venerdì, Luglio 30

Tutte le creature, grandi e piccole Lasciati morire di fame e sete, oppure durante combattimenti. Come vengono trattati gli animali nel Paese

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animali sudafrica

I criminali organizzati amano operare in Sudafrica perché sanno che probabilmente non saranno catturati, o, se ci sono prove contro di loro, che non sono suscettibili di ricevere una punizione adeguata al crimine. Il nostro sistema giudiziario è carico di instabilità e si porta dietro un insieme di oneri che aggiungono problemi, e la tecnologia avanzata aiuta l’espansione della criminalità

In Sudafrica, i cambiamenti politici e le strutture di governo hanno creato le condizioni ideali perché la criminalità organizzata potesse crescere. La mancanza di leggi e ordine resta una minaccia, e la criminalità organizzata continua a fiorire. Ma gli esseri umani non sono le uniche vittime. Per coloro che non possono parlare o difendersi, le sofferenze per mano dei criminali sono indicibili. In un Paese dove abbiamo alcuni dei più magnifici animali nel mondo, si vedono anche alcuni dei peggiori crimini contro di loro.

Lasciati morire di fame nella fattoria di un ministro del governo

Recentemente, la polizia sudafricana e i funzionari della Società per la Prevenzione della Crudeltà verso gli Animali (SPCA) fatto una scoperta orribile, arrivando a Potchefstroom, nella fattoria di 480 ettari proprietà del presidente del Consiglio Nazionale delle Province, Thandi Modise. Un contadino confinante aveva avvisato la SPCA dopo aver visto le mucche che cercavano di scavalcare la recinzione elettrica nel tentativo di raggiungere l’acqua.

Ciò che hanno trovato nella fattoria li ha lasciati tutti “senza fiato”, secondo Andries Venter, ispettore dell’unità agricola di SPCA, nonché esperto della protezione degli animali,. Ha detto: «è la peggiore crudeltà all’interno di una fattoria che io abbia mai visto, nei vent’anni di lavoro con SPCA. Terribile!».

Venter ha detto che la fattoria era stata abbandonata – nessun lavoratore al suo interno; solo una fossa enorme piena di carcasse di animali in fase avanzata di decomposizione, impossibile contare quanti ce ne fossero. Oltre 100 maiali, pecore, galline e capre erano rimasti senza acqua e cibo per una o due settimane e forse più a lungo. I restanti maiali avevano cominciato a cannibalizzare i suini morti, e a bere la propria urina. C’erano anche pecore, capre, oche e anatre morti. Se ne sono dovuti abbattere molti altri.

Modise, che ha preteso di aver Saputo della negligenza in ritardo, il 7 luglio, ha detto che il direttore aveva lasciato la fattoria per una questione di famiglia, ma Venter ha detto, «Quando le abbiamo chiesto il nome del direttore, non ce l’ha saputo dire». Secondo il direttore della fattoria, Tebogo Moekaedi, lui e sua moglie e un figlio di un anno di età se ne sono dovuti andare perché erano anche loro sul punto di morire di fame, e non erano nemmeno stati pagati.

I Sudafricani si sono indignati per questa storia, specie dopo la risposta di Thandi Modise per l’orrore nella sua fattoria. Lei ha detto, «Io non sono un contadino. Sto cercando di imparare come si gestisce una fattoria. Ma, se sei una donna e stai imparando, non ti è permesso fare errori. La sofferenza dei maiali è nulla in confronto alla perdita finanziaria che ho sofferto». Il direttore esecutivo del Consiglio Nazionale di SPCA, Marcelle Meredith, ha detto che prevede di portare otto accuse contro Thandi Modise, in quanto proprietario della fattoria, e alle eventuali persone che vivevano sul posto.

Combattere fino alla morte

Il combattimento illegale tra cani pare sia molto diffuso, in Sudafrica. Gli animali domestici vengono rubati dalle loro case e sono impiegati nei combattimenti tra cani dilettanti, o per addestrare i cani che combattono. I combattenti vengono comunicati segretamente attraverso i social media, e le scommesse sfiorano i 1.5m di Rand a singolo match, rivela un’inchiesta. Eyewitness News ha anche riferito che alcune scommesse su combattimenti di cani prevedono anche atti sessuali o droghe, così come il riciclaggio di denaro e traffico di droga. Nel 2011, 10 persone sono state arrestate dopo un raid su un ring per combattimenti tra cani, a Plettenberg Bay. Diversi trafficanti transfrontalieri sono stati arrestati in un posto di frontiera nel Northern Cape -nel 2011- mentre tentavano di contrabbandare 24 cani fuori dal paese verso l’Angola.

A Città del Capo, di recente, il task team nazionale per il benessere degli animali e la polizia hanno fermato un camion fuori dall’autostrada N1 vicino al Stellenbosch, arrestando un sospetto membro del clan che trasportava diversi cani rubati.

Nel 2012, più di 120.000 cani sono stati rubati in tutto il Sudafrica. Nel novembre 2013, un grande clan di combattimenti tra cani è stato scoperto a Brakpan sulla East Rand di Gauteng. La polizia ha arrestato 18 persone, a seguito di una soffiata anonima. I cani rubati non sono però solo utilizzati per i combattimenti. I nostri amati animali domestici vengono anche spediti in Cina per essere mangiati. Come se non ci fosse abbastanza cibo nel mondo!

Viaggio mortale

L’organismo per i diritti degli animali in Sudafrica sta verificando le condizioni che hanno portato alla morte una giraffa, rimasta ferita in un trasporto lungo l’autostrada. Testimoni oculari dicono che la giraffa, una delle due che, bendate, erano trasportate in un container trainato da un camion, ha colpito con la testa un ponte sull’autostrada N1 di Johannesburg.

Il veicolo poi si è rotto ed è stato necessario aspettare diverse ore perché fosse riparato. Entrambi gli animali sono stati poi portati da un veterinario, ma la Società Nazionale per la Prevenzione della Crudeltà verso gli Animali (NSPCA) ha detto che uno è morto all’arrivo.

Un testimone, Thinus Botha, ha scritto su Twitter che era alla guida dietro il veicolo quando l’animale ha urtato il Ponte Garsfontein con la testa. «C’è stato un botto molto forte e un sacco di sangue», ha detto. Il manager di NSPCA, Rick Allen, ha detto che gli animali erano diretti verso una fattoria di Warmbaths, a circa 160 km (99 miglia) da Johannesburg. I sudafricani si chiedono: Come è possibile che queste cose succedano, e come fanno le persone a comportarsi in questo modo grottesco?.

I grandi Cinque, anzi Quattro

Il numero di rinoceronti in Sudafrica sta diminuendo. I bracconieri ne hanno ucciso 380 quest’anno, passando da 13 animali abbattuti nel 2007 a 1.004 solo nello scorso anno, specialmente nel parco Kruger, che ha circa le dimensioni del Galles. Si ritiene erroneamente che corna abbiano proprietà medicinali, e si dice anche che il corno di rinoceronte venga utilizzato come medicamento -costoso- in Estremo Oriente. Zanne di elefante e corni di rinoceronte possono avere prezzi elevati, soprattutto in Asia, e i bracconieri sono pronti a tutto pur di procurarseli.

Stephen Midzi è uno dei quasi 350 ranger che percorrono i due milioni di ettari (quasi cinque milioni di acri), del Kruger Park a piedi, controllando eventuali segni di attività insolite. Midzi guida un team di 16 ranger incaricati di sorvegliare gli oltre 90.000 ettari della parte meridionale del parco, dove –dice- si verifica più bracconaggio di rinoceronti. «Il momento più pericoloso per noi è quando c’è la luna piena. I bracconieri approfittano delle notti chiare ed escono in gran numero». Il portavoce dei parchi nazionali del Sudafrica, Ike Phaahla, dice che i ranger svolgono un ruolo cruciale, anche se non hanno a disposizione nuove tecnologie per combattere il bracconaggio.

I ranger del Parco Kruger hanno arrestato 69 bracconieri quest’anno. Un bracconiere catturato dopo una sparatoria, in cui uno dei suoi complici p morto, è stato condannato a 77 anni di prigione la settimana scorsa. Ma non tutti i ranger del parco hanno dimostrato un altrettanto nobile impegno per la tutela del patrimonio più prezioso dell’Africa – alcuni sono risultati a loro volta implicati in organizzazioni di bracconaggio. Tre ex-ranger e due guide sono stati arrestati per sospetto bracconaggio di rinoceronti, insieme a tre poliziotti.

Il generale Johan Jooste, oggi pensionato, è stato coinvolto per aiutare i ranger a imparare elementi delle forze paramilitare, ma lui dice che l’ulteriore militarizzazione del parco non è una soluzione auspicabile. Per ora, uomini come Midzi, assistiti dalla tecnologia come quella degli aerei di sorveglianza, rappresentano la loro ultima speranza.

Così, mentre gli animali raramente ricevono la giustizia che meritano dopo aver sofferto abusi da parte degli esseri umani, ci auguriamo che queste creature innocenti non siano morte invano, e che la loro storia possa sensibilizzare, rendere il mondo recettivo, aiutare i sudafricani a trovare un modo per porre fine a queste storie dell’orrore – prima che i grandi 5 (i 5 grandi animali della savana: leone, elefante, rinoceronte, leopardo e bufalo)  diventino i grandi 4, e prima che noi, come esseri umani, restiamo le uniche creature che percorrono il pianeta. Nelle parole del grande Leonardo Da Vinci: “Verrà il tempo in cui uomini come me lotteranno contro l’uccisione degli animali come ora lottiamo contro l’assassinio degli uomini.” Non vediamo l’ora che quel giorno arrivi.  

Fonti: Sapa; Independent Online; ENCA; Tempi vivi; Il Cittadino; SABC; Eyewitness News

 

Traduzione di  Valeria Noli @valeria_noli 

 

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