mercoledì, Maggio 25

Ucraina: genocidio, ‘nuova’ NATO, sanzioni, sciagurataggine in escalation Con l'ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO si scherza con il fuoco, se a qualcuno saltano i nervi, alla fine basta premere il bottone sbagliato e addio Europa. Intanto l'Europa sta facendo i conti con le sanzioni imposte alla Russia, e straparla di genocidio

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Oramai, il clima oppressivo di propaganda che circonda la vicenda dell’ Ucraina, mette in difficoltà chi cerchi, come me sia pure modestamente, di mettere ordine, di usare la propria conoscenza per spiegare ad altri i termini meglio esatti del problema, di esplicitare in maniera non polemica, ma attenta ai particolari, la reale struttura delle questioni, si trova in difficoltà. Quando, poi, ci si mettono i vari Gramellini, ostili (quando gli pare) alla complessità, utile in altri casi, confesso che a me cominciano a fumare le orecchie e mi domando se non sia meglio rinunciare e limitarmi (o ampliarmi, invero) ai lavori scientifici, molto più utili, ma comprensibili solo a chi ne sappia qualcosa.
Lo dico sotto l’impressione (positiva) della lettura di un articolo, solo apparentemente breve, di un mio bravissimo collega e, spero, amico. Articolo acuto e pungente, ma ricco di dettagli sui quali una bella discussione sarebbe benvenuta … ma tra noi, tra ‘esperti’, possibilmente amici.
Ma tant’è, lasciamo correre, qui si sente di tutto. A cominciare da un certo Joe Biden, che continua ad attizzare il fuoco del conflitto, anche perché (non solo, ma anche) comincia a capire che solo alzando in continuazione il tono della contesa, può sperare di tenerla viva e, specialmente, impedire agli altri Governi di ragionare con calma e, magari, accorgersi che si stia esagerando.

 

Uno dei temi sollevati in questi giorni è quello del presunto genocidio di cui sarebbero responsabili i russi. Francamente una cosa senza senso, posto che il genocidio implica il tentativo di distruggere una intera civiltà, che non è proprio il caso. Comunque, sul tema subito si trovano i corifei, gli amici per principio di Biden, che sbraitano che, sì, si tratta di genocidio.
Sciocchezze, per fortuna, sulle quali forse tornerò santificato dalle celebrazioni pasquali, ma con qualche elemento in più delle sciocchezze che dice Biden, e anche di quelle che ha detto Volodymyr Zelenski al Parlamento israeliano, mandando in bestia israeliani ed ebrei: l’unico genocidio è il loro, e non si chiama genocidio, ma Shoah, e basta così. Hanno il copyright e guai a chi prova a toccarlo!
Come si vede, a trattare le cose con un po’ di levità, c’è da ironizzare e molto. Del resto, questi dibattiti, in un modo o nell’altro, avvengono tra politici o politicanti e giornalisti, non sempre al top della cultura e della coscienza di ciò che si dice. Basta, quindi, ci torno, ma, credetemi è una sciocchezza sesquipedale, ma forse anche l’ultima, perché ormai Vladimir Putin può essere accusato solo di avere ammazzato personalmente Gesù Cristo, ma non sembra proprio così anziano!
Il fatto è che la guerra continua, che a Mariupol si muore e che l’incrociatore russo Moskva è stato colpito e quindi anche lì i morti non saranno pochi, così via. Vi lascio ai giornalistoni che vi racconteranno del declino della potenza russa, della crudeltà di Putin eccetera.

 

Avvengono, però due altre cose, a mio giudizio molto importanti e molto, molto pericolose.
La prima, incontrando stavolta Gramellini il mio consenso, anche perché dice, giustamente, che la NATO non è un albergo dove paghi per un weekend e stai da dio, ma una cosa un po’ più seria. Riferendosi Gramellini, ma non solo, alla vociferazione, favorita dai discorsi delle dueprimiere‘ (si dice così, no, per soddisfarne il sesso apparente?) svedese e finlandese, che accennano alla opportunità di entrare nella NATO. Non sto a discutere se nella NATO si entra o si è invitati, e nemmeno sul fatto, ovvio, che due Paesi tradizionalmente neutrali (uno, la Finlandia, anche qualcosa di più) prima di entrare nella NATO devono fare molte altre cose, ma un accenno non posso evitarlo sul senso dell’idea.
Una idea malsana, ma proprio molto. Tanto più, diciamolo chiaro anche questo, che una cosa del genere, che può suscitare ‘perplessità’ notevoli (ora ne parlo), o si fa oggi e subito o … se si annuncia, poi se qualche ‘incidente’ dovesse avvenire, non statevi, e non stiamoci a stupire. Qui si scherza col fuoco. Ciò che sembra che nessuno capisca, né Biden, né le ‘primiere’, è che se saltano i nervi, alla fine basta premere il bottone sbagliato e addio Europa … per gli USA forse no, ma certo ci sarebbe poco da stare allegri!
Perché? Guardate la carta geografica. Guardate bene: procedendo da ovest verso est, dopo lo stretto di Øresund (Danimarca-Svezia), oltre la penisola di Kaliningrad (stretta tra Lituania e Polonia), territorio russo, tutto il resto del Mar Baltico sarebbe sottocontrolloNATO. In una parola, a parte che San Pietroburgo (già Leningrad!) si affaccerebbe sulle coste di una Finlandia membro della NATO, praticamente la flotta russa del Baltico sarebbe sotto il controllo della NATO, e non potrebbe più accedere liberamente al mare aperto, al Mare del Nord!
Ora, io non sono uno stratega militare, né geopolitico, ma se mi trovassi in una situazione del genere, non mi sentirei tranquillo per niente, vista la nuova politica aggressiva della NATO di Biden.
Credo che per l’Europa sia venuto il momento che batta un colpo, oppure prepari la propria bara! Anche perché, ciò farebbe d’un colpo solo tramontare definitivamente l’idea di Europa. Con grande gioia di USA e Cina, e, forse un po’ meno, ma comunque anche della Russia. E, aggiungo non per spaventare qualcuno, ma insomma pensateci, logica strategica vorrebbe, anzi, imporrebbe, di … agire subito, prima che le due Nazioni entrino nella NATO, per ovvi motivi.
Onestamente e senza polemiche, credo che le due signore primi ministri (che sono certo che perdoneranno l’ironia derivante dalla fissazione di trovare sempre un femminile per ogni parola) farebbero bene a pensarci.
Così come qualche governante di Paesi europei importanti, a cominciare da Olaf Scholz che, credo, sia abbastanza arrabbiato con Zelenski per la volgare azione contro Frank-Walter Steinmeier, cioè contro la Germania.
Insomma, viviamo tempi pericolosi, in cui sembra che quanto a ragionamento non si sia al massimo.
E non solo nei ragionamenti. La situazione economica europea comincia a diventare preoccupante.

Noi siano tutti felici e contenti (cioè, molti di quelli che hanno le stelle e strisce anche nelle mutande lo sono) che gli USA maltrattino il ‘macellaio’, ma guardiamo un momento le sanzioni.
Le cosiddettesanzionialla Russia, largamente immotivate, ovvero giuridicamente insostenibili, specie quando riguardano i cosiddetti ‘oligarchi’, si dice che stiano provocando danni e restrizioni ai russi. Ogni giorno si legge sui giornaloni che nei supermercati mancano alcune cose, che le banche faticano eccetera. Se lo dice Massimo Giannini de ‘La Stampa‘, la signora Lilli Gruber e Enrico Mentana, sarà pure vero, ma … Ma, posto che sia vero che la Russia è una autarchia, è cosa ben nota e risaputa che in regimi di quel genere, i disagi della popolazione (che alla fine è comunque quella che paga) sono facilmente comprimibili e messi sotto traccia. Ma per la cosiddette democrazie occidentali europee le cose non stanno proprio così: la gente comincia a borbottare e anche più che borbottare. La benzina costa un occhio della testa, il pane (dico il pane) è aumentato di quasi il 50 %, il gas e l’elettricità non ne parliamo … insomma, prima o poi, i Governi cosiddetti democratici europei cominceranno ad avere problemi seri.
Le elezioni non ci sono solo negli USA, dove Biden ha scatenato tutto questo putiferio anche e proprio per questo, ma ci sono anche in Europa. E in Europa, il malcontento non si reprime così agevolmente. Specie se fosse vero (e lo è!) che, ad esempio in Italia, l’insofferenza per la NATO e gli USA comincia a diventare massiccia, e l’Italia non è una mosca bianca.
E se alla fine ci rendessimo conto che l’autocrate regge e continua a minacciare, mentre i cosiddetti democratici cominciano a non poterne più e già che sono democraticicominciassero a fare sentire più forte al propria voce?
Certo, per l’Italia, al solito, le cose sono complicate. Matteo Salvini e Giorgia Meloni (nonostante l’innamoramento ricambiato con Enrico Letta) nessuno li prende sul serio, ma Mario Draghi sta cominciando a fare i conti sul serio e con lui qualcun altro. All’estero parecchi di più, sembra.
Siamo proprio sicuri che alla fine lesanzioninon piegheranno l’Europa prima della Russia?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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