sabato, Settembre 18

Ucraina eletta al Consiglio di sicurezza Onu

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L’Ucraina siederà al Consiglio di sicurezza Onu per i prossimi due anni, ma al momento deve risolvere l’urgente questione del debito con la Russia, alla quale peraltro intende chiedere un risarcimento a molti zeri. In Afghanistan i militari Usa resteranno almeno fino al 2017. Tensione altissima in Israele per il ‘Giorno della collera’ proclamato per domani da Hamas. Dure critiche a Bernardino Leon per i colloqui di pace in Libia. Rivelata l’esistenza di una base segreta con missili e lanciamissili in Iran. Dure proteste nel Parlamento del Kosovo. Il segretario generale Onu Ban Ki-moon in aula a Montecitorio per i sessant’anni di adesione dell’Italia alle Nazioni Unite

La notizia del giorno è che l’Ucraina è stata eletta un seggio non permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2016-2017, dove dal prossimo primo gennaio si troverà insieme ad altri 14 paesi, fra cui la  Russia, a discutere direttamente anche di questioni legate alla crisi nel Donbass. Gli altri quattro nuovi membri non permanenti eletti sono Egitto, Giappone, Senegal e Uruguay. I cinque Paesi prenderanno il posto di Ciad, Cile, Giordania, Lituania e Nigeria. Gli Stati eletti hanno ottenuto rispettivamente: Senegal 187 voti, Uruguay 185 voti, Giappone 184 voti, Egitto 179 voti, Ucraina 177 voti.

Il ministro degli esteri Pavlo Klimkin era a New York per fare campagna in vista del voto, previsto per le prossime ore. L’agenda di Kiev, ha spiegato, andrà oltre la crisi ucraina, ma i toni che saranno usati con la Russia «non saranno certo conciliatori». Kiev, ha aggiunto, sostiene la posizione della Francia per introdurre limiti al diritto di veto dei cinque paesi con seggio permanente, fra cui la Russia che ha fino a ora bloccato due risoluzioni sull’Ucraina, la prima con cui si sanciva che la Crimea è parte dell’Ucraina e un’altra per l’istituzione di un tribunale penale internazionale per perseguire i responsabili dell’abbattimento del volo della Malaysian abbattuto sui cieli del Donbass da un missile Buk di fabbricazione russa nel luglio dello scorso anno.

Schermaglie diplomatiche con la Russia si sono avute anche oggi. Kiev ha intenzione di chiedere a Mosca almeno un trilione di dollari di danni per l’annessione russa della Crimea e per il conflitto nel Donbass, dove l’Ucraina e i suoi alleati occidentali accusano Mosca di sostenere militarmente i separatisti filorussi con armi e combattenti. Lo ha annunciato il premier ucraino Arseni Iatseniuk. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov si è detto sorpreso dalle dichiarazioni del capo del governo di Kiev. Iatsenyuk ha anche detto che la Russia deve ripensare alla sua decisione di non ristrutturare il debito di tre miliardi di dollari che Kiev ha nei suoi confronti e che scade quest’anno, altrimenti il governo ucraino ricorrerà in tribunale. I tre miliardi di dollari prestati da Mosca a Kiev nel dicembre di due anni fa rappresentano la prima tranche di un prestito da 15 miliardi con cui Mosca puntava a sostenere l’allora presidente ucraino filorusso Viktor Ianukovich dopo la sua marcia indietro sull’accordo di associazione con l’Ue che aveva scatenato la protesta di Maidan: una somma di cui la Russia esige la restituzione entro fine anno.

L’Ucraina, sull’orlo del default, ha trovato a fine agosto un accordo con i creditori privati sulla ristrutturazione del proprio debito. Il ministro delle Finanze ucraino, Natalie Jaresko, ha spiegato che la ristrutturazione prevede un taglio del 20%, che permetterà al Paese di risparmiare circa 3,6 miliardi di dollari su un debito di 18 miliardi di dollari con fondi e banche. Ma la Russia – ai ferri corti con Kiev – ha deciso di non partecipare alla ristrutturazione del debito.

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