mercoledì, Ottobre 20

Uber ‘società di trasporti’: sentenza Ue storica Ora dovrà rispettare la legislazione nazionale sul lavoro e sulla sicurezza e conformarsi alle leggi che regolano le attività delle compagnie e cooperative dei taxi

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Il servizio di messa in contatto con conducenti non professionisti fornito da Uber rientra nell’ambito dei servizi nel settore dei trasporti e gli Stati membri possono di conseguenza disciplinare le condizioni di prestazione di tale servizio. A dirlo ieri è stata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, chiamata a pronunciarsi in merito.

La richiesta di chiarimento è arrivata da parte di un giudice di Barcellona, che il 7 agosto 2015 si è rivolto ai giudici della Corte del Lussemburgo, dopo un esposto dell’associazione spagnola ‘Taxi Elite’ contro UberPop.

«La corte dichiara che un servizio d’intermediazione, come quello di cui al procedimento principale, avente ad oggetto la messa in contatto, mediante un’applicazione per smartphone e dietro retribuzione, di conducenti non professionisti utilizzatori del proprio veicolo con persone che desiderano effettuare uno spostamento nell’area urbana, deve essere considerato indissolubilmente legato a un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di ‘servizio nel settore dei trasporti’, ai sensi del diritto dell’unione. Un servizio siffatto deve, di conseguenza, essere escluso dall’ambito di applicazione della libera prestazione dei servizi in generale nonché della direttiva relativa ai servizi nel mercato interno e della direttiva sul commercio elettronico».

Uber dovrà perciò rispettare la legislazione nazionale sul lavoro e sulla sicurezza e conformarsi alle leggi che regolano le attività delle compagnie e cooperative dei taxi. Uber replica che «questa sentenza non comporterà cambiamenti nella maggior parte dei Paesi dell’Ue dove già siamo presenti e in cui operiamo in base alla legge sui trasporti».

E ora che succederà con Uber, almeno in Europa? In Francia e in Germania la scoietà ha già accettato di muoversi come un servizio di trasporto. in gran parte dei Paesi europei il servizio UberPop è considerato illegale.In Olanda, in Estonia, islanda, Svizzera, Norvegia e Lussemburgo viene invece considerata come una piattaforma che connette il passeggero all’autista. In Italia la situazione invece da anni è in stallo.

(video tratto dal canale Youtube di France 24)

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