mercoledì, Aprile 14

Tutti uniti contro la lobby dei sequestri

0
1 2


BangkokL’uccisione di un ostaggio canadese nelle Filippine, per mano del gruppo separatista fondamentalista Abu Sayyaf ha riaperto dolorosamente la ferita dei sequestri e della lunga scia di morte che imperversa nell’intero Sud Est Asiatico e dei Mari che lo bagnano. L’unica soluzione prospettata è di non considerare più tutto questo come un problema solo delle Filipine o di una singola Nazione, sia essa Malaysia piuttosto che Indonesia. Da qui la necessità di un migliore coordinamento nell’intera area. L’Indonesia ha chiamato alla difesa comune Malaysia e Filippine proprio per innalzare il livello di sicurezza nelle acque di pertinenza delle tre Nazioni dopo il recente sequestro attuato ai danni di tre marinai attuato da uno scafo armato battente bandiera malese nelle acque intorno all’Isola di Borneo per poi condurli verso il sud delle Filippine, cioé in zone già attenzionate e ritenute parte delle operatività di milizie islamiche.

I sequestratori sembravano interessati a cittadini di origine indonesiana, come hanno rivelato i sequestrati una volta liberati, in quanto due si sono dichiarati cittadini malesi ed un indonesiano ha taciuto la sua reale origine. Questa operazione ha portato a 24 il numero degli indonesiani sequestrati solo quest’anno nelle acque strategiche tra i tre Paesi, in un tratto di mare cioé ritenuto uno dei principali teatri d’azione dei miliziani del gruppo terrorista Abu Sayyaf accusato di essere il deus ex machina che si nasconde dietro i sequestri attuati in quel quadrante marino. Il Ministro degli Esteri indonesiano, Retno Marsudi, si è pubblicamente schierato contro questo tipo di sequestri ed ha manifestato la chiara intenzione di porre in atto tutti i miglioramenti possibili – in termini di difesa – per evitare che accadano in futuro. Per questo motivo ha ribadito la necessità di reali sforzi (lo ha ripetuto due volte in occasione di un proclama pubblico) da parte di Malaysia e Filippine nel cooperare in questo obbiettivo attraverso interventi diretti in direzione della compartecipazione da parte dei rispettivi Governi.

Anche le Forze Armate indonesiane hanno confermato che -allo stato attuale- le acque nei pressi dei tre Paesi non sono da considerarsi sicure. Per le omologhe Forze Armate delle Filippine Abu Sayaff ha accumulato ingenti quantità di capitali attraverso i sequestri dietro riscatto, si tratta di cifre che si aggirano ormai su svariati milioni di dollari, così ritengono sia alquanto facile che egli si nasconda anche dietro i sequestri più recenti. I tre più recenti sequestrati potrebbero essere e aggiunti al novero di sette indonesiani e due europei che sono già in ostaggio del gruppo, come del resto ha riferito pubblicamente lo stesso portavoce delle Forze Armate delle Filippine.

Nel mese di maggio, Indonesia Malaysia e Filippine hanno raggiunto un accordo per un lancio congiunto di una operazione di ricerca e controllo delle acque delle tre Nazioni soprattutto allo scopo di identificare i luoghi di maggior insorgenza dei sequestri, i cui numeri sono particolarmente aumentati in epoca recente. Il Capo delle Forze Armate indonesiane ha confermato che, proprio per mettere a punto meglio i dettagli delle operazioni congiunte di monitoraggio dell’intera area marina, i Ministri degli Esteri delle tre Nazioni principalmente affette da questo grave problema si incontreranno successivamente a Kuala Lumpur, affinché l’intera pianificazione sia condivisa ed attuata da Indonesia, Malaysia e Filippine.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->