lunedì, Maggio 16

Ucraina: il diritto internazionale e la storia La vicenda in punta di diritto internazionale, mentre l'Europa sta perdendo una grandissima occasione di giocarsi un ruolo di punta in questa crisi

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Ucraina. In questa vicenda davvero ottocentesca e per molti altri versi terribilmente moderna, anzi, futuristica, le prime cose che in questi giorni mi hanno colpito sono le tre seguenti.
Un giornalista televisivo, anzi, più di uno, ha ripetutamente parlato di Unione Sovietica invece che di Russia. Una giornalista televisiva ben nota ha fermato a metà discorso il prof. Luciano Canfora, che cercava di spiegare i motivi profondi del conflitto, facendo intendere (beata lei discepola del nostro ministro della cultura Cingolani), che queste cose non interessano. E infine, nel giro di poche ore, mi è sembrato di tornare al Covid: gli esperti in strategia militare, in strategie geopolitiche, in analisi psicosomatica dei contendenti, e così via sono spuntati dovunque a parlare, parlare, parlare, con una sola componente comune a tutti (no, mi correggo, a quasi tutti, anche lì vi sono persone molto serie) e cioè la definizione e la descrizione della Russia come l’orso, il cattivo, il … mangiatore di bambini, beh forse bambini no, ma adolescenti sì.
Mi perdonerete un minimo di ironia sul modo di fare informazione nel nostro Paese, senza cattiveria, ma sorridendo, in una situazione nella quale non vi è proprio nulla da ridere e nemmeno sorridere.
Io sono solo un internazionalista e quindi mi devo e posso limitare a parlare di diritto internazionale.

Ebbene, il diritto internazionale fa divieto assoluto di usare la forza per (cito il testo sempre perfetto dell’art. 11 della nostra Costituzione) «la risoluzione delle controversie internazionali». Invero, anche la minacciadi uso della forza è vietata in assoluto. Assoluto, significa sempre. Forse vale la pena riportarla tutta la frase in cui si trova quella che ho citato: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». Aggiungo, però, che l’art. 10 della stessa Costituzione, dice una cosa forse anche più importante, quando afferma: «L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute»: non dice ‘tutte’, è implicito, sono tutte.
L’unica ipotesi nella quale, per il diritto internazionale, è consentito l’uso della forza è quello della legittima difesa, che, però, innanzitutto deve essere esercitata (con buona pace di Salvini e altri) solo dopo che l’altro abbia iniziato ad usare la forza. Non per nulla, la Corte Internazionale di Giustizia, ha definito illecito l’uso della forza, in pretesa legittima difesa, da parte di Israele nella guerra del 1967, o degli USA, nel caso del Nicaragua, eccetera. È ben chiaro che le cautele che sono previste prima di considerare legittimo l’uso della forza per legittima difesa, danno all’aggredito una posizione di svantaggio (deve ‘aspettare’ che l’altro attacchi), che però serve ad impedire che se ne abusi. Per di più, e ciò è fondamentale, la legittima difesa deve essere: immediata e proporzionata. È una cosa evidente, ma spesso sfugge.
Infine, va precisato che ‘aggressione‘ (quella che giustifica la legittima difesa) non è solo quella militare, ma anche quella economica: insomma ogni atto che metta l’altro o gli altri in gravi difficoltà o pericolo.

 

Veniamo al concreto, molto, ma molto superficialmente, ma solo per collocare i fatti di cui si discute in una ottica comprensibile: poi ognuno, volendo potrà farsi la propria opinione.
Da molto tempo, la Russia -erede della Unione Sovietica, che ha dato milioni e milioni di morti per la vittoria, non certo solo per virtù ‘occidentale’ nella seconda guerra mondiale e che poi fu considerata ostile tanto da essere confinata dietro una ‘cortina di ferro’ (Churchill), avendo disciolto la Confederazione della quale facevano parte, tanto per precisare, i Paesi baltici (Lettonia, ecc.), la Bielorussia, la Georgia e l’Ucraina (e molti altri, beninteso)- aveva affermato, e concluso in un trattato tra Gorbaciov e Bush, di non accettare che missili e armi nucleari venissero posti alle sue frontiere, ed altresì che non ne venissero posti nei Paesi dell’ex sfera di influenza russa -Polonia, Ungheria, Germania est, ecc. È noto che per questi ultimi Paesi si parlava di Paesi a sovranità limitata, in quanto non liberi di cambiare alleanze. Non occorre nemmeno dire che la cosa in sé era ed è illecita e quindi i noti interventi in Ungheria, Cecoslovacchia e minaccia di intervento in Polonia furono illeciti, in quanto illecita l’idea della limitazione di sovranità. Tecnicamente: autodeterminazione dei popoli. Le armi in questione, però, sono state messe lì, profittando della debolezza della Russia.
Come noto, lo dico solo per inciso, anche il cosiddettoOccidente‘, aveva la stessa identica situazione: gli USA, il capofila dell’Occidente‘, non solo si è riservata la possibilità di intervenire quando lo ha ritenuto necessario ad esempio in Guatemala, a Santo Domingo, a Grenada (ma anche in Corea, in Vietnam, ecc.), ma anche di esercitare una sorta diprevalenzanei confronti, sempre solo per esempio, di Italia, Germania, ecc… insomma buona parte dell’Europa (per limitarci a questa parte del mondo!) ai quali non era permesso certamente né di avere comunisti al Governo, né di uscire dall’alleanza Atlantica.
Adesso, per favore, non fate come i bambini che fanno ooooh! Lo sappiamo tutti benissimo, forse in parte almeno per l’Italia è ancora vero, e un Presidente della nostra Repubblica era addirittura a capo di un organismo che aveva il compito di agire con la forza in caso si verificassero le situazioni di cui sopra.

 

Infine, due ultimi punti. Il diritto internazionale, essendo l’ordinamento giuridico di una comunità nella quale manca l’autorità (non c’è lo Stato, insomma) non dispone di un organismo in grado di imporresanzioni‘. Le sanzioni, cioè, possono solo essere il frutto della volontà, magari implicita, dell’intera collettività. Ciò non vuol dire che occorre una sorta di referendum per applicare sanzioni (sarebbe assurdo), ma vuole certamente dire che una sanzione imposta da unaparteche si definisce orgogliosamente parte (il cosiddetto ‘mondo occidentale’, che, poi in realtà, significa gli USA) è di per sé, proprio perché posta da una sola parte, illecita, o almeno fortemente sospetta di esserlo.
Quando vi è in atto un conflitto armato, gli Stati che non vogliono prendervi parte, hanno solo una possibilità: essere neutrali. Se, però, un soggetto aiuta uno dei contendenti (sia con armi che con altro tipo di rifornimenti e consulenze, eccetera) diventa parte del conflitto. In altre parole, così come lo Statonemicopuò colpire quello con cui è in guerra, può legittimamente colpire anche quello che aiuta il suo nemico.
Tutto ciò che precede solo perché si abbiano ben chiare le conseguenze di ciò che si fa.

Per concludere in tre parole: la Russia, ha aggredito illecitamente (ILLECITAMENTE: lo scrivo così per fare intendere a chi mi consideri filo-russo!) l’Ucraina. Che, però, aveva minacciato di entrare a fare parte della organizzazione militare nota come NATO, a direzione statunitense e diretta, da tempo, contro (ripeto: diretta da tempo CONTRO) la Russia, definita il possibile nemico: il che avrebbe portato, o potuto portare, sia al possibile schieramento di armi nucleari ‘contro’ la Russia al confine della Russia, sia alla possibilità (se è vero non so, ma è stato detto ripetutamente) di schierare missili tattici (a corto raggio, insomma) a testata nucleare sempre al confine della Russia con la possibilità di colpire direttamente Mosca.
È ovvio che a ciò si dovrebbe, o meglio si sarebbe dovuto, reagire con i negoziati, la trattativa, la ragionevolezza e, specialmente, la cessazione dell’idea della lotta dell’occidente all’oriente, che sarebbe l’unico mezzo per evitare conflitti. Ma ciò non accade, non è accaduto. Anzi la Russia, in un primo momento salutata come il figliol prodigo di ritorno dal comunismo al liberalismo tanto da essere accolta nel G8 (oggi di nuovo G7 … non certo per volontà della Russia), è ormai da tempo considerata un Paese nemico, ostile … un orso, non più comunista, ma … fate voi!

Una ultima cosa. L’Europa sta perdendo una grandissima occasione, perché se avesse ricominciato (come accennò Draghi in una delle sue rare conferenze stampa) a pensare ad unadifesaeuropea, e cioè a liberarsi della eccessiva presenza statunitense, avrebbe avuto un gran ruolo da giocare in questa crisi, senza farsi trascinare in uno scontro, dove addirittura fornisce armi ad uno dei contendenti, e si taglia da sola l’accesso a fonti energetiche vitali.
Il resto è storia, se il Ministro Cingolani ci permetterà di studiarla!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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