mercoledì, Maggio 25

Ucraina, Donbas: Putin giuridicamente impeccabile Parlare di riconoscimento illecito e di repubbliche autoproclamate come se fossero degli orrori politici e giuridici è un nonsenso

0

Cito non testualmente le parole di un giornalista molto noto e molto autoreferenziale: Enrico Mentana. Che dice che Vladimir Putin ha riconosciuto le due repubblicheautoproclamateucraine, la Repubblica Popolare di Doneck (DNR) e la Repubblica Popolare di Lugansk (LNR), (poi ha parlato anche di ‘autoannesse’, ma qui non sono in grado di seguire: concetto troppo difficile per me) e poi che questa in sostanza è una guerra, anzi, ha precisato, una dichiarazione di guerra all’Ucraina. Ha poi aggiunto che il mondodemocraticodiscute sulla questione, con particolare riferimento al fatto che ogni Stato è libero di aderire alle alleanze che ritiene utili per i propri interessi. Invero, ha anche a lungo parlato della importanza storica dell’Ucraina per la Russia.

Bene, ciò posto, non entro nella discussione politica piuttosto deprimente che sento, con la sola eccezione, proprio poco dopo l’intervento di Putin, di Lucio Caracciolo, che ha posto la questione nei termini oggettivi: un contrasto tra due grandi potenze, una della quali, gli USA, parla molto e fa poco. Perché gran parte della contesa nasce dal fatto che, auspice in particolare Joe Biden, si è cercato di rendere l’Ucraina alleata anche militare, di quel miticooccidente‘, di cui molti parlano, ma nessuno spiega cosa sia, ma che pone missili a testata nucleare al confine della Russia e non solo. Né ci provo io.
Veniamo al fatto concreto dal punto di vista giuridico, solo giuridico.

Nel diritto internazionale, tutti, dico tutti, ma proprio tutti i soggetti di diritto internazionale, gli Stati, sono autoproclamati.
Sia perché nel diritto internazionale non esiste un ufficio che stabilisca che un certo ente è o non è uno Stato (o meglio, un soggetto), diversamente da ciò che accade nel diritto di ogni Stato, dove un bambino appena nato viene ‘dichiarato’ all’ufficiale di stato civile, che lo iscrive nel registro di stato civile e quindi lo rende cittadino e comunque titolare di diritti e destinatario di obblighi. Sia perché un ente che vuole essere uno Stato quasi sempre ‘nasce’ prendendo o usando parte di un altro Stato, o parte del territorio amministrato da un altro Stato. Il Padreterno, se mi permettete l’ironia, ha creato il mondo, la terra, non gli Stati!
Quindi, è perfettamente normale che nel diritto internazionale un soggetto (per lo più uno Stato) nasca perchési pone da sé‘, e, se riesce a mantenersi in piedi (per così dire) diventa un soggetto perfettamente uguale agli altri, e che, inoltre, ha il pieno diritto ad essere trattato da uguale. Tutti gli Stati nascono, sono nati e nasceranno così.
Ora, a stretto rigore, se è vero come è vero, che una parte dello Stato unitario Ucraina (i due distretti di cui ha parlato Putin) ha affermato ripetutamente la propria identità separata e distinta dal resto dell’Ucraina, sia pure (e non è una cosa marginale) è vero a che lo ha fatto nella speranza che tutta l’Ucraina si spostasse sulle sue posizioni politiche filorusse. Che sono perfettamente legittime, così come perfettamente legittime sono le eventuali posizioni filostatunitensi di altre.
Il contrasto nasce dal fatto che ancora oggi il mondo è artificiosamente diviso in blocchi, anche se una parte di esso afferma di non esserne parte. Fin tanto che questa situazione continuerà, i conflitti resteranno inevitabili. Specie perché alla base di questi conflitti si determinano, meno evidenti ma molto più concretamente, ricatti economici, che alla lunga sono quelli che determinano nella realtà la vita delle persone. Così come sarà inevitabilmente per noi, che apparentemente non c’entriamo nulla, ma che, se vi saranno le ‘sanzioni’ economiche previste da Biden, tra i primi a pagarle saremo noi italiani, Biden il suo gas lo ha.

 

L’altro aspetto che viene indicato come una sorta di scandalo, è che Putin ha riconosciuto e poi, se ho ben capito, ha intenzione di annettere alla Federazione russa le due repubbliche. In realtà, a quanto pare, il riconoscimento è stato fatto prima della conferenza stampa di Putin e da, e questo è fondamentale, entrambe le parti.
Anche qui, invece di scandalizzarsi per l’arroganza di Putin, bisogna tenere conto delle norme vigenti di diritto internazionale. Ilriconoscimentonon ha alcun valore costitutivo; cioè uno Stato non è veramente esistente perché è stato riconosciuto da molti o pochi altri. Il riconoscimento è solo l’atto con il quale uno Stato dichiara all’altro che intende avere con esso relazioni normali, piene. E, quindi, il riconoscimento è per lo più contenuto in un trattato: lo Stato che riconosce è al tempo stesso riconosciuto dall’altro. Il che significa che nel momento in cui, nel caso specifico, Putin riconosce le due provincie ucraine, è al tempo stesso riconosciuto da esse: insomma, i due ammettono di essere uguali dal punto di vista del diritto internazionale.
Tutto ciò dico, a pochi minuti dalla conferenza stampa di Putin, solo per mettere i puntini sulle ‘i’ delle molte cose dette in queste ore. Sul chi abbia ragione o torto, come sempre, solo la storia potrà giudicarlo. Ma parlare di riconoscimento illecito e di repubbliche autoproclamate come se fossero degli orrori politici e giuridici è un nonsenso.
A noi, a noi italiani ed europei, resterebbe solo da decidere se essere pregiudizialmente d’accordo con una parte o l’altra, o se avere una posizione autonoma e che risponda ai nostri interessi e, magari, alla verità.
Posizione autonoma: sì, anche noi, Italia, siamo una Repubblica autoproclamata e nessuno se ne scandalizza!

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

End Comment -->