domenica, Agosto 14

Ucraina: bollettini, bollettinari, e reprobi ‘per caso’ La vicenda 'Hybrid Bulletin' e le (non) 'precisazioni' di Franco Gabrielli. Possiamo parlare di 'porcate' o no?

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Torniamo sulla vicenda deireprobi‘, finiti nella così detta ‘lista di proscrizione‘ dei putiniani d’Italia del ‘Corriere della Sera‘, finiti in tale lista per le loro opinioni circa la guerra ucraina.
Dalle ‘precisazioni’ (vedremo subito perché tra virgolette) e le non smentite, mezze smentite del ‘Corriere della Sera‘ (sull’arroganza del quale ho già detto anche più del necessario) sembra, solo sembra, che, come al solito in Italia, molte cose ancora vadano approfondite, ma i nomi sbattuti in prima pagina con relativa fotografia (certo, mancava la somma in dollari, e quindi concordo col ‘Corriere‘ non erano foto segnaletiche) non erano nel documento, ben noto a Franco Gabrielli e ora ‘noto’ (di nuovo tra virgolette) a tutti.
Chiariamo. Gabrielli, nella conferenza stampa del 10 giugno, ha detto chiaramente che il documento, anzi, ‘undocumento c’è, ma che in quello del quale parla Gabrielli i nomi non ci sono, ma ce ne sono solo due.
Ho scritto ‘precisazioni’ per specificare proprio questo: non hanno precisato proprio un bel niente. Ma non solo. Perché hanno fatto una cosa assai peggiore, ma proprio assai.

 

Gabrielli dice, desecretando il documento (che è stato prontamente pubblicato da ‘Ansa‘ nella versione ‘Non Classificato’, successiva alla declassificazione del 10 giugno, lo potete leggere qui nella versione integrale) e specificando che si chiamaHybrid Bulletin‘ (ora sappiamo che le nostre spie -invero spesso molto brave- parlano e scrivono in inglese, forse per rendere più facilmente comprensibili le cose che dicono ai nostri ‘alleati’ anglofoni, e che per di più non inquinano l’ambiente), che esso è frutto di un lavoro che non implica «investigazioni» e viene condiviso (cito dal ‘Corriere) «tra i servizi segreti, l’Ufficio del Consigliere militare del presidente del Consiglio, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, i Ministeri dell’Interno e della Difesa» ma non viene interamente trasmesso al governo.
Fate attenzione, per favore: queste sono parole di Gabrielli, membro del Governo, e del ‘Corriere della Sera‘, altoparlante dei servizi segreti, a quanto pare.

Dunque, le spie in questione, non fannoinvestigazioni‘, ma solo unlavorodi (cito ancora dal ‘Corriere) «monitoraggio, ricognizione dei contenuti della Rete internet, dei social network, delle televisioni e di tutti quei canali dove si pensa possano essere diffuse false notizie ai fini di propaganda», che però (e hai detto un piffero!) viene condiviso tra i servizi segreti.
Vedete bene che qui la logica esula dal discorso e, vorrei precisare, la storia dimostra che molto spesso i nostri agenti segreti, sono di una qualità altissima, e alta è la qualità di alcuni uffici e indagini. Mentre non si può mai dimenticare quante volte alcuni agenti segreti e alcuni uffici, si siano occupati di cose non esattamente di nobili contenuti. Sbaglio?

 

Questi ibridi relatori, non indagano (l’ho già detto: per indagare ci vorrebbe la Magistratura … furbastri!) ma, non si capisce bene come leggendo qua e là i commenti di questo e di quello, che scrive su un giornale online o a stampa di quella o di quell’altra editrice (ahimè non questa: ne ho fortemente protestato con la direttrice!) compilano deibollettiniche distribuiscono acolleghidi altri servizi segreti (tra cui ovviamente, in primis, quelli USA, vero signor Gabrielli?) le loro considerazioni e liste di nomi reperiti qua e là, senza indagare … Come dire, nomi a caso, o, magari con due ‘z’, o, invece, nomi ‘mirati’, precisi, ben scelti. Per dire, il nome di Ernesto Galli della Loggia non c’è, ma quello di Alessandro Orsini c’è. È un caso?
La vogliamo smettere di prendere in giro la gente?

Quei nomi, scelti con un qualche criterio, che l’ottimo Gabrielli non dice, sono mandati in giro tra servizi e ai Ministeri della Difesa, dell’Interno e degli Esteri, ma non, ripeto ma non, al Governo. Premesso che non ci credo manco se Mario Draghi in persona, accompagnato dal suo cane, viene a giurarmelo sotto casa, ve li ricordate gli ‘affari riservati’, i ministri che ‘sanno’ e quelli che non sanno?
Vi rendete conto o no di quali porcate si sta parlando?

Ci sono persone che, per scelte imperscrutabili dei bollettinari di turno, vengono citati, non indagati (ma, ovviamente ‘trovati’ a seguito di ricerche mirate, o no?) e i loro nomi mandati in giro agli spioni di altri Paesi, amici o alleati … secondo i bollettinari!
E quindi, solo per fare un esempio, se io fossi stato incluso in un bollettino di quel genere, e avessi difficoltà ad ottenere il visto per andare in USA (Paese notoriamente liberale, dove si entra solo se ottieni il visto) saprei a causa di chi. Solo che, furbi loro, essendo dei bollettini segreti, io non potrei neanche fare causa a Gabrielli per avermi fatto un danno come non potere andare negli USA.
E tutto ciò appare del tutto normale, pacifico, tranquillo. Sì, se ne discetta a tempo perso …

 

In coda a ciò, accade poi che il Corrierevenga in possesso (dice) di questo bollettino, anzi, di una sintesi del bollettino (quindi si fanno anche i riassunti, hai visto mai chi legge non capisca) e la pubblichi (senza metterlo in originale online sul suo sito, che almeno sarebbe prova di ‘trasparenza’), solo che, distrattamente, i nomi indicati, e le relative fotografie, non sono gli stessi contenuti, secondo Gabrielli, nel bollettino!
Ma ciò non è importante
, secondo Gabrielli. Ciò che conta è che qualcuno abbia reso noti i bollettini, che dovevano restare segreti, per cui sarà punito (forse, ma non ci credo) quello che li ha lasciati scappare, non quello, Gabrielli, che li ha redatti alla faccia della nostra Costituzione, e nemmeno del giornale che li pubblica in una versione diversa da quella nota a Gabrielli, a suo dire.
Tanto più che, estrema perfidia (stavolta perfino ridicola), i bollettinari di Gabrielli fanno notare (cito sempre dal ‘Corriere): «Chi ha redatto il documento segnala il legame tra la propaganda filo-russa in Italia e l’azione dei movimenti no vax e no Green pass». Quale sarebbe questo ‘legame’ non si dice. Ma certo gettare un altro po’ di melma in giro, non fa male.
Notate. A parte Gabrielli che viene comunque incensato (hai visto mai!), nessun giornale si sogna di commentare come dovrebbe (cioè malevolmente) lo ‘scoop’ del ‘Corriere‘. Come si dice: cane non morde cane!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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