giovedì, Luglio 29

Ubroker: “Con noi luce e gas sono sinonimi di ricchezza condivisa” A tu per tu con Cristiano Bilucaglia, l’imprenditore che per primo al mondo ha rivoluzionato i consumi azzerando le bollette

0

L’Italia alle prese con la pandemia. Un problema che, per chi sa guardare lontano interpretando il presente per capire il futuro può, come diceva spesso Galileo Galilei, mostrare un’opportunità all’interno di un problema.

Ed ecco che “attraverso un impiego virtuoso dell’informatica del contatto è possibile non solo mantenere, ma anche instaurare nuovi rapporti umani capaci di tradursi in nuove occasioni di business e di condivisione della ricchezza”.

Ne è convinto Cristiano Bilucaglia, ingegnere plurilaureato, imprenditore illuminato, instancabile, appassionato mecenate dal cuore grande nonché fondatore, con Fabio Spallanzani, di ‘uBroker, un nuovo modo di intendere i consumi di luce e gas.

Una multiutilities company rivoluzionaria e straordinaria insieme. La prima al mondo ad aver azzerato le bollette (Canone Rai e accise incluse) che dal 2015 a oggi, attraverso un produttivo ed efficace passaparola fondato sulla fiducia fidelizzata dei propri clienti, ha raggiunto numeri straordinari, per un volume d’affari complessivo di oltre 85 milioni di euro, più di 40 dipendenti diretti e oltre mille fra collaboratori commerciali e consulenti d’impresa. Un uomo, un professionista e una solida azienda etica che amanocondividere e redistribuire benessere e ricchezza raggiunti non solo con chi ha creduto in loro, ma anche e soprattutto con chi nella vita non ha avuto eguale fortuna.

 

Buongiorno, Ingegner Bilucaglia: quale il suo pensiero sulla pandemia in corso?

Sulla situazione in atto convergono pareri dissonanti: c’è chi conferma la gravità epidemiologica, chi invece la sminuisce, chi pensa a una potenziale strumentalizzazione della stessa. Di certo è che vi sono effetti catastrofici anche in ambito economico che comportano delle riflessioni e sulle quali l’imprenditore è chiamato in prima persona a pronunciarsi fattivamente e con senso di realtà.

Oggi, a cadere per prime, sono soprattutto quelle PMI che era già un miracolo fossero giunte sin qui.

In Italia esiste una scarsa cultura imprenditoriale. In molti si ritengono competenti uomini d’azienda, ma senza saperlo fare. Guardano molto il conto economico ma poco o nulla lo stato patrimoniale, cioè quanta riserva possiedono nel salvadanaio. E’ impensabile fare impresa oggi senza poter contare su risorse che dovrai utilizzare nei momenti di difficoltà. La verità sta in un tessuto economico composto da molti soggetti di mercato più o meno nuovi che si lanciano in vari business senza un’adeguata capitalizzazione. Senza una competenza di un certo tipo, senza i partner giusti, ma semplicemente con una buona idea. Ma non bastano solo le buone idee a creare aziende vincenti: queste certamente servono, però occorrono anche presupposti quali competenza, capacità, risorse.

Sarà forse anche colpa del mainstream e del politically correct, che impongono un modello di vita basato su un tenore d’immagine che non tutti possono adeguatamente sostenere?

Sì, certamente, perché oggi viviamo molto in una società in cui l’essere qualcosa si basa sul possesso e poco o nulla sull’essenza. Sulla sostanza. Motivo per cui molto spesso le persone si sentono arrivate soltanto interpretando i simboli da possedere che dimostrino agli altri un certo status quo raggiunto o presunto. Occorre però invertire i poli. Se sono un certo tipo di persona e ho ottenuto un certo tipo di risultato, allora posso gratificarmi, concedendomi i beni in linea con la realtà della mia posizione e fare ciò che desidero. Questo accadeva nelle imprese degli anni ’70 e ‘80, quando chi sfondava solo dopo aver consolidato un obiettivo soddisfaceva il proprio sacrosanto desiderio di agio e meritata ricchezza.

Che cosa pensa si sia perso, in termini di cultura d’impresa, rispetto al passato?

A termini positivi come pianificazione, strategia, risparmio, prospettiva, crescita nel medio e lungo periodo e lungimiranza oggi si è sostituito un violento indebitamento nell’immediato che fino al 2008, anno della prima grande crisi del Terzo Millennio, grazie anche alle bolle speculative allora in essere strizzava l’occhio ai sistemi finanziari attraverso una leva smodata che consentiva anche a chi non in possesso dei corretti requisiti di reddito, patrimonio e ricavo di ottenere qualche risultato. Il piccolo guardava nel cassetto quanto incassava, ma poi l’anno dopo non avevano i soldi per pagare le tasse. E’ bastato che l’economia si fermasse per un istante, per un anno, che tutti coloro che vivevano sul flusso di cassa si sono ritrovati in guai seri.

Quale la differenza, Ingegnere, tra una multicompany tradizionale e una bolletta 3.0?

Abbiamo fondato solidamente il nostro successo su tanti piccoli testimonial quotidiani, preferendoli a personaggi famosissimi e dai cachet altrettanto esosi. Sono i nostri clienti che, soddisfatti del rapporto qualità-prezzo e del servizio erogato, ci propongono spontaneamente alle persone della propria cerchia familiare, amicale e professionale. E noi li premiamo in termini di fedeltà acquisita e crescente erogando loro sconti in bolletta sino ad azzerarla. Preferiamo redistribuire benessere e ricchezza condividendoli con chi ha scelto di condividere con noi il proprio fabbisogno quotidiano di energia, luce e gas. Potendo loro contare così, nell’arco di un anno, su un notevole risparmio che può essere piacevolmente e utilmente reinvestito in attività culturali, ludiche, o per realizzare piccoli e grandi sogni importanti per la crescita dell’individuo e della famiglia.

‘uBroker’ è altresì molto attenta al sociale.

Siamo fermamente convinti del fatto che il presupposto per ricevere sta nel dono stesso. Offriamo sempre con gioia il nostro aiuto a mense dei poveri, Onlus che si occupano della tutela dei minori terzomondisti, amministrazioni comunali, animati dal principio che il nostro contributo dev’essere rivolto e destinato in principal modo a tutte quelle occasioni di solidarietà in cui sia fortemente presente anche uno scopo formativo e migliorativo della qualità della persona, oltre che del soddisfacimento di bisogni primari e imminenti.

Un esempio, Presidente Bilucaglia?

Con l’Associazione di E-sports ‘EVW’ di Chivasso, nel Torinese, abbiamo avviato un programma di sostegno ai giovani che, attraverso una rilettura positiva delle opportunità connesse all’impiego di videogames e tecnologia, possono sviluppare una sana attitudine alla motivazione al successo cimentandosi in prove difficili che richiedono aggregazione, spirito di squadra e lealtà in campo al pari di un qualsiasi sport tradizionale.

Quali gli obiettivi di ‘uBroker durante la pandemia? Può un evento così impattante rideterminare profondamente gli orizzonti di un’impresa solida, oppure crisi e opportunità al tempo del Covid s’incontrano in una innovativa soluzionevirtuosa?

Noi siamo per natura sempre pronti a cercare con lo sguardo l’altra faccia della luna. A guardare a tutte le possibilità che, anche in tempi difficili, la vita ci dona giornalmente. Per noi questo è un anno di grandissima crescita, perché ci ha reso più coesi, più uniti. Più forti e altrettanto consapevoli nell’aver motivato al massimo chi fa parte del nostro mondo per dare ancor meglio e di più in questa grande partita col mercato che, mai come adesso, va giocata sempre più con le armi dell’entusiasmo, dell’impegno, della trasparenza e dell’etica. Esisterà sempre la possibilità di un insoluto o di un ritardo in un pagamento, così come è umano pensare che la pandemia sia un grande fiume rosso sangue pronto a travolgere e portar via ogni cosa con sé. Ma crediamo che esistano anche altri emissari di colore azzurro cielo o verde speranza che sono già accanto a noi. Dentro di noi. Basta solo aver voglia di cercarli. Perché questo, al di là del business, è anche in fondo il senso proprio della vita.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->