lunedì, Maggio 17

Turisti nepalesi discriminati Il Turismo nepalese preferisce i clienti stranieri e discrimina i nepalesi nella propria Madrepatria

0

 

trekking-nepal

 

Bangkok – Se si desse uno sguardo al sito del Board Turistico Nepalese NTB  si ritroverebbero numerosi box e link pieni zeppi di informazioni. Ma la sensazione che se ne ricava è che tutto -ma proprio tutto- sia stato pensato per cittadini e turisti di nazionalità straniera. Nonostante si proclami da più parti del numero accresciuto di turisti nazionali attraverso i media, i giornali locali ma anche attraverso lo stesso sito web NTB, nessun dato utile e realistico viene messo a disposizione della potenziale clientela nepalese. Il che può non sembrar strano, visto che in  Patria ci si focalizza in modo chirurgico e preponderante a favore dei turisti stranieri. Un po’ tutto il settore informativo, Web compreso, è popolato dall’inglese e se si frequentassero i siti web di compagnie aeree si troverebbero tutti i costi in Dollari USA, a parte  la compagnia Buddha Airlines che però –purtroppo- non copre tutti gli scali aeroportualinazionali. Insomma, alla disperata e forsennata ricerca di turisti stranieri, l’industria del Turismo nel Paese sembra aver completamente o quasi dimenticato l’utenza nazionale.

I nepalesi che viaggiano all’estero spesso al ritorno raccontano delle discriminazioni alle quali vengono sottoposti fuori dalla propria Nazione. Alcuni raccontano di essere discriminati persino all’interno del territorio nazionale, specialmente quando si tratta di trekking, il che è paradossale visto che qui si parla di nepalesi che si muovono all’interno del Nepal. Negli alberghi altrettanto spesso finiscono con l’essere relegati tra le ultime prenotazioni e gli ultimi posti disponibili, al netto di tutti quelli che vengono preferenzialmente messi a disposizione dei turisti stranieri.

Le Compagnie aeree preferiscono far viaggiare con posti a sedere separati e ben distinti tra viaggiatori stranieri e viaggiatori nepalesi ed anche lo stile e la qualità dei posti disponibili è ben differente nel caso in cui si tratti di viaggiatori stranieri piuttosto che viaggiatori nazionali. Può anche accadere che viaggiatori nazionali vengano rifiutati da veicoli destinati alle attività turistiche a causa del sistema sindacale. Mentre il principio che suona ‘Athithi deva bhawa‘ (Gli ospiti sono dei) ha le sue idiscutibili virtù, la discriminazione ai danni dei viaggiatori nazionali è del tutto ingiustificata.

Si potrebbe pensare, a prima vista, che la differente valutazione e qualità dei servizi turistici offerti siano differenti a causa dei costi differenti che pagano i nepalesi al cospetto di quelli appplicati nel caso dei turisti stramieri ma, in verità, si tratta solo di una metà della questione. Altrettanto spesso accade -per dirne una- che i turisti stranieri si lamentino dei prezzi loro applicati quando  -nella stessa fascia di prezzi- i turisti locali sarebbero ben lieti di pagare per viaggiare. Ciò non vuol dire in modo marchiano che i nepalesi che intendano fare trekking non siano turisti ben accolti, né si vogliono qui comparare le abitudini di spesa dei nepalesi rispetto a quelle dei turisti stranieri. Qui il punto saliente è relativo al fatto che vi è chiara discriminazione verso i turisti locali e nazionali all’interno della loro stessa Nazione.
Che il Turismo sia una delle attività economiche principali del Nepal è cosa ben nota a tutti, così come è chiaro ed evidente a tutti che l’industria del Turismo preferisca gli stranieri rispetto ai nepalesi. La sfida che si pone oggigiorno è quella di riequilibrare lo stato delle cose in Nepal, lasciando spazio ad una clientela nazionale che non può essere discriminata paradossalmente mentre viaggia all’interno del proprio territorio e Paese.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->