martedì, Maggio 17

Ucraina: Forze Armate Territoriali, l’altro esercito del novello Israele Cosa sono le Territorial Defense Forces (TDF), i rischi che possano sfuggire al controllo e diventare una minaccia destabilizzante per il governo, mentre chi partecipa avanza una Ucraina come Israele, pronta alla guerra in qualsiasi momento per proteggere la sua indipendenza

0

Tra ieri e oggi sembra sia partito ufficialmente il processo di de-escalation della crisi ucraina. Gli Stati Uniti non hanno più confermato, come hanno fatto nei giorni scorsi, che la Russia invaderà l’Ucraina domani, mercoledì 16 gennaio, e i media occidentali hanno immesso nel flusso della narrativa della crisi il messaggio che le diplomazie sono in azione per spegnere la miccia e ci stanno riuscendo. E improvvisamente, da ieri, tutti gli analisti si sono detti convinti che la Russia non invaderà.
Vladimir Putin ha tenuto bordone. Ha fatto immettere nel flusso un videoclip nel quale lo si vede a colloquio con il suo Ministro degli Esteri, Sergey Lavrov. La scena madre che ha fatto il giro dei media in Occidente è: Lavorv che afferma: «Mi sembra che le nostre possibilità siano tutt’altro che esaurite», riferendosi alle possibilità che la diplomazia venga a capo delle richieste di sicurezza di Mosca; Putin gli risponde: «OK». Una scena che ha fatto dire ai media occidentali che Putin sta cercando una via per ritirarsi senza perdere la faccia. Ma Mosca fin dall’inizio della vicenda ha detto che non aveva alcuna intenzione di invadere.
Oggi è iniziato il ritiro delle truppe russe impegnate nelle esercitazini, e Lavorv ha commentato: «era pianificato» -anche perchè erano, appunto, esercitazioni, e le esercitazioni dopo un periodo definito finiscono e i militari ritornano alle loro basi; erano stati gli USA, e poi a seguire il resto dell’Occidente, a interpretare le esercitazioni come un pretesto per poi invadere- e, ha aggiunto il Ministro, «non dipende dall’isteria occidentale». Il Ministro, citato dalla Tass, ha aggiunto che le notizie diffuse dall’Occidente su una invasione russa dell’Ucraina sono «terrorismo mediatico». «L’Occidente alla fine ha risposto, quando si è reso conto che stiamo discutendo seriamente la necessità di cambiamenti radicali nel campo della sicurezza. La sua risposta è stata positiva ad alcune delle iniziative che aveva respinto per lungo tempo».

Sull’altro fronte, quello ucraino, il Presidente Volodymyr Zelenskiy, ieri, in chiusura della visita del Cancelliere tedesco, Olaf Scholz, nella conferenza congiunta ha fatto intendere di essere disponibile a rispondere alle due richieste fondamentali di Mosca: l’avvio delle procedure funzionali a dare corso agli accordi di Minsk, e a mettere da parte (c’è chi sostiene far cadere direttamente nel dimenticatoio) la richiesta di adesione alla NATO. Quest’ultima in particolare era, fino a qualche ora prima, il punto fermo sul quale l’Occidente affermava di non poter far reromarcia.

Mentre Mosca affermava di non essere intenzionata a invadere, e Washington sosteneva l’esatto opposto, Kiev ha sempre minimizzato, ma mentre accusava di allarmismo l’Occidente, approntava le Territorial Defense Forces (TDF), le Forze Armate Territoriali.

L’idea di fondo è: aggregare riservisti civili ben addestrati in tutto il Paese, guidati da soldati professionisti, che in caso di necessità siano in grado di aiutare a combattere l’aggressione russa del 21° secolo. Mentre le forze armate ucraine devono affrontare la possibilità di una guerra più tradizionale, una Difesa Territoriale organizzata può supportarli a rispondere a situazioni più clandestine e diffuse assalti, soprannominati ‘guerra ibrida’ nel linguaggio militare moderno.
«
Avevamo bisogno di un nuovo sistema con una nuova filosofia», ha affermato Victor Kevlyuk, esperto del think tank del Center for Defense Strategy ed ex colonnello che ha partecipato alle ispezioni delle unità di difesa territoriale. Queste unità dovrebbero essere la risposta. Obiettivo ultimo: preparare gli ucraini a una grande resistenza nazionale. Secondo alcuni, questa resistenza civile potrebbe portare avanti la lotta se l’esercito ucraino venisse sopraffatto.

Così, il 1° gennaio è entrata in vigore una legge che rende la sua Forza di difesa territoriale un ramo militare a se stante. In precedenza, la forza -concepita all’inizio degli anni 2000 e assemblata per la prima volta nel 2014- rispondeva al comando delle forze di terra ed era composta da militari in pensione divisi in unità simili a battaglioni di volontari. Il loro compito era quello di difendere le retrovie. Ora, con l’aspettativa che la Russia possa cercare di infiltrarsi nelle città ‘mentalmente e fisicamente in parallelo con il suo massiccio accumulo di truppe’, l’Ucraina ha deciso di codificare la forza civile.
L’obiettivo è formare un nucleo di 10.000 professionisti militari entro marzo, ha affermato il ministro della Difesa Oleksii Reznikov in un recente briefing. Inizialmente, quel nucleo avrebbe dovuto guidare 130.000 riservisti civili. Il numero permanente delle Forze di difesa territoriale in tempo di pace sarà di 10.000 persone in carriera, con altri 120.000 riservisti civili da reclutare e addestrare. Quindi, in caso di mobilitazione dell’esercito, l’esercito di volontari sarà composto da più di 130.000 persone, compresi i riservisti. Mentre la guerra sembrava sempre più imminente, il comandante in capo dell’Ucraina ha affermato che la forza stava cercando da 1,5 a 2 milioni di cittadini disposti a difendere le loro case, famiglie e Paese. L’esercito ucraino conta circa 200.000 membri in servizio attivo. Secondo alcune fonti, sarebbero già 400.000 i cittadini che partecipano a tutti i tipi di attività per aiutare con lo sforzo bellico nell’Est del Paese, e circa 900.000 riservisti. Numeri, si consideri, per nulla verificabili. Secondo il Ministero della difesa, irecenti provvedimenti volti a rafforzare le capacità di difesa dello Stato, aumentare l’attrattiva del servizio militare e il graduale passaggio a un esercito professionale, porteranno le forze armate ucraine a 361.000 uomini.
I riservisti saranno distribuiti su 25 brigate, una per ciascuna delle regioni dell’Ucraina, più una per la capitale, Kiev. Quelle brigate saranno divise in 150 battaglioni, sostenuti da difensori volontari aggiuntivi. Il modello, spiegano dal Ministero della Difesa, posizionerà la forza per aiutare le autorità locali a reagire alle tattiche ibride della Russia, come la protezione delle principali infrastrutture civili o l’individuazione di agitatori filo-russi prima che possano destabilizzare o conquistare un’area.
Un recente sondaggio dell’Istituto ucraino per il futuro, un think tank politico, ha
rilevato che il 56% degli ucraini vuole entrare a far parte della nuova forza, milioni in più del necessario. Un sondaggio di questo autunno, ha mostrato che il 24% degli ucraini affermava che avrebbero resistito «con un’arma in mano» se la Russia avesse invaso. Tra gli uomini, il 39 per cento ha affermato che avrebbe resistito con le armi.
Gli ucraini che si presentano agli uffici di reclutamento hanno background molto diversi.Alcuni hanno abilità militari rilevanti. I comandanti ucraini affermano che mezzo milione di ucraini ha esperienza militare e sperano che molti si uniscano a una battaglia, compresi quelli appartenenti a gruppi privati come la Legione ucraina. Altri non hanno esperienze militari. Si va dai medici che possono essere preparati per far fronte alle emergenze sanitarie in caso di attacco, agli autisti che possono essere preparati per guidare le autombulanze, fino ai grogrammatori che possono essere addestrati per attività nel settore delle comunicazioni, ecc… Ognuno riceverà un addestramento di combattimento di base, ma ci si aspetta che molti applichino semplicemente qualsiasi talento potrebbero avere dalla loro vita quotidiana, affermano gli organizzatori di questa forza. Questa vasta esperienza civile sarebbe molto costosa se i militari cercassero di ottenerla assumendo specialisti.

Il Consiglio dei riservisti e altri gruppi aiutano ad addestrare le persone ogni sabato, esaminando le tecniche di combattimento di base: difendere un obiettivo, tendere un’imboscata, assaltare un edificio. Le loro aree di addestramento sono eclettiche, da boschi o discariche fuori città a una fabbrica di asfalto incompiuta perfetta per simulare il combattimento in spazi ristretti. Chiunque abbia un’età compresa tra i 18 ei 60 anni può arruolarsi nella forza. L’arruolamento però è complesso dal punto di vista burocratico.
Per essere arruolati nei ranghi delle Forze di Difesa Territoriali,
i volontari devono seguire un determinato addestramento, compreso l’addestramento militare di base, l’addestramento medico e il primo soccorso, mentre devono anche superare la selezione professionale e psicologica e firmare un contratto di volontariato. Se desiderano servire come parte di un battaglione o di una brigata, si presentano dal comandante per un colloquio prima di riferire al centro di reclutamento. Successivamente, devono superare un esame fisico, i loro documenti vengono completati e poi indossano l’uniforme.

Le forze di difesa territoriale sono state istituite per addestrare riservisti part-time dopo il 2014, quando la Russia ha sequestrato e annesso la Crimea. Ma l’anno scorso, le esercitazioni sono state aperte ai cittadini comuni come parte del piano di difesa strategica del Paese in caso di una potenziale invasione della Russia. L’esercito ucraino aveva iniziato l’addestramento nel fine settimana per i volontari civili in queste unità.
Il governo gestisce e paga alcune sessioni di addestramento attraverso le Forze di difesa territoriale. Gruppi paramilitari privati come la Legione ucraina tengono altre sessioni, per le quali i loro membri pagano tutte le spese.

A capo delle TDF, il generale di brigata Yuriy Halushkin, 50 anni, una lunga carriera alle spalle. Halushkin, riferiscono le fonti ucraine, ha partecipato a un’operazione internazionale di mantenimento della pace in Kosovo. Dal 2014 ha partecipato all’operazione antiterrorismo/operazione delle forze congiunte dell’esercito ucraino nelle regioni parzialmente occupate di Donetsk e Luhansk. Da giugno 2014 a gennaio 2015 ha servito come comandante delle truppe aviotrasportate altamente mobili, che allora facevano parte delle forze di terra delle forze armate ucraine. Da dicembre 2019 è stato ispettore capo del Ministero della Difesa ucraino e dalla metà del 2020 vice ispettore capo. Nel dicembre 2020, Yuri Halushkin è stato insignito del grado di generale di brigata, e dell’Ordine di Bohdan Khmelnytskyi II e III grado.
In una intervista a ‘
Ukrinform‘ a fine gennaio, il generale ha spiegato lo stato di avanzamento dei lavori di organizzazione della forza territoriale: «Date le sfide e le minacce che l’Ucraina deve affrontare, ci siamo concentrati principalmente sulle sezioni di confine con Russia e Bielorussia. Abbiamo 13 di queste regioni». «Nelle regioni di confine, battaglioni e brigate hanno un organico di circa il 70%, mentre nel resto delle regioni, entro la fine del mese prossimo, avranno un organico fino al 70%».
Il generale ha spiegato che «
il sistema di difesa territoriale era esistito prima come parte delle Forze di Terra, anche se non era così grande come lo è ora. Cioè, non lo stiamo creando da zero,stiamo solo aumentando significativamente le sue capacità. Dopotutto, avendo tali brigate e battaglioni in tutte le regioni, possiamo ricostituire rapidamente il TDF con riservisti e diventare completamente pronti per il combattimento. Ora, entro la fine del prossimo mese, avremo equipaggiato tutti i battaglioni e le brigate del 70%, che è la percentuale minima richiesta per operare con successo. Il prossimo problema è garantire che armi, munizioni e altro equipaggiamento siano adeguatamente conservati in ogni battaglione».
Secondo il generale,
i russi «capiscono quanto il dispiegamento del TDF influisca sul loro potenziale di combattimento e sul morale dei soldati russi».

«Le operazioni offensive sono sicuramente fuori discussione. Quando si tratta di superare l’aggressività, si tratta di difesa, non offensiva, quindi questa è la prima cosa. In secondo luogo, per quanto ne so, la Verkhovna Rada sta attualmente lavorando su emendamenti alla legge sui fondamenti della resistenza nazionale per determinare chiaramente se il TDF deve essere utilizzato all’interno della zona di combattimento. La legge finora recita: ‘Devono essere prese tutte le misure necessarie per proteggere…’, il che significa: ‘risposta tempestiva e adozione delle misure necessarie per difendere il territorio e proteggere la popolazione in una determinata area fino a quando non vi sarà dispiegato un gruppo di truppe’. Quindi, naturalmente, difenderemo fedelmente il nostro Paese»

Nella prima fase, le brigate ei battaglioni delle forze TDF saranno organizzate secondo la configurazione in tempo di pace. Uno scheletro del personale delle forze armate è formato in ogni battaglione. Il loro compito è comandare, addestrare e coordinare i civili che firmeranno un contratto per il servizio nella riserva del TDF. Ogni battaglione conterà fino a 600 riservisti. L’istituzione militare della riserva di guerra del TDF è la seconda fase dopo che il nucleo organizzativo e gestionale del personale militare sarà creato in battaglioni e brigate e saranno assicurate le condizioni appropriate. Al momento, il Ministero della Difesa sta avviando un dialogo con gli enti locali e l’autogoverno per garantire alle forze di TDF le risorse necessarie.

«L’addestramento per civili sponsorizzato dal governo ha sostenuto per decenni le strategie militari nordiche e svizzere e sta guadagnando terreno come dottrina militare nell’Europa orientale. Spinte dalle minacce russe, Estonia, Lettonia e Lituania hanno tutte programmi che incoraggiano il possesso di fucili per alcuni civili e l’addestramento formale a combattere come partigiani dopo un’occupazione«», afferma Andrew E. Kramer, corrispondente da Mosca del ‘New York Times‘. E aggiunge: «l’Ucraina ha tratto una lezione dalle guerre degli Stati Uniti in Iraq e in Afghanistan degli ultimi due decenni, quando i guerriglieri hanno fornito una resistenza duratura di fronte alla potenza di fuoco americana di gran lunga superiore».
«La difesa civile non è sconosciuta in Ucraina; le brigate di volontari hanno costituito la spina dorsale delle forze armate del Paese nell’est nel 2014, il primo anno di guerra contro i separatisti russi, quando l’esercito ucraino era nel caos».

I dubbi su questa scelta dell’Ucraina non mancano e sono gravi. «Una preoccupazione è che le divisioni politiche interne possano scatenare violenze da parte delle milizie armate. Alcuni scenari prevedono che Mosca colga questa vulnerabilità, trasformando le milizie nazionaliste in una minaccia destabilizzante per il governo. In un’invasione, questi gruppi potrebbero trasformarsi rapidamente in un’insurrezione decentralizzata in molte parti del Paese, ha osservato uno studio sugli scenari di guerra tra Ucraina e Russia dell’Institute for the Study of War di Washington. Altri temono che lo sforzo incoraggi il possesso privato di armi, che comporta rischi di criminalità, suicidio e violenza domestica. La legge ucraina richiede un esame psicologico per ottenere una licenza di armi. In un Paese di circa 40 milioni, 1,3 milioni di ucraini possiedono armi da fuoco civili autorizzate, secondo il ministero dell’Interno», afferma Andrew E. Kramer.

«Penso che questo cambierà drasticamente la situazione con la nostra sicurezza», dice Yegor Sobolev, un ex membro del Parlamento ucraino che si è arruolato nelle forze di difesa territoriale. E aggiunge: «L’Ucraina, come Israele, dovrebbe essere pronta alla guerra in qualsiasi momento per proteggere la sua indipendenza».

Brian S. Petit, colonnello dell’esercito americano in pensione delle forze speciali, che fornisce consulenza su strategia, pianificazione, operazioni speciali e resistenza, ed è docente a contratto per la Joint Special Operations University, dove si concentra su resilienza e resistenza, elogia il sistema senza eludere problemi e dubbi. Afferma «penso che la minaccia dell’Ucraina di una guerra partigiana sponsorizzata dallo Stato rappresenti una minaccia considerevole per una forza d’invasione». E però, «il potenziale di resistenza dei cittadini è frustrantemente difficile da misurare. È ancora più difficile prevederne la forma e la funzione quando è sottoposta allo stress dell’invasione. I movimenti di resistenza dei cittadini, almeno quelli organizzati frettolosamente che sostengono una proposta di status quo ante, hanno caratteristiche come un banco di pesci. Sono un numero sconosciuto, adottano una direzione di movimento indeterminata ma comune, sono punteggiati di sensori, cambiano forma in base alla pressione applicata e possono assorbire gli attacchi di predatori più grandi. Qualsiasi cosa così modellata può e otterrà l’attenzione di un avversario».

«Mobilitare e dirigere l’energia di resistenza dei cittadini richiede organizzazione e amministrazione.L’ Ucraina sta lavorando per sviluppare questo ‘centro disordinato’. Queste forze di difesa territoriale includono un mix di attori civici, volontari patriottici, gestori del settore dei servizi (energia, acqua, trasporti) e unità armate. Se si verifica un’invasione russa, aspettatevi divari tra i piani di difesa del governo dall’alto verso il basso e le azioni decentralizzate dal basso verso l’alto dei cittadini. Anche i piani di difesa totale più ben preparati e provati, come quelli visti in Svezia, lottano per ottenere una stretta stretta sul collegamento tra agenzie civiche localizzate e soccorritori a livello nazionale».
«
La conduzione della guerra delle milizie, non importa quanto giusta sia la causa, invita a margini disordinati. Non aspettarti il pieno rispetto degli standard di Amnesty International per i diritti umani, né aspettarti un registro ordinato che tenga conto di ogni proiettile e cerotto. Le milizie attirano molti coraggiosi patrioti che servono nobilmente, ma attirano anche estremisti,sociopatici, solitari e amanti del brivido. Nel 2014-15, un certo numero di milizie ucraine autoctone si sono mobilitate attorno all’estremismo di destra come filosofia guida».

Ora pare che le Forze Armate Territoriali è probabile avranno tutto il tempo per completare il la loro organizzazione e assestarsi in assetto di pace. Restano alcune aree di riflessione: come mettere in sicurezza queste forze di resistenza civile in un Paese zeppo di oligarchi che gestiscono di fatto i destini del Paese con eserciti personali, e dall’altra parte, che ne sarà del Paese che punta entrare nella UE (tra qualche decennio, visto lo stato della sua democrazia) se l’Ucraina si trasforma in un Israele europeo?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->