giovedì, Ottobre 21

Ucraina eletta al Consiglio di sicurezza Onu

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In Siria, i miliziani dello Stato islamico hanno iniziato a ritirarsi sotto i colpi dell’aviazione russa e dell’esercito di Damasco. Lo ha annunciato oggi il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konoshenko, come riporta Ria Novosti. «Si stanno ritirando, cercando di occupare nuove posizioni e cambiando la linea di scontro», rintracciando il percorso anche della fornitura di armi, munizioni e mezzi materiali. Centinaia di civili siriani sono in fuga dai villaggi nella Siria centrale investiti oggi dall’offensiva aerea russa e da quella di terra delle truppe governative. Lo riferiscono fonti locali della regione di Homs, secondo cui abitanti di Termela sono fuggiti dopo i bombardamenti nei$quali sono morti almeno otto civili e un forno del pane è stato distrutto. Nei raid è stato anche colpito il centro locale di comando degli insorti anti-regime. Un numero imprecisato di miliziani è stato ucciso.

Da segnalare una telefonata (l’ennesima) sulla crisi siriana tra il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e il segretario di stato Usa John Kerry. Entrambi si sono accordati per continuare i contatti su diversi aspetti di soluzione in Siria in conformità al comunicato di Ginevra del 30 giugno 2102. I due hanno discusso anche della crisi ucraina e dell’attuazione degli accordi di Minsk.

 

Tensioni in Kosovo: per la seconda volta in una settimana, parlamentari dell’opposizione hanno inscenato una protesta con gas lacrimogeni all’interno del parlamento di Pristina, nel tentativo di bloccare l’approvazione di un accordo con la Serbia raggiunto sotto gli auspici dell’Unione Europea.
I parlamentari che contestano l’accordo sono riusciti ad introdurre nella sede del parlamento i gas malgrado i controlli rafforzati dopo i disordini di pochi giorni fa. Per il primo attacco i sospetti si concentrano sull’ex capo del movimento nazionalista Partito kosovaro albanese, Albin Kurti. Il suo arresto lunedì ha scatenato ore di violente proteste a Pristina.

 

Per concludere, oggi il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha tenuto un discorso nell’aula di Montecitorio per celebrare il 60esimo anniversario dell’adesione dell’Italia alle Nazioni Unite.
«Oggi l’Italia», ha affermato Ban, «è il primo Paese occidentale per quanto riguarda il contributo di truppe alle missioni di pace dell’Onu». Il segretario ha sottolineato il sostegno italiano «preziosissimo, in particolare per la missione di pace in Libano», un Paese messo sotto grande pressione dalla guerra in Siria, e «l’Onu sta facendo tutto il possibile per aiutare con il fondamentale sostegno italiano». Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha ricordato la figura di Alcide de Gasperi e il suo impegno a favore dell’adesione dell’Italia alle Nazioni Unite. Sull’attuale crisi migratoria, oltre a sottolineare la «risposta forte, coraggiosa e profondamente umana» dell’Italia, Ban ha ricordato che si tratta della «più grande crisi dei rifugiati dalla fine della seconda guerra mondiale» e ha voluto quindi rendere omaggio agli uomini e alle donne «che hanno salvato» migliaia di vite, sottolineando infine che «La storia ci insegna che sia i migranti che i rifugiati hanno un grande potenziale per promuovere il progresso nei Paesi che li ospitano».

 

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