sabato, Maggio 21

Ucraina: la risoluzione ONU contro l’invasione russa L'Assemblea generale delle Nazioni Unite chiede alla Russia di fermare la sua offensiva in Ucraina, votando 141 favorevoli, 5 contrari e 35 astenuti

0

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato per chiedere alla Russia di fermare la sua offensiva e di ritirare immediatamente tutte le truppe, con le potenze mondiali e i piccoli stati insulari che condannano Mosca allo stesso modo.

Il voto di mercoledì ha visto 141 Stati votare a favore della mozione, cinque contrari e 35 astenuti. Le risoluzioni dell’Assemblea non sono giuridicamente vincolanti, ma possono riflettere e influenzare l’opinione pubblica mondiale.

Il voto è arrivato dopo che l’assemblea di 193 membri ha convocato la sua prima sessione di emergenza dal 1997. Gli unici Paesi a votare con la Russia sono stati Bielorussia, Siria, Corea del Nord ed Eritrea. Cuba ha parlato in difesa di Mosca ma alla fine si è astenuta.

Ecco il testo completo:

Aggressione contro l’Ucraina

L’Assemblea Generale, riaffermando l’importanza fondamentale della Carta delle Nazioni Unite nella promozione dello stato di diritto tra le nazioni,

Ricordando l’obbligo di tutti gli Stati ai sensi dell’articolo 2 della Carta di astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite, e di risolvere le loro controversie internazionali con mezzi pacifici,

Ricordando inoltre l’obbligo di cui all’articolo 2, paragrafo 2, della Carta, che tutti i Membri, al fine di garantire a tutti loro i diritti ei benefici derivanti dall’adesione, adempiano in buona fede agli obblighi da loro assunti in conformità con la Carta,

Prendendo atto della risoluzione 2623 (2022) del Consiglio di Sicurezza del 27 febbraio 2022, in cui il Consiglio ha convocato una sessione straordinaria d’urgenza dell’Assemblea Generale per esaminare la questione contenuta nel documento S/Agenda/8979,

Ricordando la risoluzione dell’Assemblea Generale 377 A (V) del 3 novembre 1950, intitolata “Unire per la pace”, e tenendo conto che la mancanza di unanimità dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza nella sua 8979a riunione gli ha impedito di esercitare la sua responsabilità primaria per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale,

Ricordando anche la sua risoluzione 2625 (XXV) del 24 ottobre 1970, con la quale approvava la Dichiarazione sui principi di diritto internazionale in materia di relazioni amichevoli e di cooperazione tra gli Stati in conformità con la Carta delle Nazioni Unite, e riaffermando i principi in essa contenuti che il territorio di uno Stato non può essere oggetto di acquisizione da parte di un altro Stato risultante dalla minaccia o dall’uso della forza, e che qualsiasi tentativo volto alla rottura parziale o totale dell’unità nazionale e dell’integrità territoriale di uno Stato o paese o alla sua indipendenza politica è incompatibile con le finalità e i principi della Carta,

Ricordando ulteriormente la sua risoluzione 3314 (XXIX) del 14 dicembre 1974, che definisce l’aggressione come l’uso della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con la Carta,

Tenendo presente l’importanza di mantenere e rafforzare la pace internazionale fondata sulla libertà, l’uguaglianza, la giustizia e il rispetto dei diritti umani e di sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni indipendentemente dai loro sistemi politici, economici e sociali o dal livello del loro sviluppo,

Ricordando l’atto finale della conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, firmato a Helsinki il 1° agosto 1975, e il memorandum sulle garanzie di sicurezza in connessione con l’adesione dell’Ucraina al trattato di non proliferazione delle armi nucleari (memorandum di Budapest) del 5 dicembre 1994,

Condannando la dichiarazione del 24 febbraio 2022 della Federazione Russa di una “operazione militare speciale” in Ucraina,

Riaffermando che nessuna acquisizione territoriale risultante dalla minaccia o dall’uso della forza sarà riconosciuta come legale,

Esprimendo grave preoccupazione per le notizie di attacchi a strutture civili come residenze, scuole e ospedali e di vittime civili, comprese donne, anziani, persone con disabilità e bambini,

Riconoscendo che le operazioni militari della Federazione Russa all’interno del territorio sovrano dell’Ucraina sono di dimensioni che la comunità internazionale non vedeva in Europa da decenni e che è necessaria un’azione urgente per salvare questa generazione dal flagello della guerra,

Approvando la dichiarazione del Segretario generale del 24 febbraio 2022 in cui ricordava che l’uso della forza da parte di un Paese contro un altro è il ripudio dei principi che ogni Paese si è impegnato a sostenere e che l’attuale offensiva militare della Federazione Russa è contro il Carta,

Condannando la decisione della Federazione Russa di aumentare la prontezza delle sue forze nucleari,

Esprimendo grave preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria in Ucraina e dintorni, con un numero crescente di sfollati interni e di rifugiati che necessitano di assistenza umanitaria,

Esprimendo preoccupazione anche per il potenziale impatto del conflitto sull’aumento dell’insicurezza alimentare a livello globale, poiché l’Ucraina e la regione sono una delle aree più importanti del mondo per le esportazioni di cereali e agricoli, quando milioni di persone stanno affrontando la carestia o il rischio immediato di carestia o sono vivendo una grave insicurezza alimentare in diverse regioni del mondo, nonché sulla sicurezza energetica,

Accogliendo con favore i continui sforzi del Segretario generale e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e di altre organizzazioni internazionali e regionali per sostenere l’attenuazione della situazione rispetto all’Ucraina e incoraggiando il dialogo continuo,

1. ribadisce il suo impegno per la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, estendendosi alle sue acque territoriali;

2. deplora con la massima fermezza l’aggressione della Federazione russa contro l’Ucraina in violazione dell’articolo 2, paragrafo 4, della Carta;

3. chiede alla Federazione russa di cessare immediatamente l’uso della forza contro l’Ucraina e di astenersi da qualsiasi ulteriore minaccia illegale o uso della forza contro qualsiasi Stato membro;

4. chiede inoltre che la Federazione Russa ritiri immediatamente, completamente e incondizionatamente tutte le sue forze militari dal territorio dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti;

5. deplora la decisione del 21 febbraio 2022 della Federazione russa relativa allo status di alcune aree delle regioni ucraine di Donetsk e Luhansk come violazione dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina e non conforme ai principi della Carta;

6. chiede alla Federazione russa di revocare immediatamente e incondizionatamente la decisione relativa allo status di alcune aree delle regioni ucraine di Donetsk e Luhansk;

7. invita la Federazione Russa a rispettare i principi enunciati nella Carta e nella Dichiarazione sulle relazioni amichevoli; 1

8. invita le parti a rispettare gli accordi di Minsk ea lavorare in modo costruttivo nei pertinenti quadri internazionali, anche nel formato Normandia e nel gruppo di contatto trilaterale, per la loro piena attuazione;

9. Chiede a tutte le parti di consentire il passaggio sicuro e illimitato verso destinazioni al di fuori dell’Ucraina e di facilitare l’accesso rapido, sicuro e senza ostacoli all’assistenza umanitaria per i bisognosi in Ucraina, di proteggere i civili, compreso il personale umanitario e le persone in situazioni vulnerabili, compresi donne, anziani, persone con disabilità, popolazioni indigene, migranti e bambini e rispettare i diritti umani;

10. deplora il coinvolgimento della Bielorussia in questo uso illegale della forza contro l’Ucraina e la invita a rispettare i suoi obblighi internazionali;

11. Condanna tutte le violazioni del diritto umanitario internazionale e le violazioni e abusi dei diritti umani e invita tutte le parti a rispettare rigorosamente le disposizioni pertinenti del diritto umanitario internazionale, comprese le Convenzioni di Ginevra del 1949 e il Protocollo aggiuntivo I del 1977, 3 come applicabile , e di rispettare il diritto internazionale sui diritti umani, e a questo proposito richiede inoltre che tutte le parti assicurino il rispetto e la protezione di tutto il personale medico e del personale umanitario impegnato esclusivamente in compiti medici, dei loro mezzi di trasporto e attrezzature, nonché ospedali e altri strutture mediche;

12. Chiede che tutte le parti rispettino pienamente i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario di risparmiare la popolazione civile e gli oggetti civili, astenendosi dall’attaccare, distruggere, rimuovere o rendere inutili gli oggetti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile, e rispettando e proteggendo gli aiuti umanitari personale e spedizioni utilizzate per operazioni di soccorso umanitario;

13. chiede al Coordinatore degli aiuti di emergenza di fornire, 30 giorni dopo l’adozione della presente risoluzione, una relazione sulla situazione umanitaria in Ucraina e sulla risposta umanitaria;

14. sollecita l’immediata risoluzione pacifica del conflitto tra la Federazione Russa e l’Ucraina attraverso dialogo politico, negoziati, mediazione e altri mezzi pacifici;

15. accoglie favorevolmente e sollecita i continui sforzi del Segretario generale, degli Stati membri, dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e di altre organizzazioni internazionali e regionali per sostenere l’attenuazione della situazione attuale, nonché gli sforzi delle Nazioni Unite Nazioni, compreso il Coordinatore di crisi delle Nazioni Unite per l’Ucraina, e organizzazioni umanitarie per rispondere alla crisi umanitaria e dei rifugiati creata dall’aggressione della Federazione Russa;

16. Decide di aggiornare temporaneamente l’undicesima sessione straordinaria d’urgenza dell’Assemblea Generale e di autorizzare il Presidente dell’Assemblea Generale a riprendere le sue riunioni su richiesta degli Stati membri.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->