martedì, Maggio 18

Tusk confermato presidente del Consiglio Ue

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Il Consiglio Ue ha confermato Donald Tusk come suo presidente con 27 voi a favore e uno contrario (Polonia). «Grato per la fiducia e la valutazione positiva del Consiglio europeo. Farò del mio meglio per rendere migliore l’Ue», ha twittato Tusk. Prima del vertice a Bruxelles, la premier polacca Beata Szydlo (che spingeva invece per Jacek Saryusz-Wolski) aveva spiegato che il suo governo non voleva Tusk perché critico delle politiche di Varsavia. La sua rielezione, ha detto la portavoce Beata Mazurek, «è una decisione sbagliata che non promette all’Europa nulla di buono».

Ma per la Ue è stata una giornata fitta di impegni. «L’Europa deve mantenersi aperta e deve insieme e in modo determinato contrapporsi a pratiche protezionistiche sleali», ha detto al Bundestag la cancelliera tedesca Angela Merkel: «Anche se in alcune parti del mondo avanzano impostazioni protezionistiche, l’Europa non deve mai arroccarsi, isolarsi, ritirarsi. L’Europa deve conservare la sua apertura verso il mondo, anche proprio nello scambio commerciale». Poi ha ricordato: «Per noi qui in Germania non è mai abbastanza apprezzabile, il fatto che esista un diretto collegamento fra il buon futuro dell’Europa e un buon futuro della Germania. Non va dimenticato che solo se l’Europa sta bene, sta bene la Germania».

Ma si è parlato anche di migranti nella Ue. E il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa (CdE), Nils Muiznieks, ha lanciato un messaggio chiaro all’Europa: «E’ probabile che la recente raccomandazione della Commissione europea di estendere e allungare la detenzione dei migranti conduca alla violazione dei diritti umani senza ottenere altri risultati, come facilitare il trattamento delle richieste d’asilo o incentivare rimpatri dignitosi». Per questo ha chiesto ai leader dei 28 di non seguire l’indicazione della Commissione, viste come «preoccupanti sotto molti punti di vista. Raccomandare di emendare le leggi in modo da consentire la detenzione fino a un massimo di 18 mesi incoraggerà probabilmente i paesi a usare la detenzione per periodi più lunghi». Il commissario esorta i governi Ue a concentrarsi invece «su misure alternative e più umane, che non privino i migranti delle loro libertà e rispettino famiglie e minori».

Passiamo alla Siria dove negli ultimi giorni sono arrivati 400 soldati Usa per sostenere l’offensiva delle forze locali contro Raqqa, roccaforte dell’Isis. Le nuove forze vanno ad aggiungersi ai 500 militari americani già presenti sul campo. Il presidente Donald Trump sta valutando, secondo i media nazionali, di dispiegare fino a mille soldati in Kuwait come forza di riserva, mentre il capo dello Us Central Command, il generale Joseph Votel, nel corso di un’audizione alla commissione forze armate del Senato ha annunciato la volontà degli Usa di cambiare strategia in Afghanistan e do voler inviare nuove truppe nel Paese.

Nel frattempo secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria è di almeno 14 civili uccisi, tra cui sei minori e 4 donne, il bilancio di un bombardamento aereo a Matab, una località a est di Raqqa. E rimanendo proprio alla Siria, l’inviato speciale delle Nazioni Unite Staffan De Mistura ha confermato che intende formalizzare a breve il quinto round i negoziati a Ginevra fra il governo e l’opposizione. La data sembra essere quella del 23 marzo. I colloqui, ha spiegato De Mistura, dovrebbero concentrarsi sulle questioni che entrambe le parti hanno convenuto nell’ultimo round: governance, nuova costituzione, elezioni e lotta al terrorismo.

Andiamo in Francia, dove a un mese e mezzo dal primo turno delle presidenziali Francois Hollande sembra pronto a sorprendere tutti e a tentare la ricandidatura. Dopo il passo indietro di dicembre, il presidente teme la vittoria Marine Le Pen e, secondo ‘Le Parisien‘, ha raccolto nella massima discrezione le 500 firme di patrocinio necessarie. Secondo fonti giornalistiche però Hollande scenderebbe in campo soltanto nel caso in cui Emmanuel Macron calasse nei sondaggi e che il vincitore delle primarie, Benoit Hamon, continuasse a rimanere così basso (al 13-14%).

Continua il confronto a distanza fra Turchia e Germania.  Il primo ministro turco Binali Yildrim ha attaccato Berlino accusandola di aver «preso una posizione» sul referendum. Mentre dopo l’accusa di pratiche naziste di Erdogan, oggi la risposta di Angela Merkel: «Questi paragoni col nazionalsocialismo devono finire. Sono così deprimenti e tristi che non si possono neppure commentare seriamente. E sminuiscono i crimini del nazionalsocialismo, cosa che noi assolutamente non facciamo. E non sono degni dell’intreccio stretto, che esiste sul piano economico, politico, sociale, e come partner della Nato, fra Germania e Turchia e fra i due popoli».

Sempre in Germania invece accordo fra il governo e i quattro grandi gruppi energetici Vattenfall, Eon, RWE e EnBW sullo smaltimento delle vecchie scorie atomiche. Gruppi energetici che comunque non ritireranno le cause di risarcimento intentate contro l’esecutivo per le modalità con cui, dopo l’incidente in Giappone di Fukushima, venne deciso l’abbandono del nucleare nel Paese.

Passiamo alla Corea del Nord, che secondo il ‘Wall Street Journal‘ ha cercato di vendere l’anno scorso un tipo di litio, necessario per lo sviluppo di armi atomiche miniaturizzate, ad acquirenti internazionali non identificati. Secondo il quotidiano americano la fonte arriva dall’Onu. Notizia che ha ulteriormente allarmato il presidente americano Donald Trump, il Congresso Usa e le Nazioni Unite, visti anche gli sviluppi dei programmi missilistici nucleari e balistici di Pyongyang.

Tornando agli UsaJulian Assange ha annunciato che WikiLeaks ha deciso di dare alle aziende hi-tech i dettagli sugli strumenti usati dalla Cia per lo spionaggio informatico ed aiutarle così a difendersi da possibili attacchi. In una conferenza stampa Assange ha affermato di avere molte più informazioni rispetto a quanto trapelato e che le aziende hanno chiesto maggiori dettagli sugli strumenti di cyberspionaggio utilizzati dai servizi segreti. Proprio riguardo a Wikileaks il presidente Usa si è detto ‘estremamente preoccupato’ qualora fossero vere.

Intanto Trump incassa il primo successo: secondo l’agenzia federale che vigila sugli ingressi, la Customs and Border Protection, sono state circa 840 le persone fermate a febbraio mentre cercavano di entrare negli Usa dal confine con il Messico: un calo del 36% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e del 39% rispetto a gennaio, segno che la linea dura sta pagando per il momento.

In Iraq è di almeno 23 persone uccise e 25 ferite il bilancio provvisorio di un duplice attentato suicida compiuto a nord di Baghdad a una festa di matrimonio. Secondo i media locali l’attentato è stato compiuto da due kamikaze che si sono fatti esplodere tra gli invitati.

In Afghanistan invece oltre 80 studentesse e tre insegnanti di una scuola della provincia di Faryab sono state ricoverate in ospedale a causa di preoccupanti sintomi di avvelenamento causato da una imprecisata sostanza gassosa.

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