mercoledì, Dicembre 8

Tutti i tormenti del PD continuano le controversie dopo le primarie di Napoli e Roma

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Proseguono i dibattiti attorno alle irregolarità avvenute durante le primarie del PD (Partito Democratico) a Roma e Napoli, dove in quest’ultima sembrerebbe che l’ex governatore Antonio Bassolino scenda in campo con una lista civica «Molti miei sostenitori mi stanno spingendo nella direzione della lista civica. C’è tempo per decidere. Le liste si presentano 35 giorni prima del voto e si voterà a giugno. Certo, se il Pd non rinsavisce si va avanti con un’ombra per tutta la campagna elettorale. Seguire in questa strada è un clamoroso danno per il partito, un boomerang spaventoso» e invita i suoi sostenitori ore 10,30 al teatro Augusteo ‪tramite il  profilo di ‘Twitter‘ con lo slogan  ‪’napoliriparte’. Un forte scossone al precario equilibrio del PD lo da anche Beppe Grillo, che questa mattina tuona dal suo blog «Le brogliarie di Napoli hanno decretato la dissoluzione del Pd. Il Pd che si candida a governare le città più importanti d’Italia è frammentato in correnti e rigagnoli, ognuna vuole la sua parte soprattutto quelle legate alla criminalità. Le primarie piddine sono un regolamento di conti interno vinto a seconda dei casi grazie a intervento dei cinesi (Milano), compravendita di voti (Napoli), schede bianche false (Roma). Alla fine nessun candidato sindaco è supportato in pieno nemmeno dal suo stesso partito» e aggiunge «Se qualche candidato piddino dovesse disgraziatamente diventare sindaco non avrebbe il sostegno neppure dei consiglieri eletti assieme a lui, qualcuno sarebbe della maggioranza, qualcuno della minoranza, qualcuno della camorra e qualcuno della ‘ndrangheta, ed entro poco sarebbe dimissionato dal Bomba come successo a Marino. PD: Partito Disciolto!». Anche da Roma la situazione sembra peggiorare con la possibile ascesa in campo di Ignazio Marino o di Massimo Bray che andrebbero alle primarie contro Stefano Fassina, sostenuto da Sinistra Italiana e Sel. A cercare di placare gli animi della minoranza dem ci pensa il presidente del PD Matteo Orfini che afferma « fronte della discussione sviluppatasi in queste ore all’interno del Partito, ritengo sia necessario che il tema venga affrontato senza indugio e in maniera esplicita nelle sedi opportune. Per questo motivo, in accordo con il segretario nazionale Matteo Renzi, ho deciso di convocare la direzione del Pd il prossimo 21 marzo». 

Riemerge l’ombra della vicenda di ‘Banca Etruria‘, che vede coinvolto Luigi Boschi, il padre del Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, dove è finito sotto indagine da parte della procura di Arezzo, Flavio Carboni per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. La notizia riportata dall’agenzia ‘ANSA‘ proverrebbe da fonti vicine al palazzo di giustizia aretino a seguito di presunte perquisizioni avvenute giovedì scorso dalla dalla Guardia di finanza del comune toscano in diverse regioni italiane. Assieme a  lui sembrerebbe essere sotto inchiesta anche l’imprenditore Valeriano Mureddu, personaggio vicino allo stesso Carboni e citato più volte durante l’inchiesta su Banca Etruria. Carboni sarebbe indagato per l’apparente partecipazione ad un’organizzazione che riciclava denaro  proveniente dall’acquisizione di grosse aziende in crisi.
 Allo scandalo aretino si aggiunge quello avvenuto ad Alessandria dove il capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio comunale Angelo Malerba, nel 2012 candidato sindaco per i pentastellati, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di furto. Malerba avrebbe scassinato l’armadietto della palestra che frequenta abitualmente sottraendovi 100 euro. Il consigliere ora è ai domiciliari e domani verrà processato per direttissima.

A Roma Guido Bertolaso ha deciso di partecipare a delle primarie di partito indette per domenica prossima a Roma, dove verranno allestiti 140 presidi nei municipi della capitale. Se l’ex Capo dipartimento della Protezione Civile Italiana non dovesse raggiungere il numero necessario di preferenze tornerebbe in ballo il nome di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che non aveva negato una sua candidatura in extremis.

 

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