domenica, Agosto 1

Turismo e Cultura per tutti Intervista a Simona Petaccia di Diritti Diretti sull’accessibilità del patrimonio culturale

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turismo diritti

La valorizzazione del patrimonio culturale non può prescindere dalla fruizione pubblica dei beni interessati, che non può essere compresa appieno se non con l’esperienza diretta della persona. Negare la possibilità di avere una percezione completa ed esaustiva di uno spazio o di un oggetto di interesse storico culturale equivale a privarsi della possibilità di goderselo. La valorizzazione del patrimonio culturale può rappresentare un fattore di traino per dare completa attuazione alle istanze proprie dell’accessibilità, con interventi che riqualificano luoghi, beni e servizi di interesse culturale per migliorare la fruizione della cultura da parte di tutti, attraverso espedienti formali o tecnologici per l’eliminazione degli ostacoli fisici e percettivi che rendono gli spazi disponibili ad un’utenza assai più ampia e con esigenze diverse.

L’onlus Diritti Diretti sin dal 2008, senza alcun finanziamento pubblico, ha riunito una squadra di professionisti che opera principalmente a favore di ‘Turismo e Cultura per tutti’, ossia fornisce mezzi e strutture per viaggi e soggiorni in grado di consentire, senza ostacoli e difficoltà, la fruizione di Cultura, Arte, Informazione, Comunicazione, Natura, Ambiente, Sport, Tempo Libero e molto altro ancora. La convinzione che guida questa onlus è che il mondo è di tutti e va promosso culturalmente e socialmentegrazie alla tutela dei diritti civili e costituzionali in favore anche di anziani, minori, persone con disabilità temporanea o permanente, individui con esigenze dietetiche e/o con problemi allergici o di intolleranze, senza ricorrere a offerte o prestiti caritatevoli, ma avvalendosi di leggi esistenti. In tal modo l’onlus mira a sensibilizzare imprenditori pubblici e privati e formare portatori di istanze e interessi nonché operatori economici del Turismo e della Cultura, individuando e realizzando soluzioni accessibili e al tempo stesso sostenibili, per valorizzare le peculiarità di ogni territorio.

L’accessibilità a realtà culturali (come quelle di musei, siti, biblioteche, aree di spettacolo, ecc.) si ha anche migliorando l’accesso a edifici pubblici e privatiai trasporti e all’informazionecon percorsi tattili e uditivi di diverso apprendimento rispetto a quelli della visita tradizionalefavorendo lo sviluppo della persona e della sua identità, salvaguardando i suoi diritti civili, ma riconoscendo in ogni caso la capacità di scelta autonoma e indipendente delle persone con difficoltà di tutti i tipi che frequentano le varie realtà culturali disponibili nel Paese.

L’onlus Diritti Diretti, al fine di raccogliere fondi utili per le sue attività istituzionali, fornisce servizi personalizzati con esperti altamente qualificati per la progettazione, realizzazione e comunicazione in vari campi: formazione specializzata su turismo e cultura per tutti, giornalismo e comunicazione, iniziative ed eventi quali convegni, meeting, convention, conferenze, assemblee, su editoria tradizionale ed elettronica, su marketing della comunicazione.

Il fatturato di un’impresa turistico – culturale può aumentare dal 18,3 al 19,7 % se si punta sul mercato di Turismo e Cultura accessibili, secondo quanto hanno dimostrato diversi studi effettuati da un’apposita Commissione Europea. Rendere accoglienti per tutti e ricettivi i luoghi propri di Turismo e Cultura, oltre a costituire una responsabilità sociale, rappresenta uno strumento valido per promuovere la competitività dei servizi turistici (alberghi, B&B, ristoranti, pub, discoteche, ecc.), ma anche i centri di interesse artistico, storico e culturale (quali chiese, musei, pinacoteche, parchi archeologici, parchi ambientali, ecc.).

Lo scorso 27 maggio si è svolto un incontro sul tema dell’Accessibilità Culturale presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), alla presenza del Ministro Dario Franceschini, che ha visto anche la partecipazione del Comitato per la Promozione e il Sostegno del Turismo Accessibile, istituito nel 2012 dall’allora Ministero per gli Affari Regionali, Turismo e Sport.

Abbiamo intervistato Simona PetacciaPresidente della onlus Diritti Diretti e giornalista delegata Centro Italia dell’Associazione Giornalisti Specializzati Associati.

 

Quanto sono accessibili i musei e i siti culturali inseriti in circuiti turistici in Italia?

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) ha riportato sul proprio sito web i musei e siti culturali statali inseriti nei circuiti turistici più diffusi e dotati di strumenti che ne favoriscono in vario modo l’accessibilità. Per i siti non statali manca tuttora uno studio adeguato in merito.

Quanto si deve ancora fare in termini di accessibilità e sostenibilità in materia di Turismo e Cultura nel nostro Paese?

A mio parere si deve operare molto sulla cultura dell’imprenditoria, perché l’accessibilità viene vista ancora molto spesso come un obbligo legislativo, ma in realtà rappresenta un’opportunità reale di sviluppo anche in termini economici, perché c’è una grande richiesta da parte di persone che hanno esigenze particolari: e non stiamo parlando soltanto di disabili, ma anche di persone anziane, di famiglie con bambini in carrozzina o nei passeggini, di invalidi, nel senso di infortunati o di individui con malattie temporanee, insomma si parla di una grande fetta di mercato che non viene soddisfatta al momento.

E rispetto all’Europa l’accessibilità è un concetto acquisito in Italia?

No, come dicevo, l’accessibilità è sentita più come un obbligo, connesso ad esempio all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla sistemazione di pedane per superare dislivelli o di maniglie di sostegno all’interno delle toilette. Manca, invece, il concetto che già sta funzionando in altri paesi e che suggeriscono gli esperti di Design For All con i quali collaboriamo: agire sì sull’accessibilità, ma anche sull’aspetto estetico dell’intervento proposto perché si può e si deve rendere accessibile un luogo di cultura o di turismo facendo leva anche sulla gradevolezza e sulla valorizzazione delle peculiarità di ogni territorio.

La sua onlus come si propone di curare questo settore di turismo per i disabili?

Innanzitutto non vorrei parlare di turismo per i disabili, questo è un concetto da chiarire bene: il turismo che la nostra onlus propone è un turismo per tutti, ovvero un turismo comodo e gradevole per ogni fascia di popolazione, anziani, famiglie con bambini, persone infortunate, individui con allergie alimentari, altri che hanno bisogno di ospedalizzazioni frequenti o dialisi, strutturando l’offerta turistico – culturale in luoghi dove ci sia la possibilità di avere strutture adatte allo scopo ecc. Ci sono tante cose da valutare a tal proposito. Diritti Diretti lavora principalmente  sulla Formazione e sulla Comunicazione affinché si comprenda che non si tratta di ‘turismo per disabili’, ma di ‘turismo per tutti’. E ciò per cambiare questa percezione errata, derivante dal fatto che tutto questo era considerato un obbligo di legge, anziché visto come una migliore valorizzazione del territorio.

Come si pone la vostra organizzazione in rapporto con le iniziative promosse dal MiBACT e dalle altre istituzioni pubbliche?

Tutto ciò che può favorire il turismo per tutti ci vede favorevoli e pronti a collaborare con le imprese pubbliche e private.

Come dimostrano diversi studi effettuati dalla Commissione Europea c’è netto incremento del fatturato di un’impresa turistico – culturale puntando sull’accessibilità o sul ‘turismo per tutti’. Quali sono i dati in possesso della vostra organizzazione a riguardo?

I dati delle ricerche della Commissione europea sono facilmente reperibili nel sito apposito, sotto la sezione Turismo, redatti in lingua inglese, e in sintesi indicano come il fatturato di un’impresa turistico-ricettiva può aumentare fino al 19,7% partendo da un minimo di incremento del 18,3%, quindi fino al 20% in più.

Come pensatedi sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo di queste tematiche?

Noi stiamo cercando di sensibilizzare gli amministratori pubblici e privati, perché in tal modo l’offerta turistica aumenta e la domanda viene meglio soddisfatta. Non agiamo quindi sul turista, ma formiamo e comunichiamo con l’imprenditoria pubblica e privata facendo corsi di formazione e partecipando a riunioni con gli amministratori pubblici per far capire loro la potenzialità di questo settore. Inoltre, progettiamo e realizzaziamo soluzioni per un’offerta turistico-culturale adatta a tutti attraverso la collaborazione con esperti del settore.

Quali sono gli esperti che si occupano dell’accessibilità turistico- culturale ai quali la vostra onlus suggerisce di affidarsi per migliorare l’offerta del settore in Italia?

Abbiamo creato un gruppo di lavoro che è poi lo stesso da noi utilizzato nei corsi di formazione. Stiamo parlando di: Dino Angelaccio, direttore del Laboratorio di Accessibilità Universale dell’Università degli Studi di Siena; Fabio Iemmi, artista che ha cooperato in 9 progetti di sviluppo culturale promossi e finanziati dall’Unione Europea, esperto di accessibilità in termini di materia soprattutto tattile e olfattiva, perché come già detto prima, il nostro scopo è di valorizzare il territorio e quindi utilizzare le caratteristiche di ogni situazione sulla quale si va ad agire, in maniera tale da cogliere e differenziare i vari luoghi e non fare una ‘globalizzazione’ dell’accessibilità attraverso i soliti maniglioni o pedane che si vedono quando si va in giro. Abbiamo, poi, avuto docenti come: Pete Kercher, già Segretario Generale del BEDA (Bureau of European Designers Associations), socio fondatore di EIDD (Design for All Europe) e dell’associazione nazionale italiana Design for All Italia;  Dario Scarpati , già Coordinatore della Commissione Tematica “Accessibilità Museale” della sede italiana di  ICOM (International Council of Museums) che è l’organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali impegnata a preservare, assicurare la continuità e comunicare il valore del patrimonio culturale/ naturale mondiale (attuale e futuro, materiale e immateriale); Gabriella Cetorelli, responsabile del Servizio Progetti Speciali presso la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), ove cura e coordina progetti di accessibilità al patrimonio su tutto il territorio nazionale; Daniela Orlandi, esperta di legislazione e membro della Business Unit Sociale della Cooperativa Capodarco, responsabile del canale tematico ‘senza barriere’ per il Contact Center Integrato Superabile di INAIL, e tanti altri. Poi, a seconda del progetto che si tratta, si opera la scelta del collaboratore.

Quanto a suo parere incide sui costi l’applicazione di queste metodiche per l’accessibilità?

Non influisce, anzi aumenta il guadagno perché noi possiamo contare su un’IVA agevolata al 4%, che copre praticamente i costi di ristrutturazione, dato che si paga il 18% in meno e in più si incrementa la potenzialità del target che ci può soddisfare. Inoltre, al fine di migliorare la qualità dell’offerta ricettiva e accrescere la competitività delle destinazioni turistiche, il nuovo Decreto Art-Bonus mira a incentivare questo tipo di imprenditorialità riservando misure urgenti a supporto dell’accessibilità nel settore culturale e turistico attraverso: un credito d’imposta del 30%  delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia ed eliminazione delle barriere architettoniche; un credito d’imposta del 30% dei costi sostenuti per la progettazione, la realizzazione e la promozione digitale di proposte di offerta innovativa in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità.

Quali sono gli obiettivi che vi proponete con la vostra onlus a medio e lungo termine per il turismo e cultura accessibile o turismo per tutti?

Il nostro obiettivo è quello di ‘educare’ gli operatori pubblici e privati, affinché capiscano la potenzialità di questo settore e si crei in tal modo quello che noi chiamiamo il contagio del ‘virus dell’accessibilità’, per poterlo propagare il più possibile all’interno del territorio nazionale e internazionale.

 

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