lunedì, Maggio 16

Ucraina, ‘Be our guests in Carbonia’ Siate nostri ospiti a Carbonia, voi, politici che avete contribuito con la vostra inadeguatezza diplomatica e politica a determinare questo disastro, braccia rubate all’estrazione mineraria del Sulcis Iglesiente

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Il titolo nel britannico idioma è opportuno per la corretta comprensione da parte dei destinatari dell’invito (n. d. a.).

La ragione di tanta cortesia?

Innanzitutto la sostanziale ininfluenza geopolitica dell’Unione Europea, in definitiva un costosissimo e pesantissimo ectoplasma burocratico. Ai sostenitori della teoria dell’Unione garante per decenni della pace in Europa, vorrei ricordare che non ci sono state grandi guerre in questo continente grazie, fino ad oggi, al ruolo della NATO, dato che i Paesi dell’Unione si sono rifiutati di creare una Comunità di difesa, che fu proposta per la prima volta da Alcide De Gasperi e fortemente osteggiata dalla Francia fin dal 1954.

La NATO, pensata e organizzata come strumento di difesa collettiva, al quale l’Italia aderì giustamente e con entusiasmo, dopo la fine della guerra fredda ha rivisto sensibilmente la propria missione e irargionevolmente ridefinito il proprio raggio d’azione, in particolare con le missioni di ‘stabilizzazione dell’area del Mediterraneo allargato’, giungendo ad attaccare due volte l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia e altri Paesi lontani che poco o nulla hanno a che fare con l’area atlantica, se non per certi interessi strategici, specialmente petroliferi. In occasione della NATO Prague Summit Declaration del 2002 i partecipanti all’organizzazione si sono impegnati ad intervenire militarmente in qualunque area geografica del mondo dalla quale avessero ritenuto provenire minacce per la sicurezza. L’anno successivo iniziava l’operazione fuori area ISAF, in Afganistan, finita come sappiamo, indegnamente.

Dal 2001 sono stati formalizzati alcuni meccanismi di cooperazione tra UE e NATO che hanno dimostrato in breve la loro fragilità, ad esempio in occasione della disputa turco cipriota, con la Turchia membro della NATO ma non della UE, evidenziando la mancanza di una cultura strategica comune. Per non parlare della situazione che si va profilando per Svezia e Finlandia, Paesi membri della UE dal 1995 ma non aderenti alla NATO, che nei giorni scorsi sono stati velatamente minacciata dai russi, ai quali l’Unione in caso di attacco sarebbe tenuta a dare aiuto anche militare secondo quanto previsto dall’art. 42 del Trattato. Si verifica poi unainadeguata capacità operativa, con sovrapposizioni tra le forze di reazione rapida delle due organizzazioni, che rischiando di entrare in competizione affermano una sostanziale mancanza di cultura strategica condivisa, particolarmente determinante nell’azione di contrasto al terrorismo.

La sostanziale permanenza di una mentalità da guerra fredda all’interno della NATO, le crescenti provocazioni in termini di istallazioni militari strategiche a ridosso della Federazione Russa, il sostegno finanziario americano ad organizzazioni politiche ucraine, sono stati fattori che hanno contribuito morbosamente all’innesco del conflitto russo ucraino, salvo nascondere la mano dopo aver tirato il sasso.

Le conseguenze indesiderate per l’Europa di questo conflitto saranno, inevitabilmente, il reindirizzamento del mercato di materie prime russe verso la Cina, l’inasprimento della crisi energetica che sta già colpendo il vecchio continente, con grande soddisfazione dei competitor del Nord Stream 2, il collasso degli scambi commerciali con la Russia. In buona sostanza credo che ci siamo adoperati per tagliarci i famosi attributi della fertilità.

Dunque, dal momento che saremo a breve costretti ad utilizzare di nuovo il carbone per produrre energia, in barba ai desiderata del movimento Fridays for future, inviterei tutti quei rappresentanti dell’Unione Europea che hanno contribuito con la loro inadeguatezza diplomatica e politica a determinare questo disastro a venire nostri ospiti in Sardegna, nella zona di Carbonia, dove si trovano alcune miniere autarchiche di carbone da riattivare, forse quello è un buon posto dove rendersi veramente utili, probabili braccia rubate all’estrazione mineraria del Sulcis Iglesiente.
In sostituzione dei neo minatori a Bruxelles potremmo mandare gente veramente capace di realizzare il sogno di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e del loro Movimento Federalista Europeo,politici seri e preparati che possano rifondare una Unione inclusiva per la Russia, libera da basi militari straniere, libera, finalmente.

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Sull'autore

Direttore Centro Studi Politici e Sociali 'F. M. Malfatti'

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