sabato, Maggio 21

Ucraina: la Luna di Kiev Mentre la Luna, muta e cieca, illumina l’orrore della guerra, noi continuiamo a restare attoniti in questo silenzio pesante e ferale di suoni che mai avremmo voluto udire

0

Purtroppo sappiamo che la Luna, solo certe volte può ‘parlare’ nelle poesie, come ci confermano queste semplici frasi di Gianni Rodari:

Chissà se la luna di Kiev è bella come la luna di Roma,
chissà se è la stessa o soltanto sua sorella.

Ma son sempre quella!
– la luna protesta –
non sono mica
un berretto da notte
sulla tua testa!

Viaggiando quassù faccio lume a tutti quanti,
dall’India al Perù, dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano senza passaporto”.

E la Luna facendo lume a tutti quanti, certamente illuminerà anche l’odierna città di Kiev e tutto il territorio della Repubblica Ucraina.

E allora, se potesse vedere davvero, cosa vedrebbe nelle sue notti in piena luminosità? E quante lacrime potranno cadere dai suoi crateri per donare quell’acqua utile per lavare le bambine e i bambini, le madri e le nonne, per pulire il corpo straziato dei morti civili sulle strade o dentro le case o sotto i bunker? E per purificare il corpo insanguinato di tutti quei ragazzi e uomini chehanno fatto di tutto per difendere la loro nazione?

E se la Luna potesse veramente parlare che cosa mai potrebbedire, paralizzata dalle brutture e dalle ingiustizie che ogni notte schiarisce su tutti i paesi e le città bombardate di una nazione che ha dato i natali a Bulgakov, a Horowitz, a Malevic, a Gogol, etc., solo per un sadico e disumano pensiero di prepotente affermazione di potere?

No, carissimo Gianni Rodari, è meglio che la Luna continui a ‘parlare’ nelle poesie, nelle canzoni, nei dipinti perché difronte a queste immagini di Kiev e di tutta l’Ucraina, perché difronte alla grande offesa fatta da Putin all’umanità intera, non ci sono parole da dire quando il piede straniero è sopra il cuore, quando i morti sono abbandonati nelle piazze e sull’erba dura di ghiaccio, quando si fa straziante il lamento d’agnello dei fanciulli, quando si ode l’urlo nero della madri in fuga con i loro piccoli verso una speranzosa salvezza, quando i padri piangono a dirotto nel salutare le loro figlie senza avere la certezza di riabbracciarle

No, caro Gianni, ci sono momenti in cui, come ha brutalmente e poeticamente espresso Salvatore Quasimodo, non ci sono più gli occhi per vedere, e tantomeno parole da proferire… ma quanto piuttosto fiumi di lacrime sorde e mute perché, come Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese,oscillavano lievi al triste vento. Mentre la Luna, muta e cieca, illumina questo funesto orrore e noi continuiamo a restare attoniti in questo silenzio pesante e ferale di suoni che mai avremmo voluto udire.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->