giovedì, Dicembre 2

UCLA: viaggio nell'attivismo palestinese

0
1 2 3


Per quale motivo hai deciso di abbracciare la causa palestinese?

Prima del 2013, sono stata in sintonia con la causa palestinese per molti anni. Non ci vuole molto per vedere che le azioni di Israele nei confronti dei palestinesi sono profondamente, profondamente ingiuste. Quando sono arrivata alla scuola di specializzazione ho deciso che non volevo stare in silenzio, non volevo tacere questo. Nell’estate del 2013 ho visitato la Cisgiordania per la prima volta. Il viaggio ha rappresentato una delle esperienze più sorprendenti della mia vita. Quello che ho visto era ancora peggio di quanto avevo immaginato. Ho camminato lungo il muro dell’apartheid. Sono passata attraverso i posti di blocco che i palestinesi devono superare ogni giorno. Ho osservato come gli anziani sono stati costretti a togliersi le cinture dai pantaloni, e le scarpe e mostrare le loro carte d’identità solo per visitare un’altra città palestinese. Ho assistito con i miei occhi al razzismo subito dalla popolazione palestinese. Ogni giorno ho visto giovani adolescenti israeliani pavoneggiarsi in quello che è presumibilmente il territorio palestinese, tenendo in mano grosse mitragliatrici. Tutto era orribile. Non posso nemmeno cominciare a immaginare come è la vita a Gaza. Eppure, ogni persona palestinese che ho incontrato conserva ancora la speranza per il futuro. La Poetessa palestinese ‘Rafeef Ziadah’ in suo scritto dice: ‘Noi palestinesi dobbiamo svegliarci ogni giorno per insegnare al resto del mondo la vita’. Questo verso risuona in me da quando sono tornata da quella terra, che resiste, insieme agli anziani, al volto brutale dell’occupazione militare.

Si parla di una ‘terza intifada dei Coltelli’. Fino a che punto sei d’accordo? Dalle cronache recenti gli attentatori palestinesi sembrano muoversi più come ‘lupi solitari’, che come gruppo organizzato con obiettivi strategici pianificati con largo anticipo

Questo tipo di attacchi non mi sorprende. Sono una persona generalmente contro la violenza, ma non riesco a immaginare come avrei reagito se dovessi vivere sotto l’oppressione, che subiscono i palestinesi. Potete immaginare come sono le loro vite? Noterete anche che gli attacchi avvengono chiaramente contro i coloni e contro i soldati dell’IDF (Forze di difesa israeliane, ndr). Perché? Perché i coloni rubano la loro terra, e poi li umiliano, perché i soldati hanno imprigionato i loro fratelli, padri e figli senza ragione. Non so quale strategia ci sia dietro questi atti di violenza. Ma so che la gente è stanca di vivere sotto l’occupazione. Intifada significa ‘scrollarsi di dosso’. Io non chiedo il motivo per cui i palestinesi avrebbero bisogno di ‘scrollarsi di dosso’ l’occupazione israeliana.Ucla3

Che motivi intravedi nel ritardo del raggiungimento di una risoluzione di pace tra Israele e Palestina? Nel 1950 fu proprio uno studente della UCLA afro-americano ad aver favorito il processo di pacificazione tra i due popoli

Israele è il motivo principale per cui non c’è stata alcuna pace duratura. Israele continua a costruire insediamenti per soli ebrei in territorio palestinese, e la comunità internazionale raggrinzisce la fronte. Quando i palestinesi lanciano pietre per rappresaglia, Israele risponde con carri armati e fucili. Israele commette crimini di guerra, che non vengono mai addebitati. Gaza e Cisgiordania sono paesi saccheggiati nelle loro risorse, privati di qualsiasi forma di indipendenza. Sono così stanca di sentire persone che sostengono sia la Palestina il problema, o che sia la Palestina insieme a Israele il problema. Israele è il problema. I palestinesi vivono sotto occupazione militare. I due aspetti non sono chiaramente uguali. Israele deve porre fine alla sua occupazione, che ricorre al muro dell’apartheid per le sue ripartizioni. Israele tratta i cittadini palestinesi come cittadini di seconda classe. Superate queste barriere culturali e sociali, solo allora ci potrà essere la pace.

Hai lavorato anche come cooperatrice nei processi di peacekeeping, e direttamente sui territori di conflitto, che risultati ritieni aver raggiunto insieme al tuo gruppo?

Uno dei più grandi successi si può attribuire al gruppo di lavoro degli attivisti BDS. Ci rivolgiamo ad aziende che aiutano cittadini palestinesi sotto oppressione. L’azienda ‘Sodastream’, ad esempio, ha deciso di operare fuori dai confini ritenuti illegali definiti per ‘soli ebrei’, e che sono insediamenti ricadenti in territorio palestinese. Dopo l’azione degli attivisti BDS, l’azienda ha visto una significativa diminuzione dei suoi profitti. Questo per fare in modo, che nessuna società faccia affari con Israele, fino a quando Israele non cambierà le sue politiche nei confronti dei palestinesi. Lo scopo, naturalmente, è quello di fare pressione su Israele. Stiamo anche lavorando all’interno delle istituzioni universitarie anche se le risposte, e certe decisioni ad agire da parte di alcuni funzionari tardano ad arrivare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->