema delle competenze. «La sfida logistica è immensa. Le munizioni occidentali e altri materiali di consumo militari sono incompatibili con la maggior parte delle armi pesanti progettate dalla Russia. Quindi, una volta iniziata la transizione alle armi occidentali – razzi, granate, artiglieria, cannoni da carri armati, mortai e armi di medio calibro – i soldati ucraini non saranno in grado» di usarle, sottolineaForbes‘.
I Paesi del Patto di Varsavia stanno donando sistema d’arma di derivazione russa compatibili con le armi pesanti di origine russa possedute dagli ucraini. Ma in Ucraina, «le munizioni e altri materiali di consumo militari stanno finendo. La capacità dell’Occidente di supportare attrezzature di origine russa è già molto limitata e la manciata di produttori di armi dell’Europa orientale che potrebbero ancora produrre munizioni e pezzi di ricambio conformi alla Russia stanno probabilmente spingendo duramente per battere i record di produzione». Mentre la guerra infuria,l’Ucraina deve acquisire le competenze per adottare sistemi d’arma occidentali. «Mentre la Russia combatte per impedire all’Ucraina di aderire alla NATO, l’esercito ucraino è destinato a subire una delle più rapide conversioni in un arsenale NATO standard nella storia moderna, trasformandosi, sotto l’assalto militare, in un membro de facto della NATO», commenta ‘Forbes‘, non senza ironia.

Un membro di fatto della NATO, l’Ucraina, sul cui territorio si trova una notevole quantità di armi donate da Paesi membri NATO, le quali armi potrebbero finire nelle mani di altri eserciti e/o milizie locali o essere rivendute a gruppi terroristici piuttosto che a Paesi nemici.
Quando le armi entrano nellanebbiadella guerra, dunque dopo la consegna agli ucraini, non c’è più possibilità di tracciare la loro localizzazione e il loro utilizzo, ha detto a ‘CNN‘ una fonte informata sull’intelligence statunitense. «Nel prendere la decisione di inviare miliardi di dollari di armi e attrezzature in Ucraina, l’Amministrazione Biden ha tenuto conto del rischio che alcune delle spedizioni finissero in luoghi inaspettati, ha affermato un funzionario della difesa. Ma in questo momento, ha detto il funzionario, l’Amministrazione considera essere maggiore il rischio di non armare adeguatamente l’Ucraina».
Considerato che né le forze armate statunitensi né quelle di altri Paesi donatori sono sul campo, gli Stati Uniti, la NATO, tutti i Paesi donatori, dipendono esclusivamente «dalle informazioni fornite dal governo ucraino. In privato, i funzionari riconoscono che l’Ucraina ha un incentivo a fornire solo informazioni che rafforzeranno la loro tesi per maggiori aiuti, più armi e più assistenza diplomatica», afferma ‘CNN‘. «“È una guerra: tutto ciò che fanno e dicono pubblicamente è progettato per aiutarli a vincere la guerra. Ogni dichiarazione pubblica è un’operazione di informazione, ogni intervista, ogni apparizione trasmessa da Zelensky è un’operazione di informazione”, ha detto un’altra fonte che ha familiarità con l’intelligence occidentale. “Non significa che abbiano torto a farlo”». E’ l’altra guerra, e in essa c’è la guerra della disinformazione e c’è la guerra dell’informazione, la nuova versione della propaganda. ‘CNN‘ è molto esplicita: «Per mesi, funzionari statunitensi e occidentali hanno offerto resoconti dettagliati su ciò che l’Occidente sa sullo stato delle forze russe all’interno dell’Ucraina: quante vittime hanno subito, la loro potenza di combattimento rimanente, le scorte di armi, che tipo di munizioni stanno usando e dove. Ma quando si tratta delle forze ucraine, i funzionari riconoscono che l’Occidente, compresi gli Stati Uniti, ha alcune lacune nelle informazioni. Anche le stime occidentali delle vittime ucraine sono nebbiose, secondo due fonti che hanno familiarità con l’intelligence statunitense e occidentale». Secondo una fonte che ha familiarità con l’intelligence, riferisce la testata, senza uomini sul terreno è difficile rintracciare il percorso delle armi.
«L’Amministrazione Biden e i Paesi della NATO affermano che stanno fornendo armi all’Ucraina in base a ciò di cui le forze ucraine affermano di aver bisogno, che si tratti di sistemi portatili come i missili Javelin e Stinger o il sistema di difesa aerea slovacco S-300 inviato la scorsa settimana. I missili, i fucili e le munizioni Javelin e Stinger sono naturalmente più difficili da tracciare rispetto a sistemi più grandi come l’S-300, che è stato spedito su rotaia. Sebbene Javelins abbia numeri di serie,c’è poco modo per tracciarne il trasferimento e l’uso in tempo reale, affermano fonti che hanno familiarità con la questione».
«“Non saprei dirvi dove si trovano in Ucraina e se gli ucraini li stanno usando a questo punto”, ha detto ai giornalisti la scorsa settimana un alto funzionario della difesa. «Non ci stanno dicendo ogni round di munizioni che stanno sparando e chi e quando. Potremmo non sapere mai esattamente in che misura stanno usando i Switchblades”».
John Kirby, l’addetto stampa del Pentagono, ha spiegato: «“I camion carichi di pallet di armi forniti dal Dipartimento della Difesa vengono prelevati dalle forze armate ucraine, principalmente in Polonia, e poi condotti in Ucraina. Poi tocca agli ucraini determinare dove andranno e come, assegnandole all’interno del proprio Paese”».

Al Congresso, a sentire le fonti presentate da ‘CNN‘, c’è chi non sembra propenso ad accontentarsi di non sapere. «Una fonte del Congresso ha sottolineato che anche se gli Stati Uniti non sono sul campo in Ucraina, gli Stati Uniti hanno gli strumenti per sapere cosa sta succedendo al di là di ciò che dicono gli ucraini, osservando che gli Stati Uniti fanno ampio uso di immagini satellitari e che sia l’esercito ucraino che quello russo sembrano utilizzare apparecchiature di comunicazione commerciale. Un’altra fonte del Congresso, invece, ha affermato che l’esercito statunitense considera le informazioni che sta ricevendo dall’Ucraina generalmente affidabili perché gli Stati Uniti hanno addestrato ed equipaggiato l’esercito ucraino ormai da otto anni, sviluppando solide relazioni. Ma ciò non significa che non ci siano punti ciechi, ha affermato la fonte, come su questioni come lo stato operativo degli S-300 ucraini».

Jordan Cohen, analista della difesa e della politica estera presso l’istituto CATO, specializzato nella vendita di armi, ha affermato che il pericolo più grande è ciò che accadrà a queste armi quando la guerra finirà o quando si trasformerà in una sorta di stallo prolungato. «Un tale rischio fa parte di qualsiasi considerazione condotta prima di inviare armi all’estero. “Per decenni, gli Stati Uniti hanno inviato armi in Afghanistan, prima per armare i mujaheddin nella loro lotta contro l’esercito sovietico, poi per armare le forze afghane nella loro lotta contro i talebani. Inevitabilmente, alcune armi sono finite sul mercato nero, compresi i missili Stinger antiaerei, dello stesso tipo che gli Stati Uniti stanno fornendo ora all’Ucraina».

È noto che gli Stati Uniti si sono dannati per recuperare Stinger dopo la guerra sovietica in Afghanistan. «Non è riuscito a trovarli tutti e quando gli stessi Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan nel 2001, alcuni funzionari hanno temuto che potessero essere usati dai talebani contro gli Stati Uniti. Altre armi hanno finito per armare gli avversari degli Stati Uniti. Gran parte di ciò che gli Stati Uniti hanno dato alle forze afghane è diventato parte dell’arsenale talebano dopo il crollo del governo e dell’esercito afghano».
Un problema che non riguarda solo l’Afghanistan. Le armi vendute all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti sono finite nelle mani di combattenti legati ad al-Qaeda e all’Iran.

«Il rischio che uno scenario simile si verifichi anche in Ucraina esiste, ha riconosciuto il funzionario della difesa. Nel 2020, l’ispettore generale del Dipartimento della Difesa ha pubblicato un rapporto in cui sollevava preoccupazioni per il monitoraggio dell’uso finale delle armi inviate in Ucraina», rileva la ‘CNN‘. «Ma data la quasi insaziabile necessità a breve termine delle forze ucraine di più armi e munizioni, il rischio a lungo termine che le armi finissero sul mercato nero o nelle mani sbagliate è stato ritenuto accettabile, ha affermato il funzionario. “Questo potrebbe essere un problema tra 10 anni, ma ciò non significa che non dovrebbe essere qualcosa a cui pensare”, ha detto Cohen, l’analista CATO. “Oltre 50 milioni di munizioni: tutte quelle munizioni non verranno utilizzate solo per combattere i russi. Alla fine, quelle munizioni verranno utilizzate in modo improprio, intenzionalmente o meno”».

Se questa è la situazione di non conoscenza e controllo degli Stati Uniti, si può ragionevolmente ritenere che nella stessa situazione si trovino gli altri Paesi donatori.

L’insaziabile sete di Volodymyr Zelensky di armi, rischia di porre le basi perchè, quando finalmente questa guerra terminerà, o si disinfiammerà in un conflitto a bassa intensità, l’Ucraina diventi terra di milizie contrapposte armate fino ai denti dall’Occidente; la Libia dell’Est. Non ci sarebbe nulla di nuovo, prima dell’invasione del 24 febbraio, le armi occidentali hanno armato i gruppi di estrema destra, Battaglione Azov in testa, ma non solo, si cita tra gli altri Tradizione e ordine o Karpatska Sich.

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