sabato, Luglio 24

Ubroker: “Crescere al tempo del Coronavirus è possibile” Cristiano Bilucaglia presenta la ‘case study‘ dell’azienda che azzera le bollette di luce e gas e ha moltiplicato risorse umane e fatturato durante la pandemia

0

In tempo di crisi imposta vi sono aziende che cresconodando speranze ai nuovi futuri disoccupati. Gli italiani stanno affrontando tempi duri, e non dureranno poco. L’intero mondo sta facendo i conti con la pandemia, ma il Belpaese ha avuto l’onere di guidare in maniera esemplare, pur con qualche intoppo e tutte le più che comprensibili difficoltà del caso, la gestione di un fenomeno inedito e prima d’ora sconosciuto, per la risoluzione del quale non esiste casistica pregressa: né tantomeno dietrologia cui poter, anche se in minima parte, poter accedere per farvi riferimento.E’ innegabile che il Covid-19 e le misure di contenimento imposte dal Premier Conte hanno già macchiato indelebilmente il tessuto economico e sociale italiano. Goldman Sachs prevede una decrescita del PIL del -11,6%: come dire, più del doppio, se paragonato al -5,5% della crisi economica del 2008, che pareva già mostruosa e altrettanto insuperabile.

Lo afferma Cristiano Bilucaglia, imprenditore e mecenate diventato noto per aver ideato ‘Zero’, il primo network che azzera le bollette di luce e gas, reinvestendo parte degli utili in preziose opere di solidarietà sociale in Italia e all’estero, con particolare attenzione alla formazione e mantenimento dei minori più disagiati dei Paesi terzomondisti, alle mense dei poveri e allo sviluppo dell’e-gaming in chiave aggregativo-formativa stante l’azzeramento di fatto dei contesti associativi tradizionali.

Un modello di successo per fare impresa

Ma la pandemia in atto traccia già i primi passi verso un cambiamento radicale nel modo di comportarsi: che in buona parte l’umanità recherà con sé anche quando l’emergenza sanitaria sarà ormai un lontano ricordo.Se pensiamo ai big large account del Terzo Millennio, a primarie realtà odierne quali ‘Amazon oPaypal, quasi tutte sono nate proprio durante una crisi economica esplosa nel mondo occidentale e poi diffusasinell’intero globo. E’ quella che gli economisti mondiali comunemente definiscono come lo scoppio della bolla delle cosiddette ‘dotcom’, alias propriamente tutte quelle società di servizi che sviluppano business attraverso web e siti internet”, approfondisce Bilucaglia.

E’ così che alcuni imprenditori sono riusciti a riconoscere che in ogni crisi c’è opportunità per chi sa intuire per tempo il cambiamento. Occasioni che si rispecchiano nell’offrire futuro ad aziende e dipendenti con l’atteggiamento tipico del buon padre di famiglia: stereotipo quasi dimenticato dell’imprenditore italiano che, dove c’è un problema, vede sempre nuove possibilità”, prosegue.

Ma c’è di più: “Nonostante le naturali oscillazioni di fatturato dovute a un ignoto e inatteso lockdown, per via dell’azzeramento dei consumi delle imprese e il calo drastico dei prezzi dell’energia, resta la salda consapevolezza che nel mondo B2B non esistono vincitori o vinti, bensì solo soggetti di mercatoche sopravvivono a fronte di altri che chiudono. Solo chi sa rimanere fedele a se stesso e ai propri valori di riferimento riesce a guardare più in là della sopravvivenza, guadagnandosi nuovamente così la possibilità di mutare o riscrivere le regole del gioco ancora una volta, e spianare alla propria squadra la strada per un futuro migliore”, precisa l’ingegner Cristiano Bilucaglia, già ideatore dell’EuroCredito, la prima moneta complementare italiana con cui, nel 2009, ha salvato dalla crisi oltre 3mila PMI in difficoltà e a rischio chiusura definitiva, favorendo la libera circolazione di beni e servizi pur in assenza di liquidità tradizionale e presevando di fatto posti di lavoro preziosi per l’economia nazionale e il benessere delle famiglie, nucleo fondante della società italiana.

Che aggiunge: Infatti, nel solo mese di aprile 2020, abbiamo acquisito all’interno della nostra rete commerciale una media di 500 nuovi collaboratori: un risultato straordinario anche durante i periodi di massima attività, che si traduce in maggiore occupazione, reddito e speranza per chi oggi ha perso la fiducia nel futuro. Di questi, alcuni proseguiranno l’avventura con uBroker Srl’ a titolo di secondo impiego: mentre per una buona parte, forse la maggiore, è probabile che ne faranno in un prossimo futuro la loro principale attività. Un trend in crescita anche in questi mesi di ‘seconda ondata’ epidemiologica, in cui appare evidente la necessità di riscrivere le regole dell’impiego per difendere reddito, tenore di vita e prospettive”.

Usare lo smart working come uBroker

Un risultato importante, che ha visto in pochissimi giorni un’azienda che occupa stabilmente nei propri uffici 50 dipendenti fissi evolvere in un centro d’impresa virtuale capace di moltiplicare le risorse grazie alle molteplici opportunità offerte dallo smart working intelligente. “Già ai tempi del primo DPCM abbiamo immediatamente compreso la gravità della situazione, e l’urgenza nel dover approntare risposte epocali in termini di rapidità ed efficienza nel cambiamento di modi e tempi di operatività. Nel giro di 15 giorni più che intensi e da ricordare abbiamo lavorato giorno e notte per sviluppare e integrare le tecnologie necessarie per consentire il lavoro da remoto a tutto il nostro Staff. Con il risultato che, in controtendenza rispetto al Sistema-Italia, abbiamo moltiplicato le opportunità d’impiegopuntando su informatica del contatto, formazione, economia circolare e della fraternità”.

Perché, quando un visionario competente e la tecnologia s’incontrano, nascono sodalizi in grado di fare la differenza. “Dopo aver messo in sicurezza la salute dei nostri dipendenti – ricorda Cristiano Bilucaglia – abbiamo immediatamente sviluppato un’accademia, completamente online, grazie alla quale siamo riusciti a trasferire le nuove competenze digitali anche a chi era rimasto indietro non avendo dimestichezza con i nuovi strumenti, dalle videochiamate alle applicazioni. E, sempre in questo medesimo contesto, abbiamo incluso video corsi tenuti in live streaming allo scopo di supportare e orientare le nostre risorse umane alle migliori e più efficaci pratiche commerciali del modello digitale. Proporre un servizio di energia elettrica e gas a distanza, virtualmente, è molto diverso da come si faceva fino al mese scorso, ovvero vis à vis: ma la continuità del supporto tecnico, non meno importante di quello morale, hanno poi fatto la differenza, dichiara soddisfatto l’ingegnere biomedico e informatico piemontese stimato dalla principali associazioni consumeristiche italiane per le sue idee innovative e rivoluzionarie in fatto di riequilibrio dei prezzi dei consumi delle utilities, cui fa fronte una costante opera di mecenatismo solidale in Italia e all’estero.

E a chi gli domanda come sia possibile ottenere una massificazione crescente delle relazioni umane e commerciali senza strette di mano e scambi di sguardi di persona sul territorio, risponde che: “Se consideriamo che i nostri eventi fisici mensili di contatto e formazione con le platee di pubblico potenzialmente interessate avevano raggiunto quota 750 partecipanti nel mese di febbraio, e che ora i nostri Webinar settimanali hanno superato la quota di mille partecipanti per sessione, non possiamo che essere felici di celebrare il successo di questa iniziativa insieme a tutti i nostri collaboratori”.

uBroker è cambiata per crescere ancora

E così, dopo un avvio difficile e non privo di criticità, dove i funzionari più tradizionalisti hanno dovuto superare le resistenze del cambiamento, oggi sono proprio loro a credere più di altri nel nuovo modello via web e ad apprezzarne i vantaggi: dal risparmio di tempo e di denaro per gli spostamenti, al maggior controllo della rete commerciale, alla possibilità di analizzare dati con cui prendere decisioni migliori fino alla maggior semplicità con cui poter diffondere sul mercato la concreta possibilità di azzerare le bollette”, osserva il Presidente di ‘uBroker Srl’, società fondata nel 2015 con il reggiano Fabio Spallanzani, che in soli 5 anni ha sviluppato un volume d’affari aggregato superiore agli 80 milioni di euro con gruppo misto affiatato e coeso di collaboratori, consulenti e rete commerciale superiore alle 1.000 unità.

Perché nonostante tutto, lockdown massivo e ripartenza scaglionata e col contagocce a parte, chiusure parziali e nuove restrizioni localizzate per Crisstiano Bilucaglia, quel che più conta è “la consapevolezza che noi italiani siamo un popolo geniale. E, se messi alle strette, siamo in grado di produrre valore anche nelle condizioni peggiori. In definitiva sono incredibilmente fiero della nostra équipe, che in tempi direi miracolosi, parliamo di sole due settimane, è riuscito a mettere tutti gli strumenti necessari nelle mani dei nostri collaboratori. E sono altrettanto soddisfatto dell’operato a dir poco eroico di tutta l’area commerciale che si è adattata a questa radicale trasformazione con spirito propositivo e positivo. Senza questa forte cultura, umana e professionale insieme, avremo avuto difficoltà a far di una crisi un’opportunità, invertendo il trend e garantendo benessere e servizi a chi da sempre guarda a noi con rinnovata fiducia giornaliera”, chiosa l’imprenditore e benefattore piemontese.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->