lunedì, Maggio 16

Ucraina: Biden in Europa per pesare Sembra che gli USA sentano fortemente la necessità di mobilitare l’Europa contro la Russia. Si tratta di vedere fino a che punto il tentativo USA di 'imporre' all’Europa un atteggiamento di massima ostilità verso la Russia potrà riuscire

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Illuminante il giudizio di Giorgio Gori, l’ennesimo ‘esperto’ di politica internazionale, pardon ‘geopolitica’, del quale si senta la voce: «I russi hanno aiutato durante il Covid, ma dubito che fosse pura generosità». Giudizio secco, acuto, netto, decisivo, allusivo.
Purtroppo -e questo comincia a turbarmi- questo è il livello di coscienza che c’è nella nostra ‘classe dirigente’, come amano farsi chiamare. Non si va molto oltre. Perfino il Papa che si dispera usando parole nette, tranchant, eppure potrebbe essere un mediatore eccezionale.
E poi, le valutazioni tecniche, tutte monodirezionali: i russi, o meglio, Vladimir Putin, a parte che è un mascalzone, un assassino, ecc…, ha armi vecchie, pessima logistica, strategia elementare. Bene, direi, possiamo imprestargli il generale Figliulo, che gli riorganizza tutto.
Il fatto è che non sembra che, almeno in Italia, si comprenda che il conflitto, come ho affermato ieri, non è tra Russia e Ucraina, ma tra USA e Russia: dove (ora comincerete ad urlare) i primi sono stati i primi a colpire, subdolamente, ma chiaramente –ne ho già parlato.
Perfino ho l’impressione -forse azzardata- che la Russia stia rallentando l’occupazione dell’Ucraina volutamente, e cioè per potereincastrare gli USA, che non partecipando direttamente al conflitto inviano non solo e non tanto armi, quanto combattenti, mercenari. E così potere accusare gli USA di avere prolungato le sofferenze della popolazione, prolungando ad arte la resistenza ucraina, peraltro notevole. E a riprova, a mio parere, l’uso di quel razzo micidiale, che, questa volta, centra perfettamente un deposito di munizioni! È ungiocopericoloso, molto pericoloso, perché potrebbe realmente portare ad uno scontro diretto tra le due potenze.

D’altro canto, sembra che gli USA sentano fortemente la necessità di mobilitare l’Europa contro la Russia. Anche questo l’ho già detto, e non è bello e piacevole per l’Europa, che è sostanzialmente il campo di battaglia, comodo e inoffensivo per gli USA, nella guerra tra i due veri contendenti.
Secondo me questo potrebbe essere davvero un punto importante, se non decisivo, della politica statunitense, confermata dalla partecipazione, giovedì 24 marzo, di Joe Biden sia alla riunione NATO che al Consiglio europeo. Qui, in veste di osservatore, di ‘gradito ospite’.
Eh no, francamente proprio questo mi convince poco. Biden non può essere solo un ospite, per gradito che sia. E quindi se va lì è per farsi pesare, e per pesare, sperabilmente non come con la signora Parker Bowles! Cioè, per valutare se e quanto i responsabili europei siano proprio dalla parte degli USA, e comunque per fare pesare la propria forza e anche la forza del proprio ricatto. Insomma: per dividere l’Europa, finalità sempre presente nella politica statunitense che vuole essere leader incontrastato in Europa, in una Europa divisa o non abbastanza coesa e che vuole recuperare le ‘perplessità’ suscitate e coltivate da Donald Trump.

 

Sottolineo: è una ipotesi questa che ho tacciato, molto azzardata, ma forse non improbabile.
Intanto, per un motivo politico: fare scomparire la tesi secondo la quale questo conflitto sarebbe in gran partecolpadella NATO, che da anni sta cercando di chiudere il cerchio intorno alla Russia. Questa volta, però, gli USA (cioè la NATO … mica qualcuno può, anche solo per scherzo, pensare che la NATO non sia altro che una longa manus degli USA!) si sono trovati di fronte ad una Russia più forte e decisa. Quando la Russia ha provocato il distacco della Crimea e del Donbass dall’Ucraina, né la NATO stessa, né gli USA, e meno che mai l’Europa, hanno mosso un dito per aprire un vero e serio negoziato con la Russia, e hanno invece ripreso la vecchia logica da guerra fredda, che ha trovato, forse in modo inatteso, orecchie molto attente proprio in Europa, specie quando Trump ha mostrato di volere una politica ‘amichevole’ con la Russia. Il cambiamento brusco di politica degli USA con il nuovo Presidente è stato troppo evidente e netto per poter essere considerato un caso.
Tanto più che Biden, essendosi rovinosamente ritirato dall’Afghanistan, ha cominciato ad avere problemi seri in casa, anche perché ha iniziato, mi pare, una politica molto meno ostile con l’Iran, entrando così in qualche maniera in conflitto anche con Israele, che, non per caso, ha ‘salutato’ l’arrivo di Biden con un paio di bombardamenti in Siria e in Iran e con la pretesa di annettersi le alture del Golan. A parte il fatto che un Presidente degli USA sa bene, molto bene, quanto sia pericoloso mettersi contro i circoli ebraici statunitensi!
L’intervento inatteso di Israele nel conflitto ucraino, il fatto di volersi porre comepaciere‘, potrebbe essere, almeno in parte, motivato (qui cito Dario Fabbri) dal fatto che agli USA converrebbe trovare un accordo con l’Iran e comprare lì il petrolio che l’Occidente non acquisterebbe più dalla Russia, senza dover ricorrere all’odiato Nicolás Maduro a Caracas, mairritando‘, appunto, l’amicaIsraele, che vede come il fumo negli occhi una pacificazione con l’Iran. Il quale Iran, allo stato dei fatti, è l’unico altro Stato del Medio Oriente in grado di confrontarsi (sebbene molto malamente) con Israele. E Israele, forte dei cosiddetti ‘accordi di Abramo’, ha bisogno dell’avallo USA per continuare e portare a termine la sua politica di annessione progressiva di territori, previa ‘pulizia’ etnica realizzata cacciandone gli abitanti.

 

Tornando all’Europa, si tratta di vedere fino a che punto il tentativo USA diimporreall’Europa un atteggiamento di massima ostilità verso la Russia potrà riuscire. Ma per farlo, Biden deve essere qui e partecipare come ingombrante ospite al Consiglio europeo.
E, visto che oggi sono in vena di azzardi, ne aggiungo uno finale, attinente a Mario Draghi. Che, da un lato, manda in giro Luigi Di Maio a sorridere ai vari produttori di petrolio e gas per farsene promettere di più, e dall’altro dice che la presenza di Biden ai due Consigli che ho citati, dimostrerebbe la valenza atlantica della guerra in Ucraina. Frase che può significare proprio quello che sto dicendo: la guerra in Ucraina è una fase della guerra USA contro la Russia e quindi, per dir così, all’Europa potrebbe non interessare di essere troppo coinvolta. Ma comunque, la spinta di Biden potrebbe essere un elemento in più per convincere i Paesi europei a farla sul serio e subito una struttura di difesa europea, per carità legata, legatissima alla NATO, anzi, di aiuto e sostegno alla NATO già allargata all’Australia, finché non potrà dire, serenamente: adesso basta.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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